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Sommario
RadioTv Forum 2026, giovedì 9 luglio 2026 ore 10.30 a Roma.
L’evento si svolge nel 50esimo anniversario dell’emittenza radiofonica e televisiva locale
Giovedì 9 luglio 2026 si svolgerà a Roma il RadioTv Forum 2026 di Aeranti-Corallo, appuntamento dedicato al comparto radiofonico e televisivo locale.
L’incontro si terrà a partire dalle ore 10.30 nella Sala Orlando di Confcommercio, in piazza G. G. Belli 2, e sarà dedicato sia ai temi attuali dell’emittenza locale sia al cinquantesimo anniversario della nascita delle radio e televisioni locali italiane, avvenuta dopo la sentenza n. 202 del 28 luglio 1976 della Corte Costituzionale, che dichiarò illegittimo il monopolio statale della radiodiffusione via etere in ambito locale.
La mattinata si aprirà con la relazione annuale di Marco Rossignoli, Coordinatore Aeranti-Corallo e Presidente Aeranti, dedicata alla situazione del settore radiofonico e televisivo locale.
Seguirà l’intervento di Franco Mugerli, Componente dell’esecutivo Aeranti-Corallo e Presidente della Associazione
Corallo.
Sono quindi previsti gli interventi istituzionali di Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy; di Alberto
Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria; di Laura Aria, Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; di Carola Barbato, Presidente del Coordinamento nazionale dei Co.Re.Com.; di Antonio Martusciello, Presidente di Audiradio; di Paolo Lugiato, Direttore generale di Auditel; di Domenico Affinito, Segretario generale aggiunto vicario della FNSI.
Seguirà la consegna dei riconoscimenti alle imprese radiofoniche e televisive locali con 50 anni di attività.
La chiusura del forum è prevista intorno alle ore 14.30.
AGCOM: APPROVATE DISPOSIZIONI PER LA PIANIFICAZIONE E L’ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE UHF DELLE RETI LOCALI DI SECONDO LIVELLO RIVENIENTI DALLA EX RETE TELEVISIVA N. 12 DEL PNAF-DVB
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la delibera n. 93/26/CONS del 14 aprile 2026 (pubblicata nel proprio sito internet il 14 maggio 2026), ha emanato le disposizioni concernenti la pianificazione e l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze in banda UHF delle reti di secondo livello in ambito locale rivenienti dalla precedente rete nazionale n. 12 del PNAF DVB. La delibera pianifica quattro reti televisive locali di secondo livello utilizzando le frequenze residue della ex rete nazionale n. 12. In particolare, viene prevista una rete sul canale 28 UHF in Piemonte (province di Alessandria, Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli), una rete sul canale 29 UHF in Sicilia orientale (province di Catania e Siracusa) e due reti in Sardegna, rispettivamente sui canali 27 e 31 UHF.
Per quanto riguarda l’assegnazione dei diritti d’uso, il provvedimento prevede che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy proceda mediante specifici bandi pubblici, secondo criteri analoghi a quelli già adottati per l’assegnazione delle reti locali nell’ambito del processo di refarming della banda 700 MHz. I diritti d’uso saranno assegnati per area tecnica ai soggetti utilmente collocati nelle graduatorie predisposte dal Ministero, tenendo conto dell’esigenza di garantire il pluralismo e l’efficiente utilizzo delle risorse frequenziali.
Aeranti-Corallo esprime un giudizio critico sulle scelte operate dall’Agcom con tale delibera, in quanto, a proprio parere, come espresso in sede di consultazione pubblica, le frequenze rivenienti dalla rete televisiva nazionale n. 12 avrebbero potuto essere utilizzate per la risoluzione di problematiche interferenziali sussistenti tra le reti di primo e/o di secondo livello attualmente operative.
A questo link il testo della delibera Agcom n. 93/26/CONS e il relativo Allegato.
OBBLIGO DI RICEZIONE RADIO SU TUTTI I VEICOLI: BRUXELLES SUPERA LE RISERVE E PROMUOVE LA NORMA ITALIANA. SODDISFAZIONE DI AERANTI-CORALLO PER LA DECISIONE EUROPEA, ESTREMAMENTE IMPORTANTE PER IL SETTORE RADIOFONICO
Si avvia verso il via libera definitivo europeo la modifica dell’art. 98-vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche (d.lgs. 259/2003), con cui l’Italia intenderebbe estendere a tutti i veicoli nuovi l’obbligo di includere dispositivi idonei alla ricezione della radiodiffusione sonora analogica FM e digitale terrestre DAB+.
Come noto, il Governo italiano aveva notificato alla Commissione europea, il 1° ottobre 2025, il progetto normativo identificato con numero 2025/0550/IT, volto a garantire che anche le auto connesse di nuova generazione – spesso dotate soltanto di sistemi di infotainment collegati via internet o Bluetooth – fossero comunque in grado di ricevere la radio via etere, assicurando così la continuità di un servizio considerato di interesse pubblico essenziale.
L’intervento rappresentava l’attuazione dell’Ordine del giorno G/1184/2/1 approvato dal Senato l’11 luglio 2025 nell’ambito del ddl AS 1184 sulla semplificazione e digitalizzazione dei servizi, e nasceva dalla crescente diffusione di modelli automobilistici privi di autoradio tradizionale, nei quali la fruizione radiofonica era affidata esclusivamente allo streaming IP tramite smartphone.
L’obiettivo dichiarato era quello di evitare che tale evoluzione tecnologica svuotasse, di fatto, l’obbligo, già vigente, di integrazione del ricevitore DAB+, preservando l’accesso universale alla radiofonia broadcast, anche in situazioni di emergenza o assenza di connettività. Il percorso europeo della misura si è però complicato il 16 dicembre 2025, quando la Commissione europea ha trasmesso all’Italia un parere circostanziato ai sensi dell’art. 6, par. 2, della direttiva (UE) 2015/1535.
Nel documento, Bruxelles ha espresso dubbi sulla compatibilità della proposta italiana con il diritto dell’Unione, sollevando tre principali rilievi.
In primo luogo, la Commissione ha ritenuto potenzialmente incompatibile la norma con il regolamento (UE) 2015/2120 sull’accesso a un internet aperto, sostenendo che l’obbligo di integrare ricevitori FM/DAB+ nei sistemi di infotainment limitasse la libertà degli utenti finali di scegliere apparecchiature terminali prive di radio broadcast.
In secondo luogo, la Commissione ha ipotizzato una possibile violazione dell’art. 34 TFUE sulla libera circolazione delle merci, osservando che la misura avrebbe potuto ostacolare l’immissione sul mercato italiano di veicoli legalmente commercializzati in altri Stati membri ma privi di ricevitori radio tradizionali.
Infine, la Commissione ha contestato all’Italia che nella propria proposta non fossero sufficientemente motivate sia l’analisi di proporzionalità della misura sia la dimostrazione della sua necessità oggettiva rispetto agli obiettivi perseguiti.
Il Governo italiano ha risposto formalmente ai rilievi della Commissione con una memoria trasmessa il 30 marzo 2026.
Nella replica, il Governo ha sostenuto anzitutto che la misura non limita in alcun modo l’accesso a internet né la libertà degli utenti di utilizzare terminali di propria scelta, poiché l’obbligo riguarda esclusivamente la presenza di una funzionalità aggiuntiva di ricezione broadcast FM/DAB+, senza incidere sulla connettività IP.
Il Governo ha, inoltre, richiamato la giurisprudenza della Corte di giustizia UE e le linee guida BEREC, evidenziando come il regolamento europeo sull’open internet sia volto a impedire discriminazioni operate dai fornitori di accesso internet e non possa essere interpretato nel senso di vietare agli Stati membri requisiti tecnici relativi ai dispositivi radio installati nei veicoli.
Particolarmente articolata è stata poi la difesa rispetto all’art. 34 TFUE.
Nella memoria viene richiamato anche lo studio “Radio in times of crisis” pubblicato dall’EBU nel maggio 2024, che evidenzia la maggiore resilienza della radio broadcast rispetto alle reti IP durante calamità naturali, blackout o situazioni emergenziali.
Ampio spazio è stato inoltre dedicato alla situazione del mercato radiofonico italiano. Il Governo ha ricordato che oltre il 70% dell’ascolto radiofonico avviene in mobilità e che la progressiva eliminazione delle autoradio tradizionali rischia di compromettere gli investimenti effettuati per la diffusione della piattaforma DAB+.
La risposta italiana richiama anche la segnalazione Agcom del 19 maggio 2025, con cui l’Autorità aveva evidenziato la necessità di colmare la “lacuna normativa” che consente oggi la commercializzazione di veicoli privi di qualsiasi ricevitore broadcast. All’esito dell’esame della memoria italiana, la Commissione europea ha infine ritenuto soddisfacenti le spiegazioni fornite dal Governo. Con comunicazione TRIS/(2026) 1258 del 7 maggio 2026, Bruxelles ha infatti dichiarato di considerare “soddisfacente la replica delle autorità italiane”.
Si tratta di un passaggio rilevante sia sotto il profilo politico, sia dal punto di vista regolamentare, poiché consente all’Italia di proseguire l’iter della modifica normativa senza ulteriori obiezioni nell’ambito della procedura TRIS. La vicenda rappresenta uno dei primi casi europei in cui viene affrontato il tema della permanenza della radio broadcast all’interno delle connected car e dei sistemi di infotainment di nuova generazione, in un contesto di crescente convergenza tra distribuzione IP e diffusione terrestre.
Aeranti-Corallo esprime ampia soddisfazione al riguardo.
PUBBLICATI I DATI AUDIRADIO RELATIVI AL PRIMO TRIMESTRE 2026. AERANTI-CORALLO: L’EMITTENZA RADIOFONICA LOCALE CONFERMA IL PROPRIO RUOLO DA PROTAGONISTA
Giovedì 14 maggio u.s. sono stati pubblicati i nuovi dati Audiradio relativi agli ascolti radiofonici in Italia. Per le emittenti nazionali tali dati si riferiscono al primo trimestre 2026 (periodo tra il 27 gennaio e il 13 aprile 2026), mentre per le emittenti locali si riferiscono al semestre mobile costituito dal quarto trimestre 2025 e dal primo trimestre 2026 (periodo tra il 14 ottobre 2025 e il 13 aprile 2026).
Ricordiamo che l’indagine Audiradio si basa su 200 mila interviste CATI, realizzate mediante l’utilizzo di tre distinti questionari, su altrettanti campioni indipendenti: Stream A, suddiviso in A1 (esclusivamente per le radio locali) e A2 (locali e nazionali), e Stream B per le sole radio nazionali.
Con riferimento ai dati delle emittenti locali, la somma degli ascoltatori lordi nel giorno medio di tutte le radio locali rilevate è risultata pari a 29.795.000 (ricordando che, ovviamente, ogni utente può ascoltare più radio, locali e/o nazionali).
In quattro regioni italiane la radio più ascoltata è una radio locale (rispetto alle radio nazionali e a tutte le radio locali rilevate nella relativa regione). Inoltre, 8 radio locali hanno più ascolti nel Giorno medio di almeno una radio nazionale e 9 radio locali hanno più ascolti nel Quarto d’Ora Medio (AQH) di almeno una radio nazionale.
Il coordinatore Aeranti-Corallo, Marco Rossignoli, commentando la pubblicazione dei dati di Audiradio, ha dichiarato: “I risultati resi noti da Audiradio non fanno che confermare il quadro positivo della radiofonia locale italiana. I dati registrano la diffusa e costante presenza delle imprese radiofoniche locali su tutto il territorio nazionale, anche in termini di leadership in svariate regioni, sia per volume d’ascolto giornaliero, sia per durata d’ascolto nel quarto d’ora medio. Più in generale, l’indagine conferma che il comparto radiofonico locale gode di ottima salute editoriale. In particolare, l’emittenza locale è decisamente competitiva grazie a palinsesti di qualità e a programmi di intrattenimento e di informazione ben calati nelle diverse realtà culturali ed economiche, con offerte uniche e non sostituibili”.
A questo link i dati Audiradio relativi al 1° Trimestre 2026
L’AGCOM HA PUBBLICATO L’ELENCO DEFINITIVO DEI SIG – SERVIZI AUDIOVISIVI E RADIOFONICI DI INTERESSE GENERALE DISTRIBUITI ONLINE DI CUI ALLA DELIBERA N. 250/25/CONS
L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato lo scorso 4 maggio, nel proprio sito internet, la delibera n. 97/26/CONS e il relativo Allegato A) contenente la lista dei servizi audiovisivi e radiofonici di interesse generale distribuiti online (SIG) di cui alla delibera Agcom n. 250/25/CONS recante le linee guida in materia di prominence.
Tale lista fa seguito a quella “provvisoria”, pubblicata dalla stessa Agcom in data 19 gennaio 2026 (con riferimento alla quale era possibile chiedere l’eventuale rettifica nei quindici giorni successivi a tale data). Il nuovo elenco è suddiviso in otto sezioni e riporta (in accordo a quanto previsto dalle Linee guida SIG) i servizi di interesse generale distribuiti on line che saranno presenti nelle applicazioni previste dalle linee guida stesse, accessibili tramite icone o riquadri presenti nella home page dei dispositivi tv connessi a internet (televisori connettibili a internet, decoder tv terrestri e satellitari, dongle e box TV) dopo l’icona di cui al Regolamento icona DTT (relativa alla ricezione broadcast).
In particolare, le prime cinque sezioni corrispondono alle cinque applicazioni dei fornitori dei servizi generalisti nazionali (punto 25.i delle Linee guida SIG) e corrispondono a Rai, Reti Televisive Italiane, La7, Sky Italia e Discovery. Le stesse sono posizionate in ordine di attribuzione del primo numero LCN del servizio diffuso in digitale terrestre (i servizi di media in ogni sezione sono riportati nella lista in ordine alfabetico a mero fine di elencazione).
La sesta sezione corrisponde all’applicazione “Tv locali” (punto 25.ii. delle Linee guida SIG); i servizi di media sono riportati nella lista in ordine alfabetico in accordo alla denominazione del fornitore a mero fine di elencazione. L’Agcom specifica infatti che, al riguardo, resta fermo quanto previsto dalle Linee guida SIG circa la disposizione degli stessi nell’applicazione realizzata dall’aggregatore intermediario in ordine di attribuzione del numero LCN del servizio diffuso in digitale terrestre.
La settima sezione corrisponde all’applicazione “Tv nazionali” (punto 25.iii. delle Linee guida SIG); i servizi di media sono riportati nella lista in ordine alfabetico in accordo alla denominazione del fornitore a mero fine di elencazione – resta fermo quanto previsto dalle Linee guida SIG circa la disposizione degli stessi nell’applicazione realizzata dall’aggregatore intermediario in ordine di attribuzione del numero LCN del servizio diffuso in digitale terrestre e, a seguire, per gli eventuali servizi che non hanno LCN, in ordine alfabetico).
L’ottava sezione corrisponde all’applicazione “Radio” (punto 25.iv. delle Linee guida SIG); i servizi di media sono riportati nella lista in ordine alfabetico in accordo alla denominazione del servizio). Nella lista sono presenti sia le emittenti diffuse in ambito locale, sia le emittenti diffuse in ambito nazionale.
Le applicazioni di cui ai punti 25.ii), iii) e iv) sono realizzate, gestite ed aggiornate dai soggetti aggregatori intermediari. I soggetti destinatari delle disposizioni regolamentari, individuati al paragrafo 5 delle Linee guida SIG, inseriscono le applicazioni dei servizi di interesse generale in home page appena le stesse risultano disponibili. L’Agcom specifica, altresì, che in accordo a quanto previsto dalle Linee guida SIG, i fornitori dei servizi di media inclusi nella lista sono tenuti a comunicare tempestivamente all’Autorità, tramite il modulo disponibile sul sito web dell’Agcom (al link: https://modulistica.agcom.it/form/webform-per-comunicazione-serviz), eventuali variazioni rispetto a quanto precedentemente dichiarato con la richiesta di inserimento nella lista (anche circa l’eventuale estinzione del titolo abilitativo o del rapporto con l’operatore di rete che trasporta il contenuto), riportando nel campo “note” del modulo esplicita indicazione delle informazioni oggetto di variazione.
Tale modulo sarà utilizzabile anche per l’aggiornamento annuale della lista dei servizi di interesse generale, prevista dalla delibera Agcom n. 97/26/CONS, trascorso un anno dalla data di pubblicazione della lista stessa. L’avvio della procedura di aggiornamento annuale sarà comunicato tramite un avviso pubblicato nella sezione preposta del sito web dell’Agcom.
Infine per quanto riguarda i servizi di media radiofonici nazionali e locali distribuiti gratuitamente in broadcasting (FM, DAB+ e AM) evidenziamo che gli stessi sono già qualificabili come servizi di interesse generale (per tale attività broadcasting non occorreva presentare istanza per rientrare nell’elenco SIG).
Ai fini della relativa ricezione i produttori di dispositivi idonei alla ricezione di segnali radiofonici prevedono sulle interfacce utente dei dispositivi atti alla ricezione di contenuti sonori in tecnologia DAB+, AM e FM installati nei veicoli e sulle interfacce utente delle radio domestiche e delle radio portatili, un unico punto di accesso ai servizi di media radiofonici in broadcasting DAB+, AM e FM di interesse generale immediatamente e chiaramente visibile (realizzabile con una icona nella schermata principale della home page o della dashboard del dispositivo, ossia nel primo livello di offerta dell’utente, di dimensioni non inferiori alle analoghe icone nella stessa schermata, unitamente in via opzionale, a un apposito comando vocale).
I produttori possono altresì prevedere in aggiunta anche la presenza di un tasto meccanico immediatamente e chiaramente visibile.
A questo link è pubblicata la delibera Agcom n. 97/26/CONS e il relativo allegato A contenente la lista dei SIG.

