Ascoli Piceno celebra i 50 anni delle radio locali

(7 settembre 2026)    Domenica 6 settembre 2026 si è svolta nella Piazza del Popolo di Ascoli Piceno la manifestazione “Nate libere, ma libere veramente”, organizzata dal Comune di Ascoli Piceno, giornata di celebrazione per i 50 anni delle radio locali.

La giornata ha voluto ricordare i 50 anni della sentenza n. 202 del 28 luglio 1976, con la quale la Corte costituzionale pose fine al monopolio statale sulle frequenze di radiodiffusione in ambito locale. Quella sentenza rappresenta infatti la data ufficiale di inizio dell’emittenza radiotelevisiva privata in ambito locale. Dalle 10 alle 24, emittenti radiofoniche locali provenienti da diverse parti d’Italia si sono alternate in una lunga diretta radiofonica corale, trasformando Piazza del Popolo in un vero e proprio studio a cielo aperto.

Per quattordici ore la piazza ascolana è stata attraversata da conduttori, giornalisti e operatori radiofonici, con le diverse emittenti che si sono succedute nella trasmissione, in una sorta di grande staffetta dell’etere.

Nel pomeriggio si è poi svolto un talk show condotto da Paolo Notari, dedicato alla storia e all’evoluzione della radiofonia italiana e al ruolo delle emittenti locali, cui ha portato il proprio saluto anche il coordinatore di Aeranti-Corallo, Marco Rossignoli.

L’appuntamento di Ascoli Piceno ha rappresentato così l’occasione per ripercorrere una svolta che ha profondamente modificato il panorama dell’informazione e del costume italiano, coinvolgendo anche alcuni dei protagonisti più rappresentativi della radiofonia nazionale: il giornalista Amedeo Goria, gli speaker Federica Gentile e Alvin Crescini, lo scrittore Dario Salvatori e Sergio Menghini, storico direttore artistico di Radio Subasio.

Particolarmente significativo è stato il ricordo dell’esperienza maturata nel territorio ascolano e fermano. In quei primi anni, e successivamente per diversi decenni, sono state oltre cinquanta le emittenti radiofoniche che si sono sviluppate nei diversi centri del territorio, dando vita a una stagione di grande vivacità culturale e comunicativa.

Il capoluogo ascolano è stato uno degli epicentri del fenomeno, con 14 emittenti, mentre numerose altre realtà erano sorte a San Benedetto del Tronto, Grottammare, Cupra Marittima, Spinetoli, Maltignano, nei centri dell’entroterra e nel territorio fermano. Una diffusione particolarmente significativa se rapportata alle dimensioni relativamente contenute del territorio.

Quelle radio non furono soltanto strumenti attraverso i quali ascoltare musica e programmi di intrattenimento. Diventarono luoghi di informazione, aggregazione e partecipazione, capaci di raccontare la vita delle comunità, dare spazio a nuove voci e sperimentare linguaggi e formule che avrebbero poi trovato spazio anche nelle grandi emittenti nazionali.

Furono inoltre protagoniste di manifestazioni, spettacoli e iniziative musicali di grande seguito, contribuendo a creare una nuova cultura dell’intrattenimento e rappresentando una straordinaria palestra professionale per conduttori, giornalisti e speaker. Non pochi dei protagonisti emersi da quella stagione avrebbero successivamente acquisito notorietà anche a livello nazionale.

La manifestazione “Nate libere, ma libere veramente” ha quindi voluto celebrare non soltanto una ricorrenza storica, ma anche il ruolo svolto dalle radio locali in cinquant’anni di informazione, cultura e partecipazione, rendendo omaggio all’eccezionale patrimonio di esperienze maturato nel territorio.

A questo link sono pubblicati il videomessaggio di saluto del coordinatore Aeranti-Corallo Marco Rossignoli, la locandina della manifestazione e alcune fotografie dell’evento.    (FC)

Vedi anche:

Domenica 6 settembre ad Ascoli Piceno, la festa dei 50 anni delle radio locali

Allegato

Share