
(4 agosto 2026) Per un professionista del broadcasting, dedicare del tempo libero alla storia dei media italiani può essere un modo per compiere un viaggio attraverso l’evoluzione della tecnologia, del linguaggio e del costume della nostra società, oltre che un’occasione per scoprire o riscoprire le radici del proprio lavoro.
Il panorama museale italiano offre una selezione ricca e variegata di mete che permettono di esaminare da vicino i cimeli che hanno segnato l’epopea delle trasmissioni radiotelevisive e dei mondi ad esse correlati, partendo dai primi esperimenti fino alla rivoluzione del digitale.
Per questo abbiamo selezionato alcune mete, alcune non particolarmente note, che potrebbero essere oggetto di visita, approfittando di questo periodo agostano, durante il quale si possono fare scoperte nella propria zona o approfittare di un soggiorno in altre regioni per dedicare un poco di tempo ad una visita originale ed interessante.
Iniziamo la nostra rassegna con alcune segnalazioni relative alle opportunità presenti nell’area settentrionale del Paese. In una seconda parte, che pubblicheremo a breve, daremo informazionir elative agli indirizzi di questo tipo nelle aree centrali e meridionali.
Nord Italia
Nel Nord Italia, per chi desidera approfondire l’evoluzione del design e della tecnica radiofonica, è certamente interessante il Museo della Radio d’Epoca di Cison di Valmarino. Una collezione di oltre 70 modelli storici, ciascuno molto ben valorizzato dal punto di vista espositivo, capaci di raccontare la storia d’Italia e l’evoluzione tecnologica dagli anni Venti agli anni Settanta. Essendo una struttura molto moderna, ma gestita in modo volontaristico, si consiglia di contattare l’Ufficio Turistico locale al numero 3357896949 (domenica, tra le 15 e le 18) o tramite email all’indirizzo turismo@comune.cisondivalmarino.tv.it per verificare la possibilità di visite guidate.
Restando in Veneto, una realtà d’eccellenza è il Museo della Radio Guglielmo Marconi di Verona. Il Museo della radio era nato nel 1999 in quel dell’istituto scolastico Galileo Ferraris, in centro a Verona, per volontà di Alberto Chiantera. Nel 2019, causa inagibilità della struttura, venne temporaneamente chiuso, per poi riaprire nel 2022 in piazza Bra, in forma di galleria monotematica interamente dedicata alla figura di Guglielmo Marconi. L’intento è quello di divulgare tale patrimonio storico che, ogni anno , registra migliaia di visite, anche scolastiche, oltre che turistiche. L’antenna Elettra 1931 è ora esposta nel Palazzo del comune di Verona, sulla scalinata di Palazzo Barbieri e frontalmente si trova la galleria multiculturale dove è situata la seconda antenna e tutta la strumentazione dedicata al genio bolognese a Nobel. La Galleria viene aperta su prenotazione, prendendo contatti via email: museodellaradioverona@gmail.com
Di stampo più moderno e narrativo è invece il MIRS di Pasiano di Pordenone, inaugurato alla fine del 2024, che punta sull’interattività per spiegare l’impatto sociologico dei media sulla popolazione. D’estate è aperto al sabato pomeriggio (15-19) e la domenica (1.30-13 e 15-19) https://www.mirsmuseo.it.
Qui si trova una selezione ragionata di prestigiose radio storiche che rappresentano un riferimento sia materiale sia intellettuale nello sviluppo tecnologico e culturale della società italiana e mondiale. Un percorso espositivo che non vuole indugiare su atmosfere nostalgiche, ma affianca alle radio storiche materiali da collezione, postazioni sperimentali, laboratori educational e materiali informativi e interattivi di approfondimento, per raccontare come l’invenzione della radio abbia cambiato la nostra società e continui a farlo tutt’oggi. Un’esperienza immersiva in un percorso coinvolgente per il visitatore, capace di evolvere nel tempo.
Anche Milano contribuisce alla memoria del comparto grazie al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci”. L’esposizione permanente dedicata alle telecomunicazioni è situata interamente all’interno del suggestivo antico monastero olivetano del XVI secolo, che costituisce il corpo centrale del museo. All’interno di questo spazio, la tecnologia della radio e della televisione viene raccontata come una rivoluzione non solo tecnica, ma soprattutto sociale e culturale. La narrazione parte dalle origini del wireless e dai primi esperimenti di Guglielmo Marconi. Si passa poi alla nascita delle trasmissioni di massa, esplorando l’evoluzione dei ricevitori casalinghi, la convergenza digitale e le infrastrutture di rete che oggi collegano il pianeta. Uno dei punti più originali di questo percorso è la presenza di uno studio radiofonico degli anni ’70, accuratamente ricostruito. Questo allestimento serve a celebrare il “dietro le quinte” del medium radiofonico libero, mostrando come anche la vicinanza fisica tra il conduttore, i tecnici e la tecnologia abbia contribuito a plasmare il linguaggio della comunicazione moderna.
Il Museo della Radio “Tutta un’altra Radio” si trova non distante dal capoluogo, a Montanaso Lombardo, nel lodigiano. Dal 2016, fa parte dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei (APM) e la collezione, ospitata nei locali messi a disposizione dal Comune, conta oggi circa 680 esemplari, anche se, per ragioni di spazio, solo una parte (circa la metà) è esposta al pubblico. Gli apparati in mostra coprono un arco temporale che va dagli anni ’30 agli anni ’90, rappresentando l’evoluzione della radio attraverso i decenni. Lo staff si impegna nel restauro e nella rimessa in funzione di questi cimeli, spesso recuperati in condizioni critiche. Il team dei volontari del museo guida alla scoperta dell’affascinante storia della radio, prenotandosi al numero 338 2113892 o scrivendo a info@tuttaunaltraradio.it
Da est a ovest nel Nord Italia, ad Oliveto, frazione di Imperia è presente il Museo della Comunicazione “Voci nell’etere”, associato alla Fondazione Marconi, con una selezione di oltre 500 apparati che sintetizzano la storia delle comunicazioni elettroniche. Si trovano testimonianze dei primi esperimenti di elettronica, sino alla pila di Volta, dal telegrafo al telefono, dalla registrazione sonora con fonografo e grammofono fino alle moderne registrazioni digitali. Gran parte della collezione è dedicata alla radio, con apparecchi fabbricati dalle officine Marconi di Genova, le radio a cristallo di Galena, i ricevitori popolari anteguerra fino alla prima radio a transistor. Il museo è aperto prenotare visite contattando il numero 3474317611.
Tra qualche giorno, come detto, pubblicheremo la seconda parte di questa rassegna, focalizzata sul Centro, Sud e Isole d’Italia. (AR)
(Immagine generata utilizzando l’IA di Magnific, Premium Subscription di Aeranti-Corallo)
Vedi anche:
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