Radio Bruno – Chiamala per nome! 1976-2026

 

(29 luglio 2026)   Ci sono libri che raccontano una storia. E ci sono libri che ti fanno entrare dentro una storia. Radio Bruno – Chiamala per nome! 1976-2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Marcello “Targi” Parmeggiani sceglie infatti di non scrivere una cronaca dei cinquant’anni di Radio Bruno. Scrive un racconto. E lo fa con una scrittura agile, cinematografica, dal ritmo incalzante, capace di alternare ironia, nostalgia e leggerezza senza mai indulgere nella retorica.

Il lettore viene immediatamente catturato e riportato nella provincia padana della metà degli anni Settanta, tra la nebbia, le biciclette, le piazze, le maglierie, le sale da ballo e quel tempo apparentemente infinito che solo gli adolescenti conoscono. È il tempo dei pomeriggi che sembrano non finire mai, della fantasia che precede ogni progetto, della curiosità che trasforma qualsiasi oggetto in un’avventura.

Ed è proprio da una passione apparentemente marginale che tutto prende vita: il CB, il “baracchino”. Quell’apparecchio capace di mettere in contatto ragazzi sconosciuti sparsi per l’Italia diventa il primo strumento attraverso il quale immaginare un mondo più grande della propria città. Da lì il passo verso la radio è naturale. Una radio ancora pionieristica, quasi clandestina, costruita con entusiasmo, fantasia e una buona dose di incoscienza.

Le pagine dedicate ai primi trasmettitori, agli esperimenti falliti, al garage trasformato in studio e persino al “funerale” del primo trasmettitore esploso raccontano molto più della nascita di un’emittente: raccontano un modo di vivere in cui ogni ostacolo diventa un’occasione per inventare qualcosa di nuovo.

Parmeggiani riesce soprattutto in un’impresa non semplice: trasformare la storia di Radio Bruno nella storia di un’intera generazione. I protagonisti sono ragazzi qualsiasi, con tanta musica in testa e pochissimi mezzi a disposizione, che improvvisano programmi, spettacoli, dediche, incontri. Il garage diventa un palco. Il microfono diventa il mezzo attraverso cui una comunità scopre un nuovo modo di comunicare. Gli ascoltatori non sono più semplici spettatori, ma parte integrante di quell’avventura.

Tra le intuizioni narrative più riuscite c’è la domanda che, da sempre, accompagna Radio Bruno: perché si chiama proprio Radio Bruno? Una curiosità che accompagna il lettore e che diventa quasi un piccolo giallo, fino alla spiegazione tanto semplice quanto sorprendente. È un dettaglio che sintetizza perfettamente lo spirito dell’intero racconto: le grandi storie, spesso, nascono dai casi della vita più che dalle strategie di marketing.

Il libro procede poi attraversando cinquant’anni di radio senza perdere mai il filo narrativo. La crescita dell’emittente, gli eventi, i grandi concerti, Radio Bruno Estate, le trasformazioni tecnologiche, il rapporto con gli ascoltatori e con il territorio diventano capitoli di un’unica lunga avventura che mantiene sempre lo stesso tratto distintivo: la vicinanza alle persone.

Anche l’apparato iconografico contribuisce al racconto. Le numerose fotografie, molte delle quali inedite, non svolgono una semplice funzione illustrativa, ma dialogano con il testo, restituendo volti, luoghi e atmosfere che rendono ancora più coinvolgente la lettura.

In fondo, il vero protagonista del libro non è nemmeno Radio Bruno. È la passione. Quella che porta un gruppo di ragazzi a credere che da un garage possa nascere qualcosa di importante. Quella che fa superare incidenti, improvvisazioni, difficoltà tecniche e cambiamenti tecnologici. Quella che, pagina dopo pagina, accompagna il lettore fino ai giorni nostri.

E quando si arriva all’ultima pagina rimane la sensazione che questa non sia una storia conclusa, ma un racconto ancora aperto. Perché una radio costruita su entusiasmo, immaginazione e capacità di parlare alle persone non è destinata a spegnersi. Può cambiare tecnologia, linguaggi e strumenti, ma continuerà ad accendersi ogni giorno nelle case e nella memoria di chi l’ascolta.

Più che il libro di una radio, Radio Bruno – Chiamala per nome! è il libro di una generazione che ha creduto che i sogni potessero davvero viaggiare nell’etere. E che, una volta trovata la propria frequenza, non l’ha più lasciata. (FC)

 

Autore: Marcello “Targi” Parmeggiani
Editore: Giunti Editore – Iniziative Speciali
176 pagine, brossura
Prima edizione luglio 2026

 

 

 

 

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