
(21 luglio 2026) Il governo del Regno Unito ha recentemente delineato una strategia normativa che segna un punto di svolta per il futuro della radiofonia digitale, proponendo di designare anche i principali assistenti vocali (smart speaker) come servizi regolamentati, in funzione della prominence.
Il ministro Ian Murray ha confermato la posizione del governo con una dichiarazione al Parlamento, lo scorso mercoledì 15 luglio, annunciando il via ad una consultazione, aperta il giorno stesso della dichiarazione e le risposte alla quale possono essere inviate dagli stakeholder entro il 9 settembre 2026.
Tale dichiarazione è accessibile al seguente link: https://questions-statements.parliament.uk/written-statements/detail/2026-07-15/hcws269
In pratica
Sotto l’egida del Media Act 2024, l’intenzione è quella di arrivare a classificare ufficialmente anche le piattaforme globali come Amazon Alexa, Google Assistant e Apple Siri come “Radio Selection Services”.
Questa decisione non rappresenterebbe una semplice formalità, ma imporrebbe ai colossi tecnologici l’obbligo di garantire e supportare l’accesso ai servizi radiofonici, estendendo tali tutele anche alle nuove versioni dei software potenziate dall’intelligenza artificiale, come l’annunciato nuovo servizio Alexa+.
In Italia
Anche per i broadcaster radiofonici italiani questo scenario potrebbe rappresentare un valido precedente e un modello di riferimento per la salvaguardia del settore, nel contesto del mercato dei media digitali.
L’analisi di questo percorso normativo può sicuramente offrire spunti utili per le istituzioni nazionali e, in particolare, per l’Agcom, che si sta occupando di prominence per la radio e le Tv su smart TV, decoder DTT/satellitari, dongle HDMI (le cosiddette ‘chiavette’), set-top-box, sistemi di infotainment automotive (con un punto di accesso dedicato alle radio SIG nella dashboard, anche con comandi vocali) e radio domestiche/portatili, ma non includendo smart speaker, smartphone, tablet, PC e console di gioco, ovvero dispositivi, dove lo streaming on demand è forte.
La questione della reperibilità e della prominence delle emittenti sui dispositivi domestici è un tema centrale anche nel panorama italiano, dove la diffusione degli smart speaker è in costante crescita.
L’iniziativa britannica dimostra come sia possibile intervenire normativamente per assicurare che gli intermediari tecnologici non possano limitare l’accesso ai contenuti radiofonici tradizionali o favorire i propri servizi proprietari a scapito delle emittenti radiofoniche locali e nazionali. (AR)
Foto: il Parlamento UK (licenza Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication)
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Houses_Of_Parliament_%2856334848%29.jpeg
Vedi anche:
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