TeleRadiofax n. 11/2026 – 29 maggio 2026

 

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Sommario

I giovani non spengono la televisione.
Lo conferma il secondo Rapporto
Auditel-Ipsos Doxa
RadioTv Forum 2026, giovedì 9 luglio a Roma
DAB+: pubblicato dal Mimit l’elenco aggiornato dei diritti di uso per gli operatori di rete radiofonici locali
Mimit: convocati gli incontri di aggiornamento del Gruppo Nazionale WRC-27
Agcom: ricostituito il Comitato per la corretta rappresentazione mediatica delle vicende giudiziarie

 

I giovani non spengono la televisione. Lo conferma il secondo Rapporto Auditel-Ipsos Doxa

I giovani non sono, per come alcuni affermano, una generazione distante dal piccolo schermo; tale errata percezione è stata smentita dal secondo Rapporto Auditel-Ipsos Doxa intitolato “La meglio (tele)gioventù”, presentato lo scorso 21 maggio.
Contrariamente ad una certa narrazione che vorrebbe il pubblico di età compresa tra i 18 e i 34 anni quasi totalmente assorbito da smartphone e piattaforme social, i dati mostrano che i giovani non hanno affatto abbandonato la televisione, ma la integrano in un ecosistema di consumi ibrido. Per i broadcaster, e in particolare per quelli radicati sul territorio, queste evidenze aprono prospettive di grande interesse, confermando che il mezzo televisivo mantiene una funzione sociale centrale e un legame tecnologico con il digitale terrestre che si mantiene solido.
L’indagine, basata sulla capillare Ricerca di Base Auditel, identifica tre cicli di vita ben distinti per i giovani adulti italiani: coloro che restano nella famiglia d’origine, i cosiddetti “giovani in volo” che cercano l’indipendenza e i “nidi giovanissimi”, ovvero le nuove famiglie con figli. Sebbene durante la fase di indipendenza si assista a un temporaneo “alleggerimento” delle dotazioni domestiche, con una maggiore propensione per i device mobili, il momento della creazione di un nuovo nucleo familiare segna il ritorno del televisore in casa. In questi nuovi nuclei familiari la televisione torna a essere il centro di gravità dello spazio domestico, un rituale che si replica di generazione in generazione e che vede, anzi, i giovani investire in apparecchi di alta qualità, con una forte predilezione per smart TV 4K e schermi di grandi dimensioni, superiori ai 50 pollici. L’aspetto più rilevante riguarda il persistente legame con l’antenna televisiva. Nonostante sette smart TV su dieci siano connesse a internet, oltre il 90% di esse rimane stabilmente collegata all’impianto d’antenna tradizionale. I giovani, dunque, non scelgono tra lineare e on-demand, ma utilizzano entrambi. Questo dato è fondamentale per i broadcaster locali, i quali continuano a beneficiare di un accesso diretto e privilegiato nelle case attraverso il digitale terrestre, una tecnologia che i giovani non hanno affatto “spento”. La televisione lineare risponde a un bisogno di fruizione collettiva e di contenuti che le piattaforme internazionali spesso non riescono a replicare, specialmente quando si parla di identità culturale e vicinanza territoriale. Un altro segnale incoraggiante per il settore è l’ascesa dei cosiddetti “streamcaster”. I broadcaster tradizionali che hanno saputo evolvere la propria offerta in digitale hanno visto raddoppiare i propri utenti giovani dal 2019 a oggi. Nei “nidi giovanissimi”, l’uso dei servizi streaming dei broadcaster è passato dal 4% al 29% in soli sei anni. Questo successo è dovuto alla capacità di offrire contenuti italiani e programmi per bambini, percepiti come un valore aggiunto rispetto alla library globale delle grandi piattaforme OTT. Per le emittenti locali, questa tendenza conferma la necessità di affiancare alla trasmissione lineare una presenza digitale forte, anche on demand, capace di intercettare quella quota di giovani che, pur amando i contenuti televisivi, sperimenta maggiormente con diverse piattaforme. In conclusione, la ricerca delinea un pubblico giovane che non è distratto o indifferente, ma semplicemente più esigente e selettivo.
I giovani scelgono la televisione per la qualità della visione e per la specificità dei contenuti. Per i broadcaster la sfida consiste nel continuare a presidiare l’antenna, garantendo al contempo un’accessibilità digitale che parli il linguaggio di una generazione iperconnessa, ma ancora profondamente legata alla funzione sociale dello schermo condiviso nel salotto di casa.

 

RADIOTV FORUM 2026, GIOVEDI’ 9 LUGLIO A ROMA 

Si svolgerà giovedì 9 luglio 2026, a partire dalle ore 10.30 nella Sala Orlando di Confcommercio a Roma, il RadioTv Forum 2026 organizzato da Aeranti-Corallo.
L’appuntamento sarà dedicato ai temi attuali dell’emittenza radiofonica e televisiva locale e coinciderà con il cinquantesimo anniversario della nascita delle radio e televisioni locali italiane, avvenuta dopo la sentenza n. 202 del 28 luglio 1976 della Corte Costituzionale.
La mattinata si aprirà con la relazione annuale di Marco Rossignoli, Coordinatore Aeranti-Corallo e Presidente Aeranti, seguita dall’intervento di Franco Mugerli, componente dell’esecutivo Aeranti-Corallo e Presidente dell’Associazione Corallo.
Previsti inoltre interventi istituzionali del Ministro  Adolfo Urso (MIMIT), del Sottosegretario Alberto Barachini (PCM), del Commissario Agcom Laura Aria, del Presidente coordinamento Corecom Carola Barbato, del Presidente Audiradio Antonio Martusciello, del Direttore generale Auditel Paolo Lugiato e del Segretario generale aggiunto FNSI Domenico Affinito.
Nel corso del Forum saranno consegnati riconoscimenti alle imprese radiofoniche e televisive locali con 50 anni di attività. La conclusione dei lavori è prevista intorno alle ore 14.30.

 

DAB+: PUBBLICATO DAL MIMIT L’ELENCO AGGIORNATO DEI DIRITTI DI USO PER GLI OPERATORI DI RETE RADIOFONICI LOCALI

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato nei giorni scorsi l’elenco aggiornato dei diritti di uso assegnati agli operatori di rete radiofonici locali DAB+ nei diversi bacini di utenza previsti dal Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale.
L’aggiornamento recepisce le novità introdotte dalla delibera Agcom n. 145/25/CONS, che ha integrato la precedente delibera n. 286/22/CONS relativa alla pianificazione delle frequenze DAB+ sul territorio nazionale.
In particolare, la delibera Agcom n. 286/22/CONS aveva definito il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il DAB+, individuando i blocchi di diffusione destinati agli operatori nazionali e locali. Successivamente, con la delibera n. 145/25/CONS, l’Autorità ha introdotto modifiche e integrazioni alla pianificazione, anche a seguito della ridestinazione al servizio radiofonico digitale locale di alcune risorse frequenziali precedentemente previste per altri utilizzi.
L’elenco aggiornato, pubblicato dal Mimit con aggiornamento 15 maggio 2026, riporta, suddivisi per area tecnica e bacino di utenza, i diritti di uso assegnati agli operatori di rete locali che potranno esercire le reti DAB+ secondo le condizioni previste dalla normativa vigente.
Complessivamente risultano assegnati 83 diritti di uso per reti locali DAB+ nei 20 bacini d’utenza individuati dal Piano.
A questo link l’elenco aggiornato dei diritti di uso DAB+.

 

MIMIT: CONVOCATI GLI INCONTRI DI AGGIORNAMENTI DEL GRUPPO NAZIONALE WRC-27

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato tre nuove riunioni di avanzamento del Gruppo Nazionale WRC-27, che si svolgeranno in videoconferenza nella seconda settimana di giugno, suddivise nei sottogruppi B, C e A.
Come noto, il Gruppo Nazionale WRC-27 – insediatosi presso il MIMIT nel dicembre del 2024 – ha il compito di definire e consolidare la posizione italiana sui temi relativi alla gestione e all’utilizzo dello spettro radio, in vista della World Radiocommunication Conference 2027 (WRC-27) dell’ITU.
Secondo quanto evidenziato nella convocazione inviata dalla DGTEL del Ministero, le riunioni saranno dedicate all’aggiornamento sullo stato delle discussioni in ambito europeo e internazionale relative ai diversi Agenda Item della Conferenza, nonché al confronto con gli stakeholder nazionali per la definizione della posizione italiana condivisa.
Per il settore televisivo assume particolare rilievo la riunione del sottogruppo C, nell’ambito della quale verrà affrontato anche l’Agenda Item 10 (“Future agenda items”), relativo alla definizione dei temi che saranno oggetto della successiva Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del 2031 (WRC-31). Proprio all’interno di tale Agenda Item è, infatti, ricompreso anche il delicato tema della revisione dell’utilizzo della banda UHF 470-694 MHz, con riferimento alle esigenze e all’impiego delle applicazioni dei servizi broadcasting e mobili, nonché all’eventuale adozione di future misure regolamentari.
Si tratta di un tema particolarmente sensibile per il comparto televisivo, in quanto pone nuovamente in discussione l’utilizzo della banda UHF per il broadcasting televisivo terrestre, banda che rappresenta una risorsa fondamentale per la diffusione televisiva digitale.

 

AGCOM: RICOSTITUITO IL COMITATO PER LA CORRETTA RAPPRESENTAZIONE MEDIATICA DELLE VICENDE GIUDIZIARIE

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deliberato nei giorni scorsi la ricostituzione del Comitato per la corretta rappresentazione mediatica delle vicende giudiziarie, organismo di co-regolamentazione previsto dall’articolo 2 del Codice di autoregolamentazione sottoscritto il 21 maggio 2009 da Aeranti-Corallo, nonché dalle principali emittenti televisive nazionali, dalle associazioni di categoria e dagli organismi rappresentativi dei giornalisti.
Il Comitato, istituito nel 2009 in attuazione dell’Atto di indirizzo adottato dall’Agcom con delibera n. 13/08/CSP e operativo fino al 2012, viene ora ricostituito alla luce della rinnovata attualità delle questioni legate alla corretta informazione giudiziaria, alla tutela della presunzione di innocenza e al rispetto della dignità delle persone coinvolte nei procedimenti.  L’Agcom, in un proprio comunicato, evidenzia che l’evoluzione del panorama informativo e l’emergere di nuovi soggetti attivi nella diffusione di contenuti – quali creator digitali, podcast e piattaforme online – rendono necessario riattivare un luogo stabile di confronto tra operatori, giornalisti e istituzioni, anche al fine di promuovere il rispetto dei principi contenuti nel Codice del 2009. Tra i primi compiti del Comitato vi sarà la valutazione di un possibile aggiornamento del Codice di autoregolamentazione del 2009, per adeguarne i principi ai nuovi attori dell’ecosistema informativo digitale e favorire l’adesione volontaria di soggetti attualmente non firmatari, come le associazioni rappresentative dei creator digitali e dei podcast.

 

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