
(11 novembre 2025) Il futuro della radiodiffusione FM in Svizzera è prossimo ad un momento decisivo. Ricordiamo che le emittenti radiofoniche pubbliche della SSR hanno deciso di cessare le trasmissioni in modulazione di frequenza dall’inizio del 2025, mentre per tutte le radio l’interruzione della trasmissione analogica era stata fissata per legge entro la fine del 2026.
Tuttavia, lo scorso settembre il Consiglio Nazionale elvetico (la camera bassa del Parlamento in Svizzera, corrispondente alla Camera dei deputati italiana) ha approvato una mozione, votata con 124 si contro 62 no, che ha invitato ad evitare lo spegnimento delle frequenze FM, proponendo invece di prorogare le concessioni attuali o di indire una nuova gara pubblica a partire dal gennaio 2027.
La decisione finale spetterà alla Camera Alta, il Consiglio degli Stati (l’equivalente del nostro Senato), nel corso del prossimo mese di dicembre, ma già venerdì scorso 7 novembre la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) ha espresso un importante indirizzo, anch’esso favorevole alla proroga.
Le ragioni del ripensamento
Tale Commissione ha approvato a maggioranza la mozione del Consiglio Nazionale, favorevole al prosieguo dell’utilizzo della modulazione di frequenza in affiancamento allo sviluppo del DAB+, esprimendo, a sua volta, forte preoccupazione per il calo degli ascolti dell’ente radiofonico pubblico SSR, registrato a seguito dello spegnimento degli impianti FM a inizio 2025; un decremento globale dell’audience della radio pubblica di ben il 25%, nel primo semestre 2025.
Il ritiro della SSR dalla FM ha spinto molti ascoltatori in Svizzera, soprattutto ticinesi e romandi, rispettivamente verso le stazioni radiofoniche italiane e francesi. Questa tendenza sta alimentando il timore di una futura più consistente migrazione verso emittenti estere qualora l’infrastruttura FM venisse disattivata anche dalle emittenti private.
La maggior parte degli utenti è tuttora legata a questo sistema analogico di trasmissione, soprattutto in auto, dove si stima che 1,7 milioni di veicoli elvetici non siano ancora equipaggiati per il digitale DAB+. La stessa SSR, che inizialmente si opponeva radicalmente a tornare sui propri passi, sostanzialmente in ragione del risparmio economico, alla luce della situazione verificatasi, ora non esclude la possibilità di una riattivazione delle frequenze FM, nel caso venisse decisa una proroga del previsto switch off definitivo. (AR)
[L’immagine raffigura la sede del Parlamento elvetico a Berna ed è stata generata da Freepik© – Premium Subscription, Aeranti-Corallo]
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