L’intelligenza artificiale nell’ambito radiotelevisivo, tra opportunità e regolamentazione

 

(21 gennaio 2026) Il panorama normativo dell’intelligenza artificiale sta attraversando una fase di profonda trasformazione, spinta dalla necessità di bilanciare la possibilità di sviluppo tecnologico con la tutela dei diritti dei cittadini. In Italia, questa struttura regolatoria ha i suoi cardini nel Regolamento europeo n. 2024/1689, noto come AI Act, e nella legge n. 132/2025, entrambi volti a promuovere un’IA antropocentrica, affidabile e trasparente.

Per il settore dei broadcaster e dei media in generale, tale evoluzione non rappresenta solo un insieme di obblighi di conformità, ma una vera e propria ridefinizione delle modalità di produzione e diffusione dell’informazione.

Un aspetto di fondamentale importanza per i broadcaster è sancito dall’articolo 4 della Legge 132/2025, il quale stabilisce espressamente che l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale non deve in alcun modo recare pregiudizio alla libertà e al pluralismo dei media.

La norma sottolinea come la tecnologia debba essere impiegata rispettando la libertà di espressione, l’obiettività e l’imparzialità, ovvero i principi che costituiscono la base del servizio radiotelevisivo. Tale disposizione si inserisce in un contesto più ampio di vigilanza sui rischi economici e sociali, garantendo che l’automazione non comprometta la qualità dell’informazione.

La trasparenza

La trasparenza rappresenta un altro pilastro essenziale che coinvolge direttamente chi produce contenuti audiovisivi.

I fornitori di sistemi di IA progettati per generare o manipolare contenuti audio, immagini o video devono, quindi, integrare soluzioni tecniche che permettano di marcare tali output in un formato leggibile meccanicamente, ovvero tramite l’uso di filigrane (watermarking) o metadati; l’informazione sull’origine artificiale del contenuto non deve essere necessariamente visibile all’occhio umano, ma deve essere facilmente rilevabile da dispositivi e software automatici.

Diversamente, i broadcaster hanno l’obbligo di rendere palese all’utente quando un contenuto è stato generato o alterato artificialmente, al fine di garantire l’integrità dell’ecosistema informativo, prevenendo ogni forma di inganno a danno degli utenti.

Tale dovere diventa ancora più stringente in presenza di contenuti che potrebbero apparire falsamente autentici, i cosiddetti deep fake, per i quali è prescritta una rivelazione chiara e distinta dell’origine artificiale, pur con alcune eccezioni legate a finalità artistiche, satiriche o creative.

Proprietà intellettuale

Per quanto riguarda la tutela della proprietà intellettuale, la legge italiana chiarisce che le opere dell’ingegno protette devono essere di origine umana, ma estende la tutela anche alle opere create con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, a condizione che esse siano il risultato di un preminente lavoro intellettuale dell’autore umano.

Al contempo, viene escluso che un sistema di IA possa essere considerato titolare di diritti o che un’opera interamente generata da una macchina possa godere di protezione autoriale.

Per i broadcaster, questo implica la necessità di documentare accuratamente l’apporto creativo umano nei processi produttivi che utilizzano strumenti tecnologici avanzati, al fine di assicurarsi la piena titolarità dei diritti.

Il ruolo di controllo

Infine, la governance del sistema vede un ruolo attivo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che mantiene le proprie competenze e poteri anche nel contesto dell’intelligenza artificiale.

L’Agcom, operando come coordinatore dei servizi digitali, collabora con le altre autorità nazionali, come l’Agenzia per l’Italia digitale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, per monitorare l’applicazione delle regole ed evitare che l’impiego dell’IA possa alterare le dinamiche concorrenziali del mercato dei media.

In questo scenario, le imprese radiotelevisive sono chiamate a un costante aggiornamento dei propri protocolli interni e dei percorsi di formazione per il personale, affinché l’adozione dell’IA diventi un motore di efficienza e creatività nel pieno rispetto della legalità.

Download

Di seguito si riportano i link ai documenti ufficiali relativi alle normative citate:

Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act):

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401689

Legge 23 settembre 2025, n. 132 (Gazzetta Ufficiale Italiana):

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg (AR)

 

Vedi anche:

L’Intelligenza Artificiale rivoluzionerà anche la gestione aziendale

Artificial Intelligence Act in UE e deregulation USA: scenario complessivo e implicazioni per i broadcaster.

Radiodays Europe 2024: l’AI al centro del dibattito

AI Week 2024: scenario globale, implicazioni specifiche, anche per l’audiovisivo

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