L’intenzione di preghiera di gennaio di Leone XIV invita a riscoprire la forza della Parola di Dio

L’intenzione di preghiera per il mese di gennaio proposta da Papa Leone XIV è dedicata alla centralità della Parola di Dio nella vita personale e comunitaria dei credenti. Nel videomessaggio diffuso nell’ambito della campagna “Pray with the Pope”, il Pontefice richiama l’inquietudine profonda del cuore umano, «affamato di senso», che trova pace e pienezza solo nel Vangelo.

«Insegnaci ad ascoltarti ogni giorno nelle Scritture, a lasciarci interrogare dalla tua voce e a discernere le nostre decisioni nella vicinanza al tuo Cuore», prega il Papa, sottolineando come la Parola di Dio sia sostegno nella stanchezza, speranza nei momenti di oscurità e forza per le comunità cristiane.

Leone XIV auspica una Chiesa che viva in ascolto della Parola, che su di essa si edifichi e la condivida con gioia, affinché in ogni persona possa rinascere la speranza di un mondo nuovo. La fede, afferma, matura nell’incontro con Cristo attraverso le Scritture e diventa slancio missionario, capace di spingere i credenti a servire i più vulnerabili, a perdonare, a costruire ponti e ad annunciare la vita.

L’intenzione di preghiera di gennaio si presenta così come un invito a riscoprire il Vangelo non solo come testo da leggere, ma come Parola viva che trasforma il cuore e orienta l’azione, rendendo i cristiani discepoli e missionari del Regno.

Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, presentando in sala stampa vaticana la campagna “Pray with the Pope” ha sottolineato come Pregare con il Papa rappresenti «un modo diverso di intendere la rete»: non uno spazio dominato dalla velocità, dalla monetizzazione e dall’attenzione frammentata, ma una connessione che diventa comunione e una comunione che genera comunicazione vera. Pregare insieme, ha spiegato Ruffini, significa costruire una rete reale, radicata nei territori e nelle comunità, capace di sottrarsi al parossismo dei pochi secondi e di creare un tempo lento, protetto, di incontro con il successore di Pietro online e con la comunità offline.

La Chiesa, ha ricordato Ruffini, «era una rete prima del World Wide Web», ma ciò che la unisce nel profondo non nasce dalla semplice connessione tecnica, bensì da Dio. Per questo Papa Leone XIV invita i credenti, discepoli missionari nel nostro tempo digitale, a “riparare le reti”: riscoprendo la bellezza di pregare insieme per il bene comune, senza logiche di conquista o grandezza, ma con l’umiltà dei figli che si rivolgono a Dio chiamandolo “abbà”, “papà” come i bambini, svelando così il mistero della comunione che ci unisce tra di noi e con lui.

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