
(16 agosto 2025) Nicholas Carr, autore di saggi celebri come ‘Internet ci rende stupidi?’ e ‘La gabbia di vetro’, torna con ‘Superbloom. Le tecnologie di connessione ci separano?’, una lettura che si inserisce nel solco della sua riflessione critica sul rapporto tra tecnologia e società.
Pubblicato nel 2025 da Raffaello Cortina Editore, questo libro si presenta come un’analisi lucida e approfondita degli effetti delle tecnologie di comunicazione digitale sulla psiche umana e sulle dinamiche sociali, offrendo uno sguardo panoramico ma al contempo umano.
Un testo di analisi
Il titolo, Superbloom, evoca l’immagine di una fioritura straordinaria e incontrollata, un fenomeno naturale che Carr utilizza come metafora per descrivere l’esplosione di informazioni e connessioni resa possibile dalle tecnologie digitali.
Tuttavia, lungi dall’essere un’ode al progresso tecnologico, il libro si interroga su come questa iper connettività, anziché avvicinarci, finisca spesso per separarci, alimentando conflitti, fraintendimenti e una progressiva erosione della nostra capacità di empatia e riflessione.
Carr struttura la sua analisi su due livelli principali. Da un lato, esplora i fallimenti delle grandi piattaforme tecnologiche, che promettevano di democratizzare la comunicazione e invece hanno generato dinamiche che impoveriscono il discorso pubblico.
Le piattaforme di messaggistica, ad esempio, semplificando il linguaggio per esigenze di velocità e immediatezza, sacrificano le sfumature essenziali per un dialogo autentico. I social network, con i loro algoritmi, favoriscono polarizzazioni e comportamenti aggressivi, mentre i dibattiti politici online restringono gli orizzonti cognitivi, distorcendo la percezione della realtà.
Dall’altro lato, Carr si addentra nella natura umana, sostenendo che la nostra psiche non è adeguatamente equipaggiata per gestire il sovraccarico informativo di questa “super fioritura”. Attingendo a una ricca varietà di fonti – dalla letteratura alla storia, dalla scienza alla politica – l’autore costruisce un discorso che è al contempo erudito e accessibile, capace di intrecciare aneddoti storici con osservazioni puntuali sulla contemporaneità.
Toni misurati
Uno degli aspetti più convincenti del libro è la capacità di Carr di evitare toni apocalittici, mantenendo invece un approccio equilibrato. Non demonizza la tecnologia, ma ne evidenzia i limiti e le contraddizioni, invitando il lettore a riflettere su come l’uso che ne facciamo possa essere ripensato.
Particolarmente interessante è il capitolo dedicato all’intelligenza artificiale, in cui Carr analizza come i modelli linguistici avanzati, come ChatGPT, possano ispirare creatività, ma anche confondere i confini tra realtà e finzione, con implicazioni profonde per la nostra comprensione del mondo.
Questa lettura non offre soluzioni semplicistiche, ma suggerisce che, se cambiare il sistema tecnologico può sembrare un’impresa titanica, è ancora possibile modificare il nostro approccio individuale. Dunque Carr invita a un’esistenza più “materiale” e meno virtuale, un ritorno a pratiche che favoriscano la concentrazione e il dialogo autentico.
Tuttavia, come egli stesso riconosce, questo cambiamento richiede uno sforzo consapevole in un contesto in cui le forze del mercato e le pressioni sociali spingono nella direzione opposta.
In definitiva, Superbloom è un libro che non solo stimola la riflessione, ma scuote le certezze di chi dà per scontata l’onnipresenza delle tecnologie di connessione; è un invito a riconsiderare il nostro rapporto con il digitale, non per rifiutarne i benefici, ma per utilizzarlo in modo più consapevole.
“Superbloom. Le tecnologie di connessione ci separano?”
di Nicholas Carr
(Raffaello Cortina Editore, 2025)
(AR)
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