
(11 luglio 2025) Negli ultimi anni, molti modelli di autovetture, anche di marchi noti, non includono più l’autoradio tradizionale, sostituita da sistemi di infotainment connessi via Bluetooth a uno smartphone, che consentono l’ascolto della radio solo tramite streaming IP (su rete dati).
Questa soluzione, pur rispettando formalmente la normativa vigente, aggira l’obbligo di integrare il ricevitore DAB+, previsto attualmente solo per i veicoli dotati di autoradio, contraddicendo lo spirito della norma, cioè promuovere la diffusione della radio digitale terrestre.
Al riguardo, qualche tempo fa l’Agcom aveva segnalato al Governo la necessità di un intervento normativo per imporre l’integrazione di dispositivi capaci di ricevere trasmissioni FM, DAB+ e AM anche nei veicoli con soli sistemi di infotainment, al fine di garantire un accesso continuo e universale ai servizi di radiodiffusione su tutto il territorio nazionale, incluse le situazioni di emergenza.
Nell’ambito della discussione parlamentare del disegno di legge AS.1184 (sulla semplificazione e digitalizzazione delle attività economiche), era stato presentato su questo tema un emendamento, a firma dei senatori Marti, Pirovano, Spelgatti e Tosato (Lega) che:
– Estendeva l’obbligo di ricezione radio analogica e digitale (DAB+) a tutti i veicoli (categorie M, N, L6e e L7e) dotati di connessione a internet e/o in grado di riprodurre suoni;
– Imponeva ai produttori, assemblatori e importatori l’obbligo di garantire la continuità della ricezione radiofonica anche in seguito ad aggiornamenti software o firmware;
– Assicurava che gli utenti potessero modificare facilmente le impostazioni dei dispositivi.
Nel prosieguo della discussione del provvedimento in Commissione I (Affari Costituzionali) del Senato, tale emendamento è stato tuttavia trasformato in un ordine del giorno, con la seguente formulazione:
G/1184/2/1 (già em.to 10.0.46)
Marti, Pirovano, Spelgatti, Tosato
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge numero 1184 recante “Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese”,
premesso che:
l’articolo 98 vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo n.259/2003 e successive modificazioni reca disposizioni sulla interoperabilità dei ricevitori autoradio e dei ricevitori radio di consumo e delle apparecchiature di televisione digitale di consumo innovando quanto già previsto dall’articolo 74 del medesimo codice in attuazione dell’articolo 113 della direttiva UE 2018/1972;
in detta norma si precisa che ogni ricevitore di radiodiffusione di consumo diverso dalle autoradio e dagli apparecchi televisivi digitali integri almeno un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale e che i ricevitori autoradio, anche se integrati in autoveicoli di categoria M e N debbano avere un ricevitore in grado di ricevere e riprodurre almeno i servizi radio forniti attraverso radiodiffusione digitale terrestre;
ciononostante in molti casi si assiste ad una impossibilità di fatto ad adempiere a quest’obbligo in quanto molti modelli di autoveicoli risultano sprovvisti di apparecchi idonei alla ricezione di programmi radiofonici diffusi su frequenze terrestri analogiche o digitali;
in Italia, stando ai dati resi noti da AGCOM, si registra una significativa crescita dell’offerta di programmi in tecnologia DAB+, con 50 canali nazionali, più del doppio rispetto a quelli disponibili in analogico (FM). Anche la Concessionaria del servizio radiofonico pubblico ha rappresentato il valore della propria offerta editoriale in tecnologia digitale, composta da 12 programmi nazionali, di cui quattro generalisti e otto specializzati;
a fronte di questi dati, che evidenziano un forte interesse per la radiofonia digitale sia da parte degli ascoltatori sia dei fornitori di contenuti, la crescita dell’ascolto DAB+, risulta da qualche tempo rallentata proprio dalla crisi del mercato automobilistico e dai più recenti sviluppi tecnologici dello stesso, che rischiano di limitare il settore della radiofonia digitale nella sua più decisiva leva di sviluppo della domanda, cioè l’ascolto in auto;
l’automobile rappresenta, infatti, un contesto altamente competitivo per l’infotainment, dove si confrontano non solo titolari di contenuti, editori radiofonici, aggregatori e piattaforme streaming, ma anche le diverse tecnologie di trasmissione, come FM, DAB+ e IP;
sebbene i sistemi ibridi di ascolto in auto restino prevalenti, è stato segnalato che alcuni recenti modelli di autovetture, anche di noti costruttori, non includono di serie un sistema autoradio, ma esclusivamente un sistema di infotainment integrato nel veicolo, collegato tramite Bluetooth ad uno smartphone, che a sua volta utilizza una connessione a banda larga per la ricezione radiofonica tramite protocollo IP;
la disciplina vigente impone l’integrazione di un sintonizzatore DAB+ solo nei veicoli dotati di autoradio. Di conseguenza, i veicoli in cui sia assente l’autoradio tradizionale non rientrano formalmente nel campo di applicazione della norma e, pertanto, non sono soggetti all’obbligo di installare un ricevitore DAB+;
tali soluzioni, dunque, pur non essendo vietate ai sensi della disciplina vigente, risulterebbero, tuttavia, elusive dello spirito della norma, il cui obiettivo è favorire la diffusione dei ricevitori DAB+ nei veicoli in circolazione, incentivando così lo sviluppo della radiodiffusione digitale terrestre;
per promuovere lo sviluppo del mercato della radiodiffusione digitale nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, gli operatori del settore hanno evidenziato la necessità di rafforzare la normativa vigente, mediante la possibile estensione dell’obbligo di dotazione del ricevitore radio digitale, attualmente limitato ai veicoli dotati di tradizionali ricevitori autoradio, a tutti i veicoli dotati di un dispositivo di ricezione di contenuti audio, inclusi i sistemi di infotainment delle moderne auto connesse tramite banda larga;
anche l’AGCOM nell’esercizio dei poteri di segnalazione previsti dall’articolo 1, comma 6, lettera c), n. 1, della legge 31 luglio 1997, n. 249, il quale conferisce all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il potere di segnalare al Governo “l’opportunità di interventi, anche legislativi, in relazione alle innovazioni tecnologiche ed all’evoluzione, sul piano interno ed internazionale, del settore delle comunicazioni”, ha evidenziato una criticità nella normativa relativa all’interoperabilità dei ricevitori autoradio e dei ricevitori radio di consumo.-
giova sottolineare che l’autoradio è l’unico dispositivo idoneo ad assicurare la continuità nell’erogazione dei servizi di informazione, anche sotto il profilo della sicurezza stradale e della gestione delle emergenze, garantendo accesso alle frequenze a cui gli utenti sono abituati, con riflessi rilevanti sul buon funzionamento del mercato interno.
Impegna il Governo
ad attivarsi affinché, nell’ottica di tutelare il comparto radio, a bordo dei veicoli nuovi di categoria M, N siano installati dispositivi atti alla riproduzione di contenuti sonori idonei alla ricezione della radiodiffusione sonora analogica e digitale terrestre DAB+.
(FC)
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