
(12 febbraio 2025) Il Paris Radio Show è un evento annuale dedicato al mondo della radio, dell’audio digitale e del podcasting, che si tiene a Parigi ed è organizzato dalla casa editrice del periodico ‘La Lettre Pro de la Radio’.
L’edizione 2025 si è svolta il 28 e 29 gennaio, presso il centro congressi La Bellevilloise.
L’evento si è confermato quale punto di incontro per i professionisti del settore audio, radio e podcast, offrendo aggiornamenti sulle tecnologie e strategie editoriali, oltre a momenti di scambio di esperienze.
Confronto a 4 voci
In questo vivace contesto si è tenuto, tra gli altri, un meeting organizzato dai podcaster Rémy Bertholon e Olivier Oddou, che hanno incontrato Jean-Éric Valli, presidente della concessionaria di radio locali Indés Radios e Yann Chouquet, vicedirettore dell’emittente pubblica ici (già France Bleu), che è organizzata come rete di diverse emittenti pubbliche regionali.
Durante questa chiacchierata, i quattro hanno approfondito, in particolare, la visione della radio locale, o ‘di prossimità’, le sfide digitali e di programmazione.
Valli ha spiegato come Indés Radios, un affermato gruppo di interesse economico, abbia ampliato la propria attività originaria, che era quella di aggregare le audience locali per creare una proposta pubblicitaria di rilevanza nazionale, arrivando oggi ad offrire alle emittenti locali anche servizi avanzati, come la creazione di siti web personalizzati e app per dispositivi mobili, oltre che a gestire una banca dati per ottimizzare la distribuzione dei contenuti. La modernizzazione delle piattaforme distributive e degli strumenti delle radio locali sono, ormai, esigenze imprescindibili per mantenere la competitività.
Yann Chouet ha sottolineato l’importanza per la radio di mantenere una forte presenza locale, anche per combattere la disinformazione e servire al meglio le comunità locali. Ha parlato della necessità di garantire programmi che rispecchino le realtà territoriali, e che la prossimità deve ritrovarsi in tutte le produzioni di un’antenna locale, dai reportage giornalistici sino ai giochi radiofonici che coinvolgono gli ascoltatori.
Inoltre Chouet ha portato l’esperienza diretta del network di antenne locali da lui rappresentato, che sta vivendo la delicata fase del cambiamento di nome, cioè il passaggio da France Bleu a ici (che vuol dire “qui” in francese). Una decisione radicale che ha sollevato preoccupazioni su come questo rebranding potrebbe influenzare negativamente l’audience storica e su quanto potrà, invece, attrarre nuovi ascoltatori; il rebranding è visto come un passo volto a ringiovanire l’immagine della radio, ma va fatto con i giusti tempi e grande preparazione ed accuratezza, consapevoli del rischio che ciò comporta in termini di possibile perdita dell’identità consolidata.
Diffusione DAB+
Un tema discusso al salone è stato anche quello della transizione da FM a DAB+. In Francia c’è chi ha criticato il fatto di aver iniziato la transizione al DAB+ con un ritardo significativo, rispetto ad altri paesi europei.
Questo dibattito ha visto, per contro, molti suggerire che le stazioni radio francesi debbano mantenere una doppia diffusione (FM e DAB+) per un periodo prolungato; questo anche guardando all’esempio della Svizzera, dove dopo sole due settimane di spegnimento della FM da parte delle emittenti pubbliche (passate definitivamente ed esclusivamente al DAB+) sembra essersi registrata a loro danno una perdita di audience di circa il 25%.
Alcuni hanno contestato questi dati, sostenendo che siano basati su un periodo troppo breve per essere affidabili e che non riflettano accuratamente quello che sarà l’impatto a lungo termine; altri hanno commentato come il metodo di rilevazione elvetico sia piuttosto accurato e che le informazioni diffuse, semplicemente, dimostrino i rischi di una transizione affrettata e radicale.
L’esperienza di Pierre
Durante il Paris Radio Show 2025, è intervenuto anche Pierre Bellanger, storico fondatore dell’emittente Skyrock, ‘pioniera’ dell’etere francese, che ha sottolineato come, nonostante i cambiamenti digitali, la radio non deve vedere Internet come una minaccia, ma piuttosto come un possibile amplificatore della sua forza.
Bellanger ha dipinto un quadro nostalgico e critico della storia della radio, ricordando come, in passato, sia stata proprio la radio ad avere rivoluzionato altri media ed abitudini: negli anni ’30, con le notizie in tempo reale, aveva surclassato la stampa, con la musica trasmessa via etere, che poteva essere goduta a casa propria, senza più dover necessariamente partecipare ad eventi dal vivo o acquistare i costosi dischi; negli anni ’60, la diffusione dei transistor la rese mobile e portatile, in una parola: giovane; con l’avvento della FM, la radio ha avuto una ancor maggiore libertà e varietà di contenuti, garantendo una qualità sonora superiore.
Bellanger ha poi discusso delle sfide odierne e del fatto che la radio, oggi, sembra essere in una crisi di identità e di rilevanza, con i giovani che migrano verso piattaforme digitali e soffrendo la concorrenza di nuovi media, sonori e non, come i podcast, lo streaming e i social network.
Tuttavia, Bellanger ha insistito sul fatto che la radio non è destinata a scomparire. Ha evidenziato che il mezzo radiofonico continua ad essere un insostituibile strumento di compagnia sonora, presente e vitale nella quotidianità delle persone, fatto dimostrato dalla grande parte della popolazione che, praticamente in tutti i paesi, ancora l’ascolta quotidianamente.
Bellanger ha affermato che la radio deve riconoscere la sua essenza non in quanto semplice strumento di trasmissione, ma come un mezzo di relazione umana a distanza. In questo contesto, Internet non è un nemico, ma un alleato che può amplificare la potenza dell’offerta radiofonica.
Inoltre Pierre Bellanger, ha esortato le stazioni radio a usare le nuove tecnologie per espandere la loro influenza, suggerendo che come le ferrovie hanno dovuto valorizzare i loro molti atout per non essere rese obsolete dall’aviazione, così la radio deve vedersi e proporsi come un mezzo di comunicazione sonora calda ed intelligente, in un mondo di audio digitale, pratico, infinito, ma freddo.
Bellanger ha invitato la radio ad abbracciare l’infinita potenza della rete per dare vita ad un nuovo inizio, affermando che il futuro della radio è nelle mani di chi saprà innovare e rinnovarsi. (AR)
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