
(19 marzo 2025) L’ultima edizione di Radiodays Europe, tenutasi dal 9 all’11 marzo ad Atene, si è confermata come un appuntamento di sicuro interesse per l’industria radiofonica. Dalle sessioni sulle diverse tematiche sono emersi chiaramente i temi centrali che stanno definendo il presente e il futuro del settore. Analizziamo insieme le principali aree di discussione.
Riconquistare il pubblico giovane
Il calo degli ascoltatori giovanili si è mostrata con evidenza tra le sfide critiche per la radio tradizionale. Simon Gooch della radio svedese ha sottolineato l’importanza di ascoltare i giovani anziché presumere le loro preferenze, mentre Chanelva Rier di NPO FunX ha sostenuto l’importanza di una presenza puntuale su tutti i canali, anche digitali, frequentati dai giovani.
Emma Lawson dell’Australian Broadcasting Corporation ha detto di utilizzare molto il formato dei video brevi su TikTok per raggiungere gli adolescenti, inoltre creatori di contenuti come DJ Cain Slobbe hanno evidenziato l’importanza di coinvolgere una presenza giovanile nei team di produzione radio, mentre Claire Moutarde, anch’essa di Radio France, ha detto che un’altra strategia utile può essere quella della co-creazione di contenuti, coinvolgendo il pubblico giovane.
Hugo Holmquist di MrBeast ha esortato i media tradizionali ad adattarsi ai moderni intervalli di attenzione, concentrandosi su una narrazione concisa e coinvolgente e sfruttando la forza della parola parlata. Il messaggio generale è la necessità di abbracciare le piattaforme digitali, dare priorità alle prospettive dei giovani e creare contenuti che risuonino con le loro esigenze.
Venendo al pubblico dei giovanissimi, Fanny Buhoun di France Inter ha dichiarato di credere nel loro coinvolgimento precoce, puntando anche sui bambini per coltivare i futuri ascoltatori; una tesi ribadita da Laure Grandbesançon di Radio France International, la quale ha sottolineato come i bambini possano fare la differenza, se viene data loro l’opportunità.
Aleksandra Milinkovic Dadic di Bravo KIDS ha raccontato la storia della prima stazione radio per bambini in Croazia, con l’obiettivo di creare una nuova generazione di ascoltatori e fornire uno strumento utile ai genitori. Infine, interessante l’iniziativa di donare ricevitori DAB+ agli asili come strategia per sottolineare l’importanza di raggiungere i giovani fin dalla tenera età (e, così facendo, i loro giovani genitori). Il filo conduttore era chiaro: dare a bambini, preadolescenti e adolescenti la possibilità di partecipare al meccanismo produttivo della radio, come utenti o anche come co-creator significa permettere loro di cambiare le regole del gioco e ridare slancio alla radio sulle fasce d’età più giovani.
Il valore indiscusso del localismo
Restando nell’ambito del programming radiofonico, il tema del localismo è emerso come elemento distintivo e fondamentale, e non certo un limite, per il successo delle stazioni radio regionali e provinciali. Tamara Orbán-Mikus dell’ungherese Slager FM ha affermato che “la localizzazione è oggi un vero superpotere”. James Neish di GBC (Gibilterra), Thomas Sarri di Sami Radio (svedese) e Martin Liss di Podcast360, hanno discusso di come le stazioni radio locali possano distinguersi.
La sfida principale è la rilevanza, che può essere superata producendo contenuti autentici e adatti agli interessi del pubblico locale, oltre a un forte impegno su diverse piattaforme digitali. James Neish ha evidenziato come l’attenzione al contenuto unicamente rivolto allo specifico pubblico di Gibilterra abbia portato a un aumento significativo degli ascolti. L’obiettivo delle stazioni radio locali è creare una comunità attraverso contenuti unici. Sami Radio, in Svezia, è stato citato come un eccellente esempio di stazione radio locale che unisce la comunità Sami, promuovendone cultura e lingue.
Tamara Orbán-Mikus ha concluso definendo le stazioni radio locali “non solo emittenti, ma leader della comunità”.
L’editore radiofonico locale può trovare un concreto aiuto nell’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale. In particolare, Erin Callaghan di Futuri, ha presentato l’IA come una soluzione per mantenere viva la radio locale in un contesto di risorse limitate e molteplici piattaforme. “Non possiamo permetterci neanche un’ora sprecata” ha affermato Callaghan, sottolineando anch’ella come i contenuti locali siano diventati un “must”.
TopicPulse di Futuri è uno strumento di IA che identifica sulla rete le news locali più rilevanti, aiutando così le stazioni radio a creare contenuti coinvolgenti per il proprio specifico pubblico. L’IA può automatizzare la creazione e la distribuzione di contenuti locali su diverse piattaforme, generando brevi video personalizzati o podcast essenziali, utili da trasmettere e contestualmente rendere disponibili on line.
AudioAI di Futuri crea script locali, animati da personaggi basati sull’IA e contenuti vocali autenticamente locali. Il messaggio chiave è che l’IA non sostituisce il cuore della radio, ma la supporta, fornendo gli strumenti per rimanere locali, rilevanti e connessi con la propria comunità, migliorando l’efficienza editoriale.
La radio e l’automotive
Un tema particolarmente seguito a Radiodays Europe 2025 è stato quello del ruolo della radio nell’automobile moderna, un ambiente sempre più complesso e dominato da schermi e connettività. Laurence Harrison, Chief Partnerships Officer di Radioplayer, ha aperto la sessione “Reclaiming the dashboard” sottolineando che l’obiettivo è quello di superare tre ostacoli cruciali per garantire una presenza significativa della radio in auto: la complessità delle interfacce, la disponibilità immediata dei contenuti radiofonici e la creazione di una roadmap tecnologica praticabile.
Radioplayer mira a raggiungere questi obiettivi focalizzandosi su alcuni principi chiave: garantendo la visibilità della radio con lo slogan “radio sempre e ovunque”, creando un’esperienza utente semplice ed efficace e mettendo al primo posto l’ascoltatore in auto. L’aspirazione finale è quella di dare vita ad un’esperienza unificata che permetta agli utenti di accedere ai contenuti radiofonici senza la necessità di connettere dispositivi esterni. Ad Atene è stato presentato, come passo concreto in questa direzione, un prototipo di cruscotto con un’interfaccia radio ibrida e sistemi di intrattenimento sincronizzati .
Gwendolin Niehues della tedesca ARD ha evidenziato come l’ascolto della radio rappresenti ancora la maggioranza del consumo audio in auto, sostenendo l’importanza di rendere l’esperienza radiofonica più interessante e moderna per convincere i produttori automobilistici a mantenere un “pulsante radio” fisico. Yann Legarson, CEO di Radioplayer, ha insistito sulla necessità di semplificare l’accesso alla radio in auto per i consumatori, evitando di perdersi tra una miriade di app.
Stefan Möller, presidente di AER, ha addirittura suggerito che la radio dovrebbe essere obbligatoria nelle auto per motivi di intrattenimento, sicurezza e protezione, analogamente alle cinture di sicurezza. Tomas Granryd, manager di Radio Sverige, ha ricordato che la maggior parte del consumo radiofonico avviene in auto, sottolineando quindi quanto sia cruciale la sfida per mantenere la radio in primo piano, in un ambiente che tende ad offrire molteplici opzioni alternative.
Nell’occasione è stato presentato un nuovo progetto per la radio in auto, basato sui principi dell’EBU PlaybookJade-Sophia Valtat di Radio France ha descritto questa esperienza come qualcosa di “più di un pulsante radio”, auspicando una collaborazione continua tra emittenti e industria automobilistica non solo sui contenuti tecnici, ma anche editoriali. La discussione ha evidenziato la necessità di rendere obbligatorio il ricevitore radio in auto, l’importanza della regolamentazione e la creazione di partnership strategiche con l’industria automobilistica.
Tomas Granryd ha inoltre sottolineato come gli aggiornamenti sul traffico rimangano una funzionalità fondamentale per gli ascoltatori di radio in auto.
Intelligenza Artificiale e Cloud
L’intelligenza artificiale e le tecnologie cloud sono state le protagoniste tecnologiche di numerose sessioni di Radiodays Europe 2025, evidenziando il loro impatto trasformativo sul settore audio in generale e della radio,in particolare.
Björn Ühss, fondatore di AudioStack.ai, ha presentato una visione del futuro in cui IA e le emozioni si fondono per plasmare una nuova era di creatività, sottolineando che il solo text-to-speech non è più sufficiente. L’emozione è diventata la “chiave di volta” di un audio efficace, e l’IA è ora in grado di esprimerla, permettendo di creare in pochi secondi annunci promozionali e pubblicitari emotivamente ricchi, ottimizzati e dinamici.
Mike Russell di Creator Magic ha affermato che il 2025 è l’anno degli “Agenti IA”, sottolineando che chiunque lavori nel settore audio e radio e non utilizzi l’IA è già in ritardo. Ha presentato 10 strumenti di IA indispensabili che stanno rivoluzionando il settore: Wondercraft e NotebookLM a supporto dell’editing iniziale, Adobe Enhance e UVR per la pulizia e la separazione delle tracce, Auphonic per il bilanciamento audio, Eleven Labs per le voci digitali, Midjourney e Face Fusion per la creazione di immagini e video a corredo dell’audio, Zapier per l’automazione dei flussi di lavoro e, infine, ChatGPT 4.5 e Grok 3 per la scrittura, il marketing, le vendite e l’analisi delle informazioni in tempo reale.
Russell ha concluso che l’IA non agisce solo sulla velocità di produzione, ma permette anche lo sblocco della creatività in modi inediti.
Florent Latrive di Radio France ha affrontato la questione se l’IA sia uno strumento o una minaccia per i giornalisti, spiegando come Radio France stia utilizzando l’IA per rendere il lavoro dei giornalisti più incisivo ed efficiente, ma non certo per sostituirli.
Tra i progetti in corso, la trasformazione delle 44 stazioni radio locali pubbliche in una fonte di idee e temi in grado di catturare le discussioni dominanti in tempo reale e il sentimento del pubblico su ciascun tema mainstream; poi ha presentato lo strumento Atlas, che serve per setacciare contenuti in rete; Jay the Bot è un tool utile per effettuare il fact-checking, mentre Arlequin AI è ottimo per l’analisi della disinformazione sui social media.
Questi erano tutti sono esempi concreti, con i quali Latrive ha sottolineato che l’IA può rimanere uno strumento al servizio della verità, mantenendo la fiducia e l’autenticità del giornalismo radiofonico.
Durante la sessione dedicata alla potenza della radio nel cloud, Philippe Generali, CEO di RCS, ha evidenziato l’uso massiccio dell’IA nella programmazione musicale, semplificando i carichi di lavoro e permettendo la supervisione di più stazioni, contemporaneamente. L’IA può anche ‘prevedere’ il successo dei brani, analizzando dati interni ed esterni alla propria stazione, quali quelli di ascolto on line o sulle altre stazioni radiofoniche.
Nick Dunkerley, fondatore dell’agenzia creativa Hindenburg, ha tuttavia messo in guardia dal rischio di affidarsi eccessivamente all’IA, a discapito della qualità e della rilevanza umana. Generali ha ribattuto che l’IA non sostituirà i conduttori, ma ne migliorerà la capacità di elaborare ed esprimere una conduzione di qualità, sottolineando l’importanza della connessione umana tra la radio e il suo pubblico, specialmente in momenti di crisi. Si è discusso anche della protezione dei dati e del rischio che versioni sintetiche di presentatori IA possano avere successo.
Nota Finale
L’evento di Atene ha confermato la vitalità e la capacità di adattamento del settore radiofonico, pronto ad affrontare le sfide del futuro con innovazione e collaborazione. Radiodays Europe ha annunciato che la prossima edizione si terrà a Riga dal 22 al 24 marzo 2026. (AR)
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