La radio svizzera pubblica (SSR) dopo lo switch-off da FM a DAB+: penetrazione netta in calo tra il 18% e il 25%. I dati evidenziano l’importanza di sviluppare il DAB+ in affiancamento alla FM e non in forma sostitutiva

 

(8 aprile 2025) A tre mesi dall’abbandono delle frequenze FM in favore del DAB+, le emittenti radiofoniche pubbliche della SRG-SSR, l’ente radiofonico pubblico svizzero, hanno registrato una evidente flessione in termini di quota di mercato e penetrazione tra il pubblico, in base ai dati dell’istituto di ricerca elvetico Mediapulse AG für Medienforschung, cui è delegata la misura dei media svizzeri.

Analizzando tali dati per regione linguistica, emergono cali di una certa rilevanza.

Cali sensibili

La SRG-SSR è un’associazione composta da quattro società regionali, una per ciascuna area linguistica ufficiale: RSI (italiana), SRF (tedesca), RTS (francese) e RTR (romancia).

La SRF, nella Svizzera tedesca, ha perso il 18% della sua penetrazione netta, la RTS, nella Svizzera francese, ha registrato un decremento di tale dato del 25%, mentre la RSI, nella Svizzera italiana, ha subito la flessione più marcata, pari al 29%. In quest’ultimo caso il campione di riferimento, composto da sole 561 persone, è ancora limitato e comporta un margine di incertezza statistica, in entrambi i sensi, piuttosto elevato.

Nella Svizzera romancia, invece, i numeri della ricerca sono così esigui da non consentire, al momento, valutazioni attendibili per RTR.

Leadership col segno meno

La SSR mantiene comunque una posizione di leadership nel panorama radiofonico svizzero, con una quota del 53%, rispetto al 41% delle emittenti private, tuttavia, il prezzo pagato in termini di ascolti appare significativo, soprattutto se si considera, appunto, la penetrazione netta, ossia il numero di persone che hanno ascoltato almeno una volta le trasmissioni nell’arco del primo trimestre dell’anno.

Opinioni e prospettive

L’azienda ha definito tali risultati “in linea con le aspettative”, sottolineando che, comunque, il passaggio al digitale, avviato all’inizio del 2025, ha comportato una riduzione complessiva del 6% su base annua della quota di mercato delle radio SSR.

Infine, la SSR intende aspettare il passaggio in blocco delle radio private al DAB+, a fine 2025, per rilanciarsi. Sarà da verificare se, nel frattempo, gli ascoltatori persi non si siano abituati ad utilizzare altre fonti di intrattenimento sonoro, radiofoniche e non solo.

Questi dati, in generale, evidenziano l’importanza di sviluppare le trasmissioni radiofoniche in tecnologia digitale DAB+ in affiancamento e non in sostituzione della tecnologia trasmissiva analogica in FM. (AR)

 

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