Viaggio nell’etere: itinerario tra i musei che custodiscono i tesori storici della radio e della tv nel Centro-Sud Italia

(6 agosto 2026)  Proseguiamo il nostro viaggio ideale dedicato all’evoluzione della tecnologia, e non solo, dei media elettronici con altri suggerimenti di visite museali, stavolta relativi a destinazioni nel Centro, Sud e Isole d’Italia; ricordiamo che nella gran parte dei casi per essere certi di trovare aperto il museo è opportuno prendere contatto preliminare con la struttura, per assicurarsi l’apertura per la visita, spesso guidata.

Il Centro

Iniziamo dal cuore pulsante della storia della radiofonia, non solo italiana, ma mondiale, che si trova, evidentemente, in Emilia-Romagna, precisamente a Sasso Marconi. Qui, presso Villa Griffone, dove un giovane Guglielmo Marconi compì i suoi primi esperimenti di trasmissione di impulsi elettrici senza fili, i visitatori possono accedere alla celebre “stanza dei bachi”, il laboratorio dove nel 1895 Marconi generò il primo segnale via etere della storia. La visita al Museo Marconi deve essere necessariamente prenotata; a questo indirizzo web tutti i dettagli, anche con riferimento alla giornata di apertura al pubblico, domenica 30 agosto: https://www.museomarconi.it.

Nel Centro Italia un motivo di interesse è il Museo del Disco d’Epoca, a Sogliano al Rubicone, che con un patrimonio di 80.000 dischi e rari fonografi integra perfettamente la storia della trasmissione con quella del supporto sonoro. Il museo è aperto tutte le domeniche, dalle 15.30 alle 18, ad esclusione del mese di agosto, che è chiuso. Tuttavia si può sempre concordare una visita, agostana o in qualsiasi periodo dell’anno, chiamando il 366 3023594 o scrivendo un’email a infomuseo@museodeldiscodepoca.com

A Macerata Feltria, nelle Marche e poco distante da San Marino, un edificio del XIV secolo fa da cornice a una delle più rilevanti raccolte di ricevitori storici, disposti in ordine cronologico: il Museo della Radio d’Epoca è un punto di riferimento che attira appassionati e studiosi da tutta Italia. Tra le mura antiche di un salone dell’ex Convento di San Francesco, che porta con sé secoli di storia, è esposta una collezione che custodisce oltre cento apparecchi prodotti tra gli anni Venti e Sessanta in Italia, Germania, Inghilterra, Francia e Stati Uniti. Ogni radio è restaurata con cura, riportata al suo splendore originale e resa nuovamente funzionante, pronta a trasmettere voci, suoni, ma soprattutto emozioni di un’epoca passata. Il museo non ha, al momento, un calendario di aperture definito, ma è disponibile per visite da concordare all’indirizzo info@mumont.it

Arrivando alla Capitale, l’indirizzo principe della nostra rassegna sarebbe quello del ricchissimo Museo Storico della Comunicazione, considerato uno dei più vasti d’Europa per quanto riguarda l’evoluzione della comunicazione nel suo insieme, da quella postale al telegrafo, dal telefono ai satelliti, passando, ovviamente, per la radiotelevisione. Situato nella sede dell’EUR, in quanto facente parte del Polo culturale MIMIT (il Ministero è proprietario del museo) c’è una raccolta che rappresenta secoli di storia del comunicare, attraverso gli strumenti che hanno consentito all’uomo di dialogare a distanza. Il museo, purtroppo, da un paio d’anni non aperto al pubblico, a causa di lavori necessari, tuttavia potrebbe valer la pena verificarne l’effettiva disponibilità, anche estemporanea, scrivendo al seguente indirizzo email: museo.comunicazioni@mise.gov.it

Sempre in Roma, questo sempre attivo, è da segnalare è il MIAC – Museo Italiano Audiovisivo e Cinema, un museo multimediale nel quale, attraverso esperienze immersive, installazioni interattive e approfondimenti tematici tra arte, audio, video e cinema, è possibile conoscere l’immenso patrimonio audiovisivo italiano. Il museo, inaugurato nel 2019, occupa gli ambienti delle palazzine utilizzate originariamente per il Laboratorio di sviluppo e stampa, il Laboratorio meccanico e il Deposito delle pellicole cinematografiche di Cinecittà. Il MIAC si sviluppa su un’area di ben 1650 metri quadri e ogni sala esplora un tema, attraverso i materiali visivi e sonori accompagnati da apparati testuali e da installazioni immersive, pensate per approfondire il tema di volta in volta proposto al visitatore. MIAC è aperto tutti i giorni (escluso il martedì) dalle ore 10 alle 18. Contatti: https://www.museomiac.it

Il Sud e le isole

Scendendo al sud, nel cuore del suggestivo Faro di San Cataldo a Bari (il terzo più alto d’Italia e storico protagonista delle prime trasmissioni radio di Guglielmo Marconi), segnaliamo il Museo della Radio e dei Fari e delle Torri Costiere della Puglia, un luogo unico, dove tecnologia, storia e paesaggio si incontrano. Qui il visitatore può immergersi tra antichi apparecchi radio, reperti originali e installazioni multimediali che raccontano l’evoluzione delle comunicazioni, mentre il percorso dedicato ai fari e alle torri costiere svela la magia delle architetture marittime che da secoli vegliano sul litorale pugliese. Un’esperienza coinvolgente e panoramica, arricchita dal fascino intramontabile del faro stesso. Le visite sono guidate e su prenotazione, prendendo contatto con il numero 375 8294775.

Il museo Museo della radio e delle telecomunicazioni di Tuglie nasce dalla collezione del sig. Salvatore Micali, che per oltre trent’anni ha raccolto e custodito con cura un notevole patrimonio di apparecchi radiofonici, tutti funzionanti. Il Comune ha curato la ristrutturazione di uno stabile di sua proprietà, in Via Vittorio Veneto, dove ha sede il Museo. I materiali esposti e conservati sono di notevole pregio e costituiscono un affascinante percorso nel mondo sempre in evoluzione della storia della radiofonia. La visita è accompagnata da una attività pedagogica e coinvolgente per comprendere il significato di questi apparecchi e come sia andata evolvendo la comunicazione elettronica in generale. La collezione risulta coerente e documenta quasi senza lacune l’evoluzione dei sistemi di trasmissione e di ascolto, consentendo di ricreare un itinerario storicamente e culturalmente ben articolato. Dal trasmettitore telegrafico automatico Edison (USA, 1893) ai ricevitori a galena o a quelli degli anni dal 1920 al 1960-70, i pezzi confluiti nel museo narrano un pezzo di storia della civiltà e della tecnica grazie al quale si è giunti all’odierna velocità e complessità nel territorio delle comunicazioni. Nella dotazione del museo è presente anche un settore bibliografico (libri e riviste) riguardanti storia e tecnica della comunicazione radiofonica. Un settore che verrà incrementato per costituire una sezione bibliotecaria specializzata del museo. La struttura è aperta e visitabile ogni giovedì e sabato, dalle 18 alle 21 (orario estivo, l’orario invernale è 17-20).

Presso l’ex mulino del paese, a Ittiri, in provincia di Sassari, si trova il Museo della Radio “Mario Faedda”, dove sono esposti circa 300 pezzi d’epoca databili tra il 1923 e il 1990, tra cui radio militari, civili e apparecchiature per radioamatori. Il museo è dedicato alla memoria del fondatore, che si definiva un “raccoglitore di radio vintage”. Esiste una sezione telegrafica dedicata al codice Morse, con diversi tasti d’epoca. La mostra comprende numerose apparecchiature, tra le quali una delle poche repliche del trasmettitore OC Ondina33, molto simile a quello utilizzato nella spedizione al polo nord del Dirigibile Italia del generale Umberto Nobile. In collezione c’è anche la famosa Radio Caterina, la radio della resistenza, con una replica funzionante e fedele all’originale che è esposto al museo dell’internato a Padova. La radio clandestina è stata costruita dal alcuni ufficiali Italiani, internati in un campo di concentramento tedesco. Sono presenti anche numerose  radio radio amatoriali. La stazione radio viene gestita dai soci del RadioClub Coros. Il radioamatore Antonio Solinas può essere contattato per concordare una vista al numero 340 4141443 o con un’email all’indirizzo  radioclubcoros@gmail.com. (AR)

 

(Immagine generata utilizzando l’IA di Magnific, Premium Subscription di Aeranti-Corallo)

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