
(14 luglio 2026) Si è svolta, presso la Camera dei Deputati, la presentazione della Relazione Annuale 2026 dell’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, illustrata dal Presidente Giacomo Lasorella. L’intervento ha delineato un settore dei media in profonda trasformazione, spingendo le istituzioni a promuovere quello che è stato definito “un nuovo contratto sociale digitale”.
Tale patto mira a bilanciare i benefici dell’innovazione tecnologica con la necessità di tutelare i diritti fondamentali, il pluralismo e la trasparenza in un ecosistema dove le asimmetrie di potere informativo si sono moltiplicate.
In questo scenario, radio e televisione mostrano dinamiche differenti, confermando una resilienza economica e una centralità sociale che le distinguono dai mezzi puramente digitali.
La TV
Il settore televisivo si conferma in Italia il pilastro del sistema dei media, raccogliendo da solo oltre il 74% delle risorse complessive del comparto. Nonostante una lieve flessione nel numero totale di telespettatori, il mercato ha registrato una crescita dei ricavi, trainata soprattutto da un cambiamento strutturale nel modello di finanziamento.
Si osserva infatti un progressivo spostamento del baricentro economico dalla pubblicità tradizionale, che appare in calo, verso le offerte a pagamento, che oggi rappresentano la principale fonte di introiti per il mezzo.
Accanto agli operatori nazionali storici, si è ormai consolidato un rilevante polo costituito dalle grandi piattaforme globali di video on demand, le quali pesano per quasi un quarto delle risorse totali del mercato grazie all’attrattività dei loro contenuti pregiati.
Sul piano tecnologico, la televisione sta completando la transizione verso nuovi standard trasmissivi di alta qualità e sta integrando funzionalità interattive che permettono una visione sempre più ibrida tra trasmissioni lineari e contenuti online.
La Radio
La radio, dal canto suo, vive una fase di rinnovata vitalità economica, con ricavi in crescita che superano i 630 milioni di euro. A differenza della televisione, la radio continua a fare affidamento principalmente sulla raccolta pubblicitaria come motore finanziario, segnando un incremento nelle vendite di spazi rispetto agli anni precedenti.
Il mezzo mantiene una penetrazione straordinaria, raggiungendo quotidianamente quasi il 67% degli italiani.
La tendenza consolidata vede il consumo radiofonico legato prevalentemente alla mobilità, in particolare durante i tragitti automobilistici, ma con una crescente integrazione di dispositivi digitali come smartphone e assistenti vocali che stanno trasformando le abitudini di ascolto domestico.
La transizione verso la tecnica digitale si sta intensificando, assicurando la continuità di un servizio considerato di interesse generale e facilitando l’accesso a contenuti personalizzati.
La fìducia
Un dato di particolare rilievo che emerge dalle analisi dell’Agcom riguarda il rapporto di fiducia dei cittadini con l’informazione. Sebbene Internet sia ormai lo strumento più utilizzato per la consultazione rapida delle notizie, gli italiani tornano a privilegiare la televisione e i media tradizionali quando devono decidere su questioni di rilevanza pubblica o politica.
La radio e la TV godono infatti di un livello di credibilità e affidabilità percepita significativamente superiore rispetto ai mezzi online, spesso visti come più soggetti a manipolazioni o distorsioni.
In questa cornice, la relazione annuale Agcom rileva che l’azione regolatoria si concentra non solo sul monitoraggio del pluralismo, ma anche sul contrasto alla pirateria e sull’alfabetizzazione digitale, elementi essenziali per garantire la sostenibilità di lungo periodo dell’intera industria culturale nazionale.
Per approfondimenti è possibile consultare il documento completo al seguente link: https://www.agcom.it/sites/default/files/documenti/relazione_annuale/RELAZIONE%20ANNUALE%202026_0.pdf (AR)
Vedi anche:
Agcom: la Relazione 2023 al Parlamento
Relazione annuale Agcom: la radio
La Relazione annuale dell’Agcom al Parlamento
Venerdì 29 luglio la Relazione annuale dell’Agcom al Parlamento

