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Sommario
Fondo straordinario editoria per investimenti in tecnologie innovative 2025: domande online dal 30 giugno al 29 luglio 2026
Il decreto del Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri 20 maggio 2026 (pubblicato nel sito del DIE il 3 giugno 2026) definisce le disposizioni applicative per la fruizione dei contributi a sostegno degli investimenti in tecnologie innovative di cui agli artt. 2 e 3 del DPCM 17 settembre 2025 a valere sulle risorse residue del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria per l’anno 2025.
Le imprese editrici di emittenti radiofoniche e televisive che intendono accedere al contributo per l’anno 2025, possono presentare la domanda dal 30 giugno 2026 al 29 luglio 2026, attraverso la procedura informatizzata che verrà prossimamente resa disponibile mediante portale telematico sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Ricordiamo che il DPCM 17 settembre 2025 destina, con riferimento al comparto dell’emittenza televisiva locale, per gli investimenti effettuati nel 2025, la somma di dieci milioni di euro ai FSMA operanti in ambito locale che, all’esito delle procedure adottate in attuazione dell’art. 1 comma 1034 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, abbiano avuto accesso alla capacità trasmissiva nelle aree tecniche di cui alla delibera AGCOM 39/19/CONS.
Per quanto riguarda il comparto della radiofonia locale e nazionale, il medesimo DPCM 17 settembre 2025 destina, per gli investimenti effettuati nel 2025, una quota di 4 milioni di euro ai titolari di concessioni radiofoniche, ai fornitori di contenuti radiofonici digitali e ai consorzi di imprese editoriali operanti in tecnica DAB, previsti dalla delibera AGCOM n. 664/09/CONS.
Il contributo è concesso sotto forma di rimborso, in misura pari al 70 per cento, al netto dell’IVA, delle spese sostenute e documentate per la realizzazione degli investimenti effettuati nell’anno 2025 e dichiarati in domanda, entro i limiti dei rispettivi stanziamenti. Qualora il totale dei contributi richiesti per ciascuna delle finalità previste risulti superiore alle risorse rispettivamente disponibili, si procede al riparto proporzionale tra i soggetti aventi diritto, ai sensi dell’articolo 3 comma 2, del decreto 20 maggio 2026.
Ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del medesimo decreto 20 maggio 2026, nell’ambito dello stanziamento complessivo destinato ai contributi a favore del settore radiotelevisivo, nel caso in cui le risorse, destinate ad una o più categorie di cui all’articolo 2, comma 3, lettere a), b) e c) di tale decreto (cioè tv nazionali, tv locali ed emittenti radiofoniche), risultino eccedenti rispetto al fabbisogno richiesto, si procede alla loro ripartizione tra i beneficiari delle altre categorie del medesimo settore in misura proporzionale all’eventuale rispettivo fabbisogno non coperto.
Ricordiamo, altresì, che sono ammesse al contributo le spese effettuate nell’anno 2025 (in misura pari al 70 per cento delle spese sostenute, al netto dell’IVA e documentate per la realizzazione degli investimenti dichiarati in domanda, nei limiti dei sopracitati stanziamenti) riconducibili a:
i.) investimenti in apparati in bassa frequenza, compresi sistemi di collegamento da esterno per dirette televisive, destinati alla realizzazione dei programmi in HD o tecnologie superiori;
ii.) investimenti in mixer audio/video HD, telecamere HD/4K con eventuali ottiche HD, encoder HD per i collegamenti alla rete di trasmissione, matrici HD/4K, apparati e sistemi di storage per archivio di contenuti;
iii.) investimenti per l’applicazione delle tecnologie 5G broadcast/multicast e dell’intelligenza artificiale per la produzione e distribuzione dei contenuti;
iv.) investimenti per la produzione e distribuzione di contenuti in realtà virtuale, realtà aumentata e mixed reality;
v.) investimenti per piattaforme per l’accesso e la distribuzione dei contenuti digitali dei FSMA di cui al comma 2, lettere a) e b), ivi inclusa la modalità on demand;
vi.) investimenti in nuovi sistemi editoriali web based e di interfacce che stimolino l’interazione con l’utenza e consentano la produzione e distribuzione di contenuti in realtà aumentata;
vii.) investimenti relativi ad apparati in alta frequenza per le trasmissioni radiofoniche digitali;
viii.) investimenti per l’adeguamento, innovazione ed estensione delle reti di diffusione locali e nazionali T-DAB già in esercizio da parte dei consorzi operanti in tecnica DAB indicati all’art. 3, comma 2, lettera c) finalizzati a migliorare, in ogni condizione operativa e metereologica, la continuità di servizio delle reti radiofoniche digitali;
ix.) investimenti in infrastrutture di telecomunicazioni di lunga distanza ad alta velocità;
x.) investimenti in soluzioni per la fornitura di prodotti e servizi media e audiovisivi basati su tecnologie cloud;
xi.) investimenti in tecnologie per il telecontrollo degli apparati;
xii.) investimenti in ricerca e sviluppo relativi ai sistemi di diffusione radiofonica in tecnica digitale T DAB, in modalità multichannel, anche destinati al servizio EWS – Warning Emergency System e Breake inn, realizzati dai consorzi operanti in tecnica DAB indicati all’art. 3, comma 2, lettera c);
xiii.) investimenti in applicativi di intelligenza artificiale e tecnologie emergenti per il contrasto alla disinformazione;
xiv.) investimenti in software per editoria che consentano l’automatizzazione dei processi e la gestione e distribuzione elettronica dei contenuti;
xv.) investimenti in tecnologie volte a garantire un adeguato presidio delle cybersecurity al fine di garantire la business continuity ed evitare danni reputazionali;
xvi.) investimenti in infrastrutture tecnologiche datacenter e in cloud per incrementare l’efficienza, la facilità d’uso e l’accessibilità dei prodotti editoriali;
xvii.) investimenti in software che consentano di veicolare i contenuti editoriali e i format su canali diversi di distribuzione per raggiungere nuovi target;
xviii.) investimenti in nuove tecnologie per la produzione, diffusione e gestione di contenuti editoriali multimediali o altri formati digitali in linea con le evoluzioni del mercato.
Gli investimenti realizzati con il contributo del Fondo non verranno valutati ai fini dell’applicazione del DPR n. 146/2017 (Regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali).
Inoltre, i soprariportati contributi non sono cumulabili con altri benefici economici concessi per le medesime iniziative da leggi statali e regionali.
RADIOTV FORUM 2026, GIOVEDI’ 9 LUGLIO A ROMA
Si svolgerà giovedì 9 luglio 2026, dalle ore 10.30, nella Sala Orlando di Confcommercio a Roma, il RadioTv Forum 2026 organizzato da Aeranti-Corallo.
L’iniziativa sarà dedicata ai principali temi di attualità dell’emittenza radiofonica e televisiva locale e si inserirà nelle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della nascita delle radio e televisioni locali italiane, avvenuta a seguito della sentenza n. 202 del 28 luglio 1976 della Corte Costituzionale.
La mattinata si aprirà con la relazione annuale di Marco Rossignoli, Coordinatore Aeranti-Corallo e Presidente Aeranti, seguita dall’intervento di Franco Mugerli, componente dell’Esecutivo Aeranti-Corallo e Presidente dell’Associazione Corallo.
Sono inoltre previsti gli interventi del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alberto Barachini, del Commissario Agcom Laura Aria, della Presidente del Coordinamento Corecom Carola Barbato, del Presidente Audiradio Antonio Martusciello, del Direttore Generale Auditel Paolo Lugiato e del Segretario Generale Aggiunto della FNSI Domenico Affinito.
Nel corso del Forum saranno consegnati riconoscimenti alle imprese radiofoniche e televisive locali che hanno raggiunto il traguardo dei 50 anni di attività. La conclusione dei lavori è prevista intorno alle ore 14.30.
PUBBLICATO IL VOLUME AUDIRADIO 1° TRIMESTRE 2026
Dopo la pubblicazione, avvenuta lo scorso 14 maggio, delle anticipazioni dei dati Audiradio relativi al primo trimestre 2026, l’8 giugno è stato diffuso oggi il volume relativo, i cui dati si riferiscono per la radiofonia nazionale al primo trimestre 2026 (periodo tra il 27 gennaio e il 13 aprile 2026), mentre per le emittenti locali si riferiscono al semestre mobile costituito dal quarto trimestre 2025 e dal primo trimestre 2026 (periodo tra il 14 ottobre 2025 e il 13 aprile 2026).
Ricordiamo che con riferimento ai dati delle emittenti locali, la somma degli ascoltatori lordi nel giorno medio di tutte le radio locali rilevate è risultata pari a 29.795.000 (ricordando che, ovviamente, ogni utente può ascoltare più radio, locali e/o nazionali).
In quattro regioni italiane la radio più ascoltata è una radio locale (rispetto alle radio nazionali e a tutte le radio locali rilevate nella relativa regione). Inoltre, 8 radio locali hanno più ascolti nel Giorno medio di almeno una radio nazionale e 9 radio locali hanno più ascolti nel Quarto d’Ora Medio (AQH) di almeno una radio nazionale.
I dispositivi di ascolto
L’indagine consente di analizzare i comportamenti di ascolto per fasce d’età, genere, area geografica e modalità di fruizione, includendo anche le componenti digitali e multipiattaforma.
Nella tavola 17.1 del Volume “1° trimestre 2026” vengono riportati i dispositivi utilizzati dagli Italiani per ascoltare la radio.
I device di ascolto su cui si è concentrata la ricerca, sono: PC/tablet; telefono cellulare/smartphone; apparecchio radio; autoradio; tv canale televisivo della radio; tv solo audio; smart speaker/assistente vocale; altro.
Il primo posto, con 27.545.000 ascoltatori, è appannaggio dell’autoradio, mentre al secondo posto, con 9.902.000 ascoltatori, vi è l’apparecchio radio. Anche nel primo trimestre 2026 l’ascolto mediante apparecchi specificamente dedicati, rimane il canale dominante: l’autoradio si conferma il device utilizzato prevalentemente per l’ascolto in mobilità (con le relative declinazioni di ascolto in FM, in DAB+ o “connesso”). L’apparecchio radio è, inoltre, il dispositivo utilizzato anche negli ambienti domestici, sia con apparati fissi sia portatili.
In termini percentuali, il 79,2% degli ascoltatori della radio nel primo trimestre 2026 ha utilizzato l’autoradio e il 28,5% degli ascoltatori ha utilizzato l’apparecchio radio. La “radiovisione” (indicata come “tv canale televisivo della radio”) è seguita da 4.323.000 ascoltatori (12,4%). Gli ascoltatori che ne fruiscono “via tv solo audio sono invece 1.150.000 (3,3%). Utilizzano telefono/smartphone per ascoltare la radio 4.006.000 persone, che fanno uso di app specifiche o di aggregatori (11,5%), mentre 1.891.000 persone utilizzano smart speaker e relativi assistenti vocali (5,4%). Sono, infine, 1.109.000 i radioascoltatori che utilizzano il PC o il tablet (3,2%).
Ricordiamo che ogni ascoltatore può ascoltare la radio attraverso più dispositivi: per tale motivo la somma delle sopraindicate percentuali è superiore a 100.
I luoghi d’ascolto
Vediamo ora, esaminando le tavole 15.1 e 16, in quali luoghi è avvenuto l’ascolto della radio nel primo trimestre 2026.
La Tavola 15.1 dice che sul totale di 34.792.000 ascoltatori nel giorno medio, 4.582.000 hanno dichiarato di ascoltare la radio solo in casa; 20.178.000 lo fanno esclusivamente fuori casa, mentre sono 9.975.000 coloro che ascoltano la radio sia in casa, sia fuori casa.
La Tavola 16 evidenzia in dettaglio quale sia il luogo o i luoghi dove la radio viene ascoltata fuori casa.
Il dato in assoluto più elevato è quello relativo all’ascolto in automobile; sul totale di 30.153.000 ascoltatori fuori casa, sono 27.750.000 coloro che ascoltano in automobile.
L’ascolto sul luogo di lavoro ottiene il secondo posto, con 3.853.000 persone; 1.274.000 sono coloro che ascoltano la radio su altri mezzi di trasporto diversi dall’automobile, 793.000 lo fanno in luoghi pubblici all’aperto o per strada. Altri luoghi dove avviene l’ascolto della radio fuori casa sono: locali pubblici (762.000), negozi (107.000), supermercati/centri commerciali (119.000), studi professionali (62.000). Ulteriori 225.000 persone ascoltano la radio in “altro luogo” (non meglio precisato).
I dati restituiscono l’immagine di un mezzo di comunicazione maturo e strategico, che continua a occupare una posizione centrale nell’ecosistema informativo grazie alla sua ampia penetrazione e all’elevata frequenza di ascolto.
In un contesto mediatico sempre più articolato e competitivo, la radio locale dimostra di saper affrontare le trasformazioni del settore senza perdere il proprio ruolo di prossimità, mantenendo un legame quotidiano e consolidato con milioni di cittadini.
Il volume Audiradio relativo al primo trimestre 2026 è consultabile a questo link.
WRC-27, RIUNITO IL SOTTOGRUPPO NAZIONALE C: ATTENZIONE SUI FUTURI TEMI DELLA WRC-31 E SULLA BANDA UHF
Proseguono i lavori del Gruppo Nazionale WRC-27, convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito delle attività preparatorie alla World Radiocommunication Conference 2027 (WRC-27) dell’ITU.
In particolare, mercoledì 10 giugno si è riunito il Sottogruppo Nazionale C, nel corso del quale sono stati esaminati diversi Agenda Item della prossima Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni. Tra questi, di particolare interesse è l’Agenda Item 10 (“Future agenda items”), dedicato all’individuazione delle questioni che saranno inserite all’ordine del giorno della successiva Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del 2031 (WRC-31).
Si tratta di un tema particolarmente rilevante per il settore della televisione, poiché nell’ambito di tale Agenda Item rientra anche la questione del futuro utilizzo della banda UHF 470-694 MHz, oggi destinata al broadcasting televisivo terrestre.
Nel corso della riunione è intervenuto, per Aeranti-Corallo, Fabio Carera, che ha evidenziato la necessità che tale banda non sia oggetto di alcuna revisione che possa portare a forme di utilizzo condiviso, neppure in regime secondario, con i servizi di telecomunicazioni mobili.
Secondo Aeranti-Corallo, una simile prospettiva metterebbe a serio rischio il servizio televisivo terrestre nel nostro Paese.
In Italia, infatti, la televisione digitale terrestre è ricevuta dalla totalità della popolazione e costituisce un vero e proprio “servizio universale”, per il quale non esistono oggi alternative in grado di garantire le stesse caratteristiche di diffusione e accessibilità.
Un eventuale ulteriore restringimento delle risorse frequenziali disponibili per il broadcasting televisivo potrebbe pertanto compromettere la continuità stessa del servizio, con conseguenze particolarmente rilevanti per l’intero comparto.
REGIONE VENETO: CONTRIBUTI 2026 PER EMITTENZA LOCALE E TESTATE ONLINE. DOMANDE DAL 15/6 AL 3/7
La Regione Veneto ha pubblicato il Bando 2026 per l’erogazione di contributi destinati alle emittenti radiofoniche e televisive locali e alle testate giornalistiche online con sede operativa nel territorio regionale, ai sensi della L.R. n. 34/2021.
L’intervento, finanziato con una dotazione complessiva di 1,25 milioni di euro, è finalizzato a sostenere il pluralismo dell’informazione e a favorire l’innovazione tecnologica e infrastrutturale delle imprese del settore della comunicazione e dell’editoria locale. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite PEC a partire dal 15 giugno 2026 e fino alle ore 10.00 del 3 luglio 2026, termine perentorio.
Le imprese associate hanno ricevuto nei giorni scorsi una dettagliata informativa sul bando, comprensiva della documentazione e delle indicazioni operative per la presentazione delle domande.

