TeleRadiofax n. 9/2026 – 1 maggio 2026

 

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Sommario

Tra fiducia e algoritmi, il 21° Rapporto Censis conferma il ruolo di radio e tv quali fonti primarie di informazione
Questo mese in distribuzione il n. 30 di TeleRadioMagazine, supplemento bimestrale di TeleRadioFax
Sicilia, contributi a fondo perduto per radio e tv locali: domande entro il 28 maggio 2026
L’Agcom ha avviato il procedimento per l’accertamento del valore economico del SIC per l’anno 2024
La comunicazione annuale al Registro degli Operatori di Comunicazione (R.O.C.) dell’Agcom

 

Tra fiducia e algoritmi, il 21° Rapporto Censis conferma il ruolo di radio e tv quali fonti primarie di informazione

Il panorama mediatico italiano attraversa una fase di profonda trasformazione, segnata da una crisi di mediazione che mette al centro il delicato rapporto tra chi racconta e chi ascolta. Il 21° Rapporto Censis sulla comunicazione, intitolato significativamente “L’informazione nel mirino” e presentato nella mattinata di martedì 28 aprile, delinea un Paese in cui l’uso dei media appare cristallizzato, ma dove le dinamiche interne alla fruizione dei contenuti rivelano tensioni inedite tra tecnologia e testimonianza umana. Per i broadcaster, il dato di partenza è solido: tanto la televisione si conferma il mezzo di informazione più popolare, raggiungendo il 93,2% dell’utenza complessiva, quanto la radio ribadisce il proprio ruolo di canale rilevante, con il 78,4% di utenza, trainata soprattutto dall’autoradio e da un crescente interesse per l’ascolto tramite smartphone.
Dietro questa evidente stabilità va rilevato anche uno slittamento strutturale che vede i media elettronici tradizionali confrontarsi con le nuove forme fruizione. Nell’ultimo anno, infatti, la TV nelle sue forme di produzione e distribuzione tradizionale lineare ha registrato una flessione del 3,6%, fermandosi al 79,5%, ma è cresciuta sensibilmente la visione in ambito web TV, che ha raggiunto il 62,0%, e mobile TV, attestatasi al 38,6%.
Questi ultimi, peraltro, sono contesti nei quali sempre più la radiotelevisione tradizionale declina tutti o parte dei propri contenuti, così come sono originalmente prodotti o in format adattati alle differenti piattaforme.
Approfondendo la problematica, Censis conferma che la transizione digitale non è priva di incognite per le emittenti. I telegiornali, pur restando un punto di riferimento fondamentale per il 43,9% della popolazione, hanno subito un calo di 3,8 punti percentuali, seguiti da una contrazione simile per i canali all news. Il cuore della sfida per il settore radiotelevisivo risiede nella domanda di fiducia di un pubblico sempre più critico e attivo.
Il 59,5% degli italiani dichiara di cercare di evitare i media più diffusi e oltre il 66% verifica attivamente la veridicità delle notizie trasmesse dalle fonti principali, spesso cercando di scovare interpretazioni ideologiche sottostanti.
Il rapporto tra i broadcaster e l’innovazione tecnologica trova nell’intelligenza artificiale il tema più dibattuto. Sebbene l’IA offra efficienza e personalizzazione, la maggioranza degli italiani, pari al 61,6%, dichiara apertamente di non sentirsi a proprio agio all’idea di informarsi attraverso un mezzo interamente generato da algoritmi.
Questa diffidenza nasce dal timore della disinformazione e dalla convinzione che il gesto giornalistico richieda una “presenza” fisica che nessuna macchina può replicare. Il pubblico non rifiuta la tecnologia in sé, ma chiede che essa rimanga uno strumento supervisionato dall’uomo: il 30,1% accetterebbe contenuti generati dall’IA solo a patto che ci fosse un controllo umano finale.
Questo significa che l’identità dei mezzi radiotelevisivi deve continuare a poggiare su volti e voci riconoscibili, che rappresentano la sostanza stessa dell’informazione come forma di prossimità e non solo come flusso di dati.
La frammentazione del pubblico per fasce d’età impone anche una riflessione sulle strategie di distribuzione. Mentre gli over 65 restano ancorati alla logica lineare della comunicazione broadcast, con il 67,4% che utilizza i telegiornali come fonte primaria, i giovani tra i 14 e i 29 anni si orientano verso i social network, includendo ormai reel e video brevi nell’universo dell’informazione.
Per le emittenti, sia radiofoniche sia televisive, la sfida è duplice: presidiare i nuovi linguaggi digitali senza smarrire quella funzione di testimone e mediatore che il pubblico continua a richiedere con forza.
Per approfondimenti, la sintesi del rapporto Censis è disponibile a questo link.

 

QUESTO MESE IN DISTRIBUZIONE IL N. 30 DI TELERADIOMAGAZINE, SUPPLEMENTO BIMESTRALE DI TELERADIOFAX 

Il periodico TeleRadioFax, edito da Aeranti-Corallo, reca in allegato il supplemento bimestrale TeleRadioMagazine.
Ecco il sommario del n. 30 di maggio-giugno 2026:

  • L’efficacia editoriale
    dello sport
    oltre i diritti live
  • Strategie e standard
    per presidiare
    i social media
  • Da siti web passivi
    a fonti
    consapevoli per l’AI
  • Produzione:
    i pro e i contro dell’evoluzione
    software

 

SICILIA, CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER RADIO E TV LOCALI: DOMANDE ENTRO IL 28 MAGGIO 2026

La Regione Siciliana ha attivato una nuova misura di sostegno economico a favore del comparto editoriale, con risorse destinate anche alle emittenti radiofoniche e televisive locali operanti sul territorio. L’iniziativa, gestita da IRFIS – Finanziaria per lo Sviluppo della Sicilia S.p.A., rientra nell’Avviso pubblicato il 24 aprile 2026 denominato “Interventi in favore dell’editoria – Nuova iniziativa 2026”.
Il provvedimento si inserisce nel quadro normativo del cosiddetto “Fondo Sicilia”, istituito dalla legge regionale n. 1/2019 e successivamente implementato, da ultimo, con la legge regionale n. 1 del 5 gennaio 2026, che ha previsto uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro per il sostegno alle imprese editoriali, comprese radio e televisioni locali.
Per il comparto dell’emittenza locale, l’Avviso destina complessivamente oltre 1 milione di euro, così ripartiti:
– 240.000 euro per le emittenti radiofoniche locali
– 768.000 euro per le emittenti televisive locali
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti “de minimis”.
Possono accedere ai contributi le emittenti che:
– abbiano sede legale e/o operativa in Sicilia;
– siano iscritte al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC);
– abbiano un direttore responsabile iscritto all’Ordine dei Giornalisti;
– producano un notiziario regionale sulla Sicilia da almeno tre anni;
– impieghino almeno due giornalisti contrattualizzati (dipendenti, collaboratori o soci lavoratori) da almeno 120 giorni prima della pubblicazione dell’Avviso.
Il fondo effettivamente disponibile ammonta a 2,4 milioni di euro (al netto della quota destinata alle testate emergenti) ed è suddiviso in:
– quota base (73,4%), assegnata sulla base di criteri quali numero di giornalisti, dati di ascolto (solo per la radio) e tipologia dell’informazione prodotta;
– quota premiale (26,6%), legata a indicatori come occupazione stabile, anzianità della testata e adesione ad associazioni di categoria.
Il contributo massimo concedibile a ciascun beneficiario è pari a 100.000 euro e non può superare il 100% della media dei ricavi degli ultimi tre esercizi riferiti all’attività editoriale svolta in Sicilia.
Le domande potranno essere presentate dal 28 aprile al 28 maggio 2026 (ore 23.59) esclusivamente tramite PEC all’indirizzo dedicato di IRFIS, utilizzando la modulistica ufficiale disponibile sul sito della finanziaria regionale.
L’intervento rappresenta un’opportunità significativa per il rafforzamento economico delle emittenti locali siciliane, in un contesto di sostegno pubblico volto a valorizzare il pluralismo informativo e la produzione giornalistica sul territorio.
A questo link il testo dell’Avviso.

 

L’AGCOM HA AVVIATO IL PROCEDIMENTO PER L’ACCERTAMENTO DEL VALORE ECONOMICO DEL SIC PER L’ANNO 2024

Con la delibera n. 91/26/CONS del 14 aprile 2026, pubblicata il 28 aprile 2026 nel proprio sito internet, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato il procedimento per l’accertamento del valore economico del SIC – Sistema Integrato delle Comunicazioni per l’anno 2024. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle competenze attribuite all’Agcom dalla legge n. 249/1997 e dal D.Lgs n. 208/2021 (Testo unico dei servizi di media audiovisivi), che impongono all’Autorità di vigilare sull’andamento del sistema integrato delle comunicazioni e di determinarne, con cadenza almeno annuale, il valore economico complessivo. In particolare, il Sistema integrato delle comunicazioni (SIC) è definito dalla normativa come l’insieme delle attività economiche che comprendono la stampa quotidiana e periodica, le agenzie di stampa, l’editoria elettronica anche online, la radio, i servizi di media audiovisivi, il cinema, la pubblicità (anche online), le sponsorizzazioni e le piattaforme digitali, inclusi motori di ricerca e social network. Ai fini della quantificazione del valore economico del SIC, l’Autorità tiene conto dei ricavi realizzati in Italia da tali attività, includendo anche quelli generati da imprese con sede all’estero. L’avvio del procedimento tiene conto anche della base informativa fornita dall’Informativa Economica di Sistema (IES), i cui termini di presentazione per il 2025 sono scaduti il 31 ottobre 2025 e che costituisce la principale fonte dati per la valutazione del SIC. L’istruttoria è affidata all’Ufficio analisi tecnico-statistiche e banche dati del Servizio studi e analisi tecniche dell’Autorità.
Il procedimento dovrà concludersi entro 180 giorni dalla pubblicazione della delibera sul sito dell’Autorità, salvo eventuali proroghe motivate. Al termine dell’istruttoria, l’Agcom renderà pubblici i risultati, fornendo anche evidenza delle posizioni di potere di mercato degli operatori e dei possibili rischi per il pluralismo nel sistema dei media.

 

LA COMUNICAZIONE ANNUALE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE (R.O.C.) DELL’AGCOM

L’art. 11 del Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione (R.O.C.) di cui alla delibera Agcom n. 666/08/CONS, come da ultimo modificato dalla delibera Agcom n. 402/18/CONS, prevede che i soggetti iscritti allo stesso R.O.C. (operatori di rete; fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici; fornitori di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato; soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione; imprese concessionarie di pubblicità; imprese di produzione o distribuzione di programmi radiotelevisivi; agenzie di stampa a carattere nazionale;  editori di giornali quotidiani, periodici o riviste; soggetti esercenti l’editoria elettronica; imprese fornitrici di servizi di comunicazione elettronica) debbano inviare la comunicazione annuale all’Agcom.
In particolare, i soggetti iscritti al R.O.C. costituiti in forma di società di capitali (Spa, Srl, Società in accomandita per azioni) o cooperative devono trasmettere la comunicazione annuale entro trenta giorni dalla data di deposito del bilancio presso il Registro Imprese tenuto dalla competente Camera di Commercio, aggiornata alla data dell’assemblea che approva il bilancio.
Tutti gli altri soggetti, diversi da società di capitali o cooperative devono, invece, trasmettere la comunicazione annuale entro il 31 luglio di ogni anno, aggiornata a tale data. La comunicazione annuale deve essere effettuata esclusivamente attraverso i servizi telematici offerti dal sito internet all’indirizzo “www.impresainungiorno.gov.it”, mediante l’uso della CNS – Carta Nazionale Servizi.

 

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