Leone XIV: Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione

La riflessione proposta dal Papa Leone XIV per la Quaresima non è solo un invito spirituale rivolto ai fedeli, ma anche una chiamata precisa alla responsabilità per chi lavora ogni giorno con le parole, le immagini e i suoni, un appello che ci interpella da vicino.

Nel suo messaggio quaresimale, il Pontefice mette al centro due verbi: ascoltare e digiunare.

“Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.”. Per chi opera nei media, l’ascolto non è soltanto una tecnica professionale significa dare voce a chi non ce l’ha, raccontare le periferie esistenziali, favorire un dialogo autentico tra posizioni diverse, riconoscere le ingiustizie e fare in modo che non rimangano senza risposta. L’invito del Papa a coltivare la gentilezza non è sinonimo di superficialità o di rinuncia al senso critico; al contrario, suggerisce un rigore che sa coniugare verità e rispetto della persona. Radio e televisione possono diventare, così, luoghi in cui il confronto non degenera in scontro ma si trasforma in occasione di crescita collettiva e comunitaria.

Il digiuno evocato dal Papa non riguarda solo il cibo.  Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.”. Un invito a riscoprire la forza trasformante di parole scelte con cura, capaci di illuminare la realtà senza ferire, e di orientare l’opinione pubblica verso una convivenza più umana. Le parole possono costruire ponti o scavare solchi; possono alimentare conflitti o favorire comprensione. La Quaresima diventa, allora, un tempo privilegiato per interrogarsi sul nostro stile comunicativo. Evitare la spettacolarizzazione del dolore, sottrarsi alla tentazione del linguaggio aggressivo, resistere alla logica della polarizzazione che spesso domina i dibattiti mediatici. Digiunare dalle parole che feriscono significa privilegiare il rispetto e la misura.

In questo tempo di Quaresima, il messaggio di Papa Leone XIV ci ricorda che anche noi, nel nostro lavoro di comunicatori, abbiamo parole che possono ferire o costruire, dividere o unire. Seguendo il suo invito, scegliamo ogni giorno di informare con rispetto, attenzione e responsabilità, trasformando la comunicazione in uno strumento di speranza, dialogo e pace.

Quaresima 2026: Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione

 

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