
(16 febbraio 2026) Skuola.net è il portale di riferimento per studenti delle scuole superiori e universitari, con un traffico che raggiunge circa 8 milioni di accessi unici al mese. Sua l’iniziativa di realizzare l’Osservatorio “Giovani e Media”, giunto alla seconda edizione (1.500 interviste tra i 9 e i 24enni).
I dati di questa ricerca sono stati presentati in occasione del World Radio Day 2026, delineando un quadro positivo per il mezzo radiofonico: ben un giovane su quattro ha dichiarato di ascoltare la radio ‘molto frequentemente’. Tale dato indica una netta inversione di tendenza, considerando che la quota di giovanissimi ascoltatori abituali è più che raddoppiata rispetto al 2022, data della precedente edizione della ricerca, passando dal 12% all’attuale 25%.
La chiave di questo recupero, secondo l’indagine di Skuola.net , risiede nella capacità della radio di saper “cambiare pelle”, adattandosi ai ritmi della vita digitale e alla natura multitasking delle nuove generazioni.
Sebbene l’ascolto tradizionale in auto o sui mezzi pubblici rimanga il più diffuso, è stata registrata una netta crescita della fruizione cosiddetta liquida”, tramite smartphone e tablet, con una preferenza per le applicazioni dedicate che è passata dal 7% al 14% in pochi anni.
Inoltre, la radio è la compagna ideale per il multitasking: il 66% degli intervistati la utilizza come sottofondo mentre si dedica ad altre attività, come lo studio, lo sport o il relax, apprezzando il fatto che non richieda l’attenzione visiva costante pretesa dai social network.
Nuove routine
Anche le abitudini temporali di ascolto stanno evolvendo, delineando nuove routine quotidiane per i nativi digitali. Se la fascia del primo mattino rimane la più fruita, durante il tragitto verso la scuola o l’università, il dato più significativo riguarda il boom dela pre-serale, tra le 18:00 e le 21:00, dove gli ascolti sono quasi raddoppiati rispetto a quattro anni fa. In questa fascia oraria, la radio funge da colonna sonora per il rientro a casa o per il tempo libero prima della cena.
Un elemento fondamentale che spinge i giovani verso la radio, distinguendola da piattaforme come Spotify, è il cosiddetto “fattore umano”. Si osserva infatti un calo dell’interesse per le emittenti che trasmettono esclusivamente musica, a favore dell’infotainment, ovvero quel mix di canzoni, talk show, notizie e intrattenimento in diretta.
I ragazzi cercano connessione, opinioni e voci autentiche che sappiano creare un senso di comunità, preferendo nel 49% dei casi le radio generaliste, sebbene cresca anche l’interesse per le emittenti verticali dedicate a generi specifici.
Un raddoppio che incoraggia
In un panorama dove lo streaming audio sembra aver raggiunto un punto di saturazione, con un utilizzo quotidiano che resta stabile intorno al 60%, la radio tradizionale, secondo questo studio di Skuola.net, sta trovando un nuovo equilibrio. anche grazie alla lenta ma costante penetrazione dei podcast. Questi ultimi fungono da ponte tra i due mondi, riducendo progressivamente la quota di chi non ne usufruisce mai.
Vedi anche:
Audiradio – Dati ascolti anno 2025 (dati forniti da Audiradio srl)
Audiradio: pubblicato l’elenco delle emittenti iscritte all’indagine 2026
Aperte le adesioni per l’indagine sull’ascolto radiofonico in Italia “Audiradio 2026”

