
Mentre i giganti dell’informazione lucidano gli obiettivi per catturare il centesimo di secondo decisivo, c’è chi sceglie di puntare la telecamera altrove. Non sulla linea del traguardo, ma a bordo pista. Non sul podio ma nelle cucine, nelle sedi delle associazioni dei volontari, negli occhi di chi, da mesi, lavora nell’ombra perché il sogno a cinque cerchi diventi realtà.
È questo lo sguardo di “Trentino a Cinque Cerchi”, il nuovo programma di Telepace Trento, in onda dal 24 gennaio alle 19.30, condotto da Paolo Pardini.
Nove puntate per raccontare il “dietro le quinte” delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 2026, dando voce a volontari, operatori e comunità locali. “Non cerchiamo i record, ma le storie”, spiega Pardini, che dopo una lunga carriera in Rai sceglie un racconto più intimo e profondamente legato al territorio.
Al centro del format c’è il Trentino dell’accoglienza: l’esercito silenzioso dei volontari, le trasformazioni delle valli, l’emozione di chi rappresenta la propria terra davanti al mondo. Spazio anche agli atleti trentini di ieri e di oggi, con uno sguardo che va oltre il risultato e si concentra sull’esperienza umana.
Un’attenzione particolare sarà dedicata alle Paralimpiadi, intese non come appendice ma come occasione per riflettere su inclusione, abbattimento delle barriere ed eredità culturale dei Giochi.
Prodotto interamente da Telepace Trento, “Trentino a Cinque Cerchi” dimostra che per raccontare le Olimpiadi non servono diritti milionari, ma idee, ascolto e radicamento nel territorio. Perché spesso, la medaglia più preziosa è quella che non si vede in tv.

