
(28 gennaio 2026) La procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia in materia di interferenze FM con i Paesi UE radioelettricamente confinanti (Slovenia, Croazia, Francia e Malta) non riguarda soltanto singoli impianti localizzati nelle aree di confine, ma rischia di incidere in modo generalizzato sull’intero sistema radiofonico nazionale, coinvolgendo potenzialmente tutte le emittenti radiofoniche italiane, locali e nazionali, commerciali e comunitarie. Ciò emerge con particolare evidenza alla luce delle ipotesi di intervento prospettate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per rispondere alle contestazioni europee, che includono – oltre a interventi sugli impianti ritenuti interferenti – misure di carattere generale, quali la riduzione delle potenze di trasmissione e la modifica dei sistemi radianti.
Si tratta di un’impostazione che, se confermata, avrebbe effetti sistemici sull’intero comparto, prescindendo dalla verifica puntuale delle singole situazioni interferenziali.
Infatti, la maggior parte degli oltre 13 mila impianti dell’emittenza privata italiana non è mai stata registrata nel Registro frequenze (libro mastro) internazionale tenuto dall’ITU ed è, dunque, priva di protezione internazionale.
Per attuare le suddette misure vi sarebbe l’intendimento di adottare specifici interventi normativi.
Su tali profili, e sulle possibili conseguenze per il settore, ne ha scritto anche Italia Oggi, evidenziando, tra l’altro, come l’orientamento verso soluzioni generalizzate susciti forti preoccupazioni tra gli operatori. Frattanto, lunedì 12 gennaio u.s. si è svolta in videoconferenza una partecipata riunione delle emittenti radiofoniche locali associate Aeranti-Corallo, dedicata alla problematica.
Nel corso della riunione, il coordinatore di Aeranti-Corallo e presidente Aeranti, avv. Marco Rossignoli, ha affrontato la questione in modo dettagliato, ripercorrendo la relativa cronistoria a partire dal Piano di Ginevra GE84, passando per il confronto in ambito RSPG/Good Offices, fino all’avvio formale della procedura di infrazione europea, evidenziando la forte preoccupazione del comparto radiofonico per gli sviluppi in corso.
Alla riunione è intervenuto anche il dott. Franco Mugerli, componente dell’esecutivo Aeranti-Corallo e presidente della Associazione Corallo, che ha ribadito le criticità per il settore e la necessità di evitare soluzioni che possano compromettere l’operatività delle emittenti legittimamente operanti. È stato inoltre ricordato che, qualora la risposta fornita dall’Italia alla lettera di costituzione in mora inviata dalla Commissione UE lo scorso novembre non fosse ritenuta soddisfacente, la procedura potrebbe proseguire con l’adozione di un parere motivato e, in ultima istanza, con il deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione europea e la possibile irrogazione di sanzioni finanziarie. Nel medesimo contesto è stato richiamato l’incontro tenutosi il 30 dicembre presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy con Aeranti-Corallo, le altre associazioni di categoria del settore, la RAI, l’AGCOM e la Fondazione Ugo Bordoni, finalizzato a valutare possibili strategie di mitigazione interferenziale. In tale sede Aeranti-Corallo ha ribadito la forte preoccupazione del settore, sottolineando come non sia ipotizzabile la disattivazione o la drastica riduzione di impianti FM legittimamente operanti e chiedendo l’avvio di un tavolo tecnico presso il MIMIT, escludendo soluzioni che comportino la chiusura degli impianti.
Sulla problematica, frattanto, i deputati del Partito Democratico Stefano Vaccari, Virginio Merola, Andrea De Maria, Ilenia Malavasi e Andrea Rossi hanno presentato un’interrogazione al Ministro Adolfo Urso, evidenziando che l’attuale situazione potrebbe portare “con un colpo di spugna alla cancellazione delle frequenze delle emittenti radiofoniche FM del nostro Paese”, ricordando il ruolo essenziale della radio quale mezzo di informazione libera, gratuita e immediata, nonché l’anzianità e la piena legittimità degli impianti in esercizio. (FC)

