Device elettronici e broadcast, con l’ambient computing una relazione complessa

 

(4 marzo 2026) A distanza di un paio di mesi dall’edizione 2026 del Consumer Electronics Show a Las Vegas, esaminiamo la nuova tendenza, chiamata ambient computing, che è emerso essere rilevante per il broadcasting.

Ricordiamo che stiamo parlando di CES 2026, l’evento internazionale annuale al quale partecipano tutti i big e le più agguerrite start up del mondo dell’elettronica di consumo; le novità che lì emergono diventano spesso rilevanti a livello planetario.

L’evento ha chiaramente sancito un fondamentale cambio di paradigma tecnologico, nel quale l’intelligenza artificiale è già evoluta da semplice funzione accessoria a vera e propria infrastruttura critica e, potremmo dire, ‘sistema nervoso’ dei dispositivi elettronici, compresi quelli dedicati alla fruizione dei contenuti radiofonici e televisivi. Capiamo meglio di cosa si parla.

Ambient Computing

Per i broadcaster (e anche gli editori locali sono pienamente coinvolti in questa evoluzione) le novità emerse alla manifestazione statunitense delineano un futuro prossimo in cui l’interazione tra utente finale e contenuto radiotelevisivo è destinata ad essere sempre più condizionata dalle multinazionali dell’elettronica.

Ogni singolo device incluso nell’ecosistema domestico e nello spazio personale dell’utente, vettura compresa (per questo tale tecnologia è stata definita “Ambient Computing”), non è più visto come parte autonoma di un insieme, ma è il sistema di device utilizzati ad essere considerato, nel suo complesso, un ambiente da monitorare e da far funzionare proattivamente, sulla base dei comportamenti e delle abitudini dell’utente.

L’intenzione, dichiarata, dell’ambient computing è quella di far scomparire l’interazione diretta dell’individuo con l’hardware domestico, che sia un televisore o un frigorifero, per passare a una fruizione orientata verso servizi e contenuti che siano ‘automaticamente’ suggeriti al fruitore, che si parli di rifornire il frigorifero con determinati alimenti oppure dei contenuti audiovisivi da fruire dopo cena.

L’ambient computing intende non solo soddisfare, ma, addirittura, anticipare i bisogni dell’utente, il che rappresenta, per quanto riguarda il broadcasting, una seria problematica per il rapporto tra un’emittente radiotelevisiva e il proprio pubblico.

Questa tendenza, che va già oggi realizzandosi, stante quanto emerso dalla fiera, influenzerà inevitabilmente la catena del valore. Alla luce di tali considerazioni, è evidente quanto il mondo dei broadcaster debba perseverare nell’attività di sollecitazione, nei confronti degli enti regolatori, per un pieno riconoscimento della propria prominence.

Un’azione che non ha finalità meramente di auto-conservazione, ma che chiede sia riconosciuto il primato editoriale del broadcasting, fatto di sistemi di controllo e auto-controllo, servizi di pubblica utilità e garanzie di pluralismo. Sono aspetti cruciali per qualsiasi società democratica. (AR)

 

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