TeleRadiofax n. 2/2026 – 23 gennaio 2026

 

pdfpdfScarica il TeleRadioFax in formato PDF

Sommario

La procedura di infrazione avviata dalla Commissione UE nei confronti dell’Italia sulla questione delle asserite interferenze FM con i paesi esteri confinanti impatta su tutte le emittenti radiofoniche italiane
Contributi per tv e radio locali commerciali e comunitarie di cui al DPR 146/17: domande online dal 1° al 28 febbraio 2026
L’Agcom ha pubblicato la lista dei servizi audiovisivi e radiofonici di interesse generale (SIG) distribuiti online. Rettifiche entro il 3 febbraio 2026
Obbligo di ricezione radio sui veicoli: la Commissione UE emette un parere circostanziato sulla modifica del Codice delle comunicazioni elettroniche
L’Agcom ha emanato atto di richiamo sul rispetto dei principi cui devono essere improntate le trattative tra le collecting e gli utilizzatori, ai fini del rispetto delle disposizioni previste dal D.Lgs n. 35/2017
Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo: dal 14 gennaio è in vigore la par condicio

 

La procedura di infrazione avviata dalla Commissione UE nei confronti dell’Italia sulla questione delle asserite interferenze FM con i paesi esteri confinanti impatta su tutte le emittenti radiofoniche italiane

La procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia in materia di interferenze FM con i Paesi UE radioelettricamente confinanti (Slovenia, Croazia, Francia e Malta)non riguarda soltanto singoli impianti localizzati nelle aree di confine, ma rischia di incidere in modo generalizzato sull’intero sistema radiofonico nazionale, coinvolgendo potenzialmente tutte le emittenti radiofoniche italiane, locali e nazionali, commerciali e comunitarie. Ciò emerge con particolare evidenza alla luce delle ipotesi di intervento prospettate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per rispondere alle contestazioni europee, che includono – oltre a interventi sugli impianti ritenuti interferenti – misure di carattere generale, quali la riduzione delle potenze di trasmissione e la modifica dei sistemi radianti.
Si tratta di un’impostazione che, se confermata, avrebbe effetti sistemici sull’intero comparto, prescindendo dalla verifica puntuale delle singole situazioni interferenziali.
Infatti, la maggior parte degli oltre 13 mila impianti dell’emittenza privata italiana non è mai stata registrata nel Registro frequenze (libro mastro) internazionale tenuto dall’ITU ed è, dunque, priva di protezione internazionale.
Per attuare le suddette misure vi sarebbe l’intendimento di adottare specifici interventi normativi.
Su tali profili, e sulle possibili conseguenze per il settore, ne ha scritto anche Italia Oggi, evidenziando, tra l’altro, come l’orientamento verso soluzioni generalizzate susciti forti preoccupazioni tra gli operatori. Frattanto, lunedì 12 gennaio u.s. si è svolta in videoconferenza una partecipata riunione delle emittenti radiofoniche locali associate Aeranti-Corallo, dedicata alla problematica.
Nel corso della riunione, il coordinatore di Aeranti-Corallo e presidente Aeranti, avv. Marco Rossignoli, ha affrontato la questione in modo dettagliato, ripercorrendo la relativa cronistoria a partire dal Piano di Ginevra GE84, passando per il confronto in ambito RSPG/Good Offices, fino all’avvio formale della procedura di infrazione europea, evidenziando la forte preoccupazione del comparto radiofonico per gli sviluppi in corso.
Alla riunione è intervenuto anche il dott. Franco Mugerli, componente dell’esecutivo Aeranti-Corallo e presidente della Associazione Corallo, che ha ribadito le criticità per il settore e la necessità di evitare soluzioni che possano compromettere l’operatività delle emittenti legittimamente operanti. È stato inoltre ricordato che, qualora la risposta fornita dall’Italia alla lettera di costituzione in mora inviata dalla Commissione UE lo scorso novembre non fosse ritenuta soddisfacente, la procedura potrebbe proseguire con l’adozione di un parere motivato e, in ultima istanza, con il deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione europea e la possibile irrogazione di sanzioni finanziarie. Nel medesimo contesto è stato richiamato l’incontro tenutosi il 30 dicembre presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy con Aeranti-Corallo, le altre associazioni di categoria del settore, la RAI, l’AGCOM e la Fondazione Ugo Bordoni, finalizzato a valutare possibili strategie di mitigazione interferenziale. In tale sede Aeranti-Corallo ha ribadito la forte preoccupazione del settore, sottolineando come non sia ipotizzabile la disattivazione o la drastica riduzione di impianti FM legittimamente operanti e chiedendo l’avvio di un tavolo tecnico presso il MIMIT, escludendo soluzioni che comportino la chiusura degli impianti.
Sulla problematica, frattanto, i deputati del Partito Democratico Stefano Vaccari, Virginio Merola, Andrea De Maria, Ilenia Malavasi e Andrea Rossi hanno presentato un’interrogazione al Ministro Adolfo Urso, evidenziando che l’attuale situazione potrebbe portare “con un colpo di spugna alla cancellazione delle frequenze delle emittenti radiofoniche FM del nostro Paese”, ricordando il ruolo essenziale della radio quale mezzo di informazione libera, gratuita e immediata, nonché l’anzianità e la piena legittimità degli impianti in esercizio.

 

CONTRIBUTI PER TV E RADIO LOCALI COMMERCIALI E COMUNITARIE DI CUI AL DPR 146/17: DOMANDE ONLINE DAL 1° AL 28 FEBBRAIO 2026 

La piattaforma SICEM per presentare al Ministero delle Imprese e del Made in Italy le domande per il riconoscimento dei contributi previsti dal DPR n. 146/2017 a favore delle imprese televisive e radiofoniche locali relativi all’anno 2026 sarà attiva dal 1° al 28 febbraio 2026.
La DGTEL del Ministero ha pubblicato nel sito internet del Ministero un avviso recante, tra l’altro, le istruzioni operative per presentare la domanda, nonché una serie di risposte alle domande frequenti (FAQ).
Ricordiamo che nell’anno 2025 hanno beneficiato di tali contributi n. 145 televisioni locali commerciali; n. 388 televisioni locali comunitarie; n. 181 radio locali commerciali; n. 382 radio locali comunitarie.

 

L’AGCOM HA PUBBLICATO LA LISTA DEI SERVIZI AUDIOVISIVI E RADIOFONICI DI INTERESSE GENERALE (SIG) DISTRIBUITI ONLINE. RETTIFICHE ENTRO IL 3 FEBBRAIO 2026

L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato lo scorso 19 gennaio 2026, nel proprio sito internet, la lista dei servizi audiovisivi e radiofonici di interesse generale distribuiti online (SIG) di cui alla delibera Agcom n. 250/25/CONS.
Tale lista è suddivisa in cinque sezioni: i servizi forniti dalla concessionaria del servizio pubblico, i servizi commerciali audiovisivi nazionali, i servizi commerciali audiovisivi locali, i servizi commerciali radiofonici nazionali e i servizi commerciali radiofonici locali, elencati in ordine alfabetico rispetto al nome del fornitore.
Nei 15 giorni successivi alla pubblicazione della lista (e quindi entro martedì 3 febbraio 2026), i soggetti interessati possono richiedere l’eventuale rettifica delle informazioni ivi riportate o segnalare l’eventuale assenza di servizi per i quali è stata inviata richiesta di inserimento nei tempi e nelle modalità previste dalle Linee guida di cui alla delibera Agcom n. 250/25/CONS.
Le imprese associate Aeranti-Corallo hanno ricevuto nei giorni scorsi ampia informativa sulla problematica.
A questo link è disponibile l’elenco dei SIG pubblicato dall’Agcom.

 

OBBLIGO DI RICEZIONE RADIO SUI VEICOLI: LA COMMISSIONE UE EMETTE UN PARERE CIRCOSTANZIATO SULLA MODIFICA DEL CODICE DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE

Con parere circostanziato adottato il 16 dicembre 2025, la Commissione europea ha formulato rilievi critici sul progetto di modifica dell’articolo 98-vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche, notificato dall’Italia ai sensi della direttiva (UE) 2015/1535.
La notifica italiana – come noto – riguarda un intervento normativo volto a estendere l’obbligo di ricezione della radiodiffusione sonora analogica e digitale terrestre (DAB+) a tutti gli apparati installati a bordo dei veicoli nuovi che siano abilitati alla connessione Internet e/o dotati di dispositivi hardware per la riproduzione di contenuti sonori, includendo anche ulteriori categorie di veicoli, come i quadricicli.
L’iniziativa italiana prende le mosse dalla constatazione che, negli ultimi anni, numerosi modelli di autovetture, anche di marchi noti, non includono più un’autoradio tradizionale, ma soltanto sistemi di infotainment collegati via Bluetooth a uno smartphone, che consentono l’ascolto della radio esclusivamente tramite streaming IP su rete dati. In tal modo, pur essendo formalmente rispettata la normativa vigente, viene di fatto eluso l’obbligo di integrazione di un ricevitore DAB+, attualmente previsto solo per i veicoli dotati di autoradio, in contrasto con lo spirito della disciplina europea, finalizzata a promuovere la diffusione della radio digitale terrestre.
Nel proprio parere, la Commissione europea ricostruisce il quadro normativo dell’Unione, ricordando che il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche impone l’obbligo della presenza di un ricevitore radio digitale terrestre esclusivamente per i veicoli della categoria M dotati di autoradio, senza introdurre un obbligo generalizzato di installazione di apparati radio su tutti i veicoli. Al di fuori di tale ambito, il diritto dell’Unione non disciplina gli apparati connessi a Internet o i sistemi di riproduzione sonora non qualificabili come autoradio.
Secondo la Commissione, l’estensione prevista dalla normativa italiana inciderebbe sulla libera scelta delle apparecchiature terminali da parte degli utenti e configurerebbe un requisito relativo al prodotto idoneo a ostacolare la libera circolazione delle merci. La misura impedirebbe infatti l’immissione sul mercato italiano di veicoli legalmente commercializzati in altri Stati membri e comporterebbe costi aggiuntivi per produttori e consumatori.
Pur riconoscendo che la tutela dei consumatori e la promozione dell’accesso ai servizi radiofonici possano costituire obiettivi di interesse generale, la Commissione osserva che la notifica italiana non contiene alcuna analisi dell’adeguatezza e della proporzionalità della misura, né dimostra che tali obiettivi non possano essere perseguiti attraverso strumenti meno restrittivi o mediante le dinamiche di mercato.
Alla luce di tali considerazioni, la Commissione ha adottato un parere circostanziato che, ai sensi della direttiva (UE) 2015/1535, obbliga l’Italia a sospendere l’adozione della norma per sei mesi, fino al 7 aprile 2026, invitando le autorità nazionali a comunicare le misure che intendono adottare per tenere conto delle osservazioni formulate.
La Commissione ha infine ricordato che l’adozione della misura senza adeguamenti alle obiezioni sollevate potrebbe comportare l’avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.
A questo link il testo del parere circostanziato della Commissione europea.

 

L’AGCOM HA EMANATO ATTO DI RICHIAMO SUL RISPETTO DEI PRINCIPI CUI DEVONO ESSERE IMPRONTATE LE TRATTATIVE TRA LE COLLECTING E GLI UTILIZZATORI, AI FINI DEL RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI PREVISTE DAL D.LGS N. 35/2017

Con delibera n. 322/25/CONS del 17 dicembre 2025, pubblicata nel proprio sito il 15 gennaio 2026, l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, ha emanato un atto di richiamo sul rispetto dei principi cui devono essere improntate le trattative tra le collecting (cioè gli organismi di gestione collettiva e le entità di gestione indipendente) e gli utilizzatori (tra i quali rientrano anche le radio e le tv locali) ai fini del rispetto delle disposizioni previste dal decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35, recante, tra l’altro l’attuazione della direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi.
Il testo di tale delibera è disponibile qui.

 

REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 22 E 23 MARZO: DAL 14 GENNAIO E’ IN VIGORE LA PAR CONDICIO

Con un comunicato pubblicato nel proprio sito internet, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ricorda che, con riferimento al referendum costituzionale confermativo relativo al testo della legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026, da mercoledì 14 gennaio 2026 è in vigore la par condicio.
L’Agcom ha inoltre reso noto che nelle prossime settimane verrà approvata la delibera recante il regolamento con le disposizioni attuative per le imprese radiotelevisive private  della legge sulla par condicio (legge 28/2000 e s.m.i.).
A questo link è pubblicato il comunicato Agcom.

 

Share