
(9 gennaio 2026) Come noto, la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto del codice europeo delle comunicazioni elettroniche (direttiva UE 2018/1972) e della direttiva quadro (direttiva 2002/21/CE) ritenendo che il nostro Paese non abbia adottato misure amministrative sufficienti per eliminare le interferenze dannose asseritamente causate dalle emittenti radiofoniche FM italiane negli Stati membri della UE nella banda di frequenza FM (87,5 – 108,00 Mhz). Secondo la Commissione UE le interferenze si estenderebbero in particolare al territorio croato, sloveno, francese (Corsica) e maltese.
L’Italia deve dare risposta nei prossimi giorni alla lettera di costituzione in mora ricevuta lo scorso novembre. Se la risposta non venisse ritenuta soddisfacente, la Commissione UE indicherà, con un parere motivato, le ragioni per cui l’Italia risulterebbe inadempiente e fisserà un nuovo termine per conformarsi. In caso di ulteriore mancato adeguamento, l’Italia potrebbe essere deferita alla Corte di Giustizia Europea. Laddove quest’ultima accerti l’inadempimento e l’Italia continui a non adeguarsi, la Commissione UE potrebbe avviare una seconda procedura chiedendo alla Corte di Giustizia UE l’irrogazione di sanzioni finanziarie a carico dello Stato italiano (che possono consistere in una somma forfettaria e/o in una penalità giornaliera).
In tale contesto l’Ufficio di Gabinetto del MIMIT ha tenuto martedì 30 dicembre u.s. una riunione con Aeranti-Corallo, le altre Associazioni di categoria, la RAI, l’AGCOM e la Fondazione Ugo Bordoni (FUB) finalizzata a recepire il parere delle parti interessate rispetto ad una possibile strategia di mitigazione interferenziale verso gli stati esteri, ovvero a raccogliere le posizioni delle parti sulle possibili azioni per dare soluzione alla problematica.
Nell’ambito di tale riunione il MIMIT, ha reso noto che l’Amministrazione sta studiando più soluzioni per ridurre e eliminare le interferenze. E’ stato, inoltre, evidenziato che eventuali interventi di rottamazione volontaria (ipotizzati dal MIMIT negli scorsi mesi a fronte, peraltro, di modesti indennizzi) non sarebbero una soluzione sufficiente a dare soluzione alla problematica.
A seguito di tale riunione del 30 dicembre u.s. Aeranti-Corallo unitamente a Confindustria Radio Tv, Associazione Radio Frt di Confindustria Radio Tv e ai consorzi delle radio nazionali (che complessivamente rappresentano la quasi totalità dell’emittenza privata locale e nazionale italiana) ha inoltrato al MIMIT la richiesta di conoscere (con dati aggregati e anonimizzati):
a) il numero di impianti FM coinvolti nelle situazioni interferenziali in oggetto (suddivisi tra situazioni interferenziali lamentate rispettivamente da Slovenia, Croazia, Francia e Malta);
b) la dislocazione geografica (siti di emissione) di tali impianti;
c) il numero di situazioni interferenziali che potrebbero trovare soluzione attraverso procedure di compatibilizzazione;
d) se, con riferimento ad ognuno dei citati impianti, sia stata posta in essere dal MIMIT una specifica analisi legale circa la legittimità delle doglianze dello Stato estero confinante.
In mancanza di tali informazioni (che il MIMIT ad oggi non ha reso note) risulta, infatti, estremamente difficile effettuare una valutazione dettagliata della problematica.
La situazione che si sta delineando costituisce motivo di grande preoccupazione per il settore in quanto non è certamente ipotizzabile la chiusura o la drastica riduzione delle coperture di centinaia di impianti radiofonici (il MIMIT nell’incontro del 30 dicembre u.s. ha fatto riferimento a circa 2000 impianti coinvolti nella problematica, anche se le situazioni interferenziali lamentate dagli stati esteri confinanti sembrerebbero essere un numero decisamente inferiore). Aeranti-Corallo ritiene che, al contrario, lo Stato Italiano debba tutelare tutti gli impianti di radiodiffusione sonora operanti in virtù di concessioni ministeriali rilasciate in base alle disposizioni di legge vigenti nel nostro Paese, con le caratteristiche tecniche-operative regolarmente assentite. E’ evidente, infatti, la responsabilità dello Stato Italiano sulla problematica, considerato anche che a fronte delle concessioni rilasciate sta riscuotendo annualmente, da oltre trenta anni i relativi canoni e le relative tasse di concessione governativa.
In tale contesto Aeranti-Corallo ritiene che debba essere avviato un tavolo presso il MIMIT al fine di affrontare gli aspetti tecnici della problematica e che, in ogni caso, vada disattesa qualsiasi ipotesi di intervento legislativo e/o regolamentare finalizzata alla disattivazione di impianti FM e alla introduzione di una pianificazione FM (sostitutiva dell’attuale assetto radioelettrico).
Il Comitato Esecutivo di Aeranti-Corallo sta frattanto esaminando tutte le possibili iniziative associative per la tutela del comparto radiofonico attraverso una ampia sensibilizzazione del mondo politico e istituzionale. (FC)

