La radio e la tv nell’Italia rappresentata dal 59° Rapporto Censis

 

(5 dicembre 2024) Il 59° Rapporto Censis, intitolato suggestivamente L’Italia nell’età selvaggia, si configura come una profonda analisi dello stato della società italiana proiettata al 2025.

Il Rapporto documenta la capacità italiana di resistere, adattarsi e affrontare le crisi in corso, benché permangano difficoltà strutturali e si sia manifestata una perdita di slancio nei processi di crescita.

L’audiovisivo e gli altri media

Nel contesto di questa trasformazione sociale e tecnologica, il settore dei media audiovisivi tradizionali in Italia mostra una notevole capacità di tenuta. La televisione mantiene saldamente la sua posizione di primo piano, attestandosi come la “regina” dei media con ben il 94,1% di utenti tra la popolazione italiana.

Parallelamente, anche la radio continua a godere di un ampio seguito, raggiungendo il 79,1% di utenti.

Questi numeri evidenziano come, nonostante la prepotente affermazione delle piattaforme digitali, i mezzi di comunicazione storici rimangano pilastri fondamentali nel consumo mediatico degli italiani.

Osservando il panorama mediatico complessivo, il Rapporto Censis fotografa il successo inarrestabile dei nuovi media e l’accelerazione della digitalizzazione. L’utilizzo di Internet è ormai una pratica consolidata per il 90,1% degli italiani, mentre l’uso dello smartphone è quasi altrettanto diffuso, riguardando l’89,3% della popolazione. I social network sono utilizzati dall’86,1% degli italiani.

Tra questi, le piattaforme più centrate sull’immagine, come Instagram (78,1%), YouTube (77,6%) e TikTok (64,2%), si sono consolidate come i tre poli principali. Tale immersione nel digitale si traduce in un tempo di utilizzo significativo: nel 2025, il 46,1% degli italiani tra i 16 e i 64 anni trascorre oltre quattro ore al giorno su dispositivi digitali per scopi non lavorativi.

Questa intensità di consumo digitale è percepita con criticità: il 77,6% degli italiani ritiene che i media digitali siano stati concepiti per ridurre l’attenzione e creare dipendenza.

Parallelamente all’ascesa del digitale, si registra il marcato declino della stampa tradizionale: i quotidiani cartacei venduti in edicola hanno toccato il minimo storico nel 2024, con appena il 21,7% di lettori, segnando un calo del 45,3% dal 2007.

Nonostante l’egemonia dei nuovi strumenti, il telegiornale televisivo rimane la fonte di informazione più seguita in generale (47,7%).  Tuttavia, le abitudini informative sono in rapida mutazione, specialmente tra le nuove generazioni, dove le nuove fonti come YouTube (22,8%) e i motori di ricerca (24,1%) superano i telegiornali (la cui utenza giovanile è scesa al 22,5% nel 2024).

Infine, il contesto digitale è sempre più influenzato dal fenomeno dei deepfake, dichiarati visti da oltre il 60,5% degli italiani, un elemento che ha portato il 44,9% a fidarsi meno dei contenuti online in generale.

Ulteriori dettagli relativi al 59° Rapporto Censis 2025 sulla situazione sociale del Paese sono disponibili a questo link: https://www.censis.it/rapporto/rapporto-2025/   (AR)

 

Vedi anche:

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