
(24 novembre 2025) La percezione del pubblico che ha 65 anni o più come un’utenza passiva, “tagliata fuori” dal panorama digitale e dalle dinamiche più interessanti di consumo, è ormai del tutto fuori luogo e, possiamo affermarlo sulla base delle ricerche, persino dannosa.
Lo dicono dati recenti, in particolare relativi alla fascia 65-74 anni, in Italia, che dimostrano come questa generazione sia diventata, a tutti gli effetti, un pubblico ‘premium’, prezioso per i broadcaster.
Dinamiche italiane
Nel nostro Paese il panorama socio-anagrafico va evolvendo rapidamente, stanti i dati raccolti e analizzati da Ipsos per Auditel. Se da un lato sono diminuiti i nuclei familiari con minori, le famiglie composte da soli over 65 sono in aumento e rappresentano oggi il 27% dei nuclei familiari totali (6,6 milioni); ciò fa di questi la categoria più numerosa.
Questa fascia adulta/anziana presenta delle abitudini di consumo, un’attitudine al cambiamento e un approccio al mondo digitale che sono, ormai, del tutto analoghi a quelli del resto della popolazione giovane e adulta.
Tale generazione, dice la ricerca, non è affatto analogica: il 92% dei 65-74enni è connesso a Internet e la metà di loro fruisce abitualmente anche contenuti in streaming.
La televisione agisce da grande traino per la digitalizzazione italiana; le sole Smart Tv superano i 23 milioni, un numero più che raddoppiato (+131%) in soli cinque anni, e gli over 65 sono tra i principali motori di questa spinta evolutiva, tanto quanto i più giovani.
A livello di dotazioni domestiche, la fascia 65-74 anni è allineata, o solo leggermente inferiore, alla media nazionale per numero di schermi, con una media di 1,8 televisori e 3,2 “secondi schermi” (smartphone, tablet, PC) per famiglia.
L’adozione dei contenuti on demand è un segnale chiave: la fruizione di piattaforme streaming tra i 65-74enni è quasi raddoppiata in cinque anni (passando dal 14% al 26%), mentre l’uso delle piattaforme BVoD (Broadcast Video on Demand) è triplicato (dal 5% al 14%). Questo conferma un crescente “appetito” per i contenuti a richiesta, non lineari, e sottolinea il ruolo trainante di TV smartphone in questa transizione.
Questa fascia di età, avendo più tempo a disposizione e una maggiore capacità di spesa, viene considerata con grande interesse dalle aziende, che si sono già accorte quanto il tradizionale target ritenuto “commerciale” dei 15-64enni non abbia più senso, né statistico né economico.
Conferme dall’estero
A complemento dei dati italiani, un analogo studio condotto sul pubblico di età avanzata nel Regno Unito da Ofcom (l’autorità delle comunicazioni britannica) e intitolato “Adults’ Media Use and Attitudes Report”, offre ulteriori spunti, particolarmente interessanti, sulle abitudini e le capacità di media literacy (alfabetizzazione mediatica) di questo target.
Nonostante una maggiore probabilità di esclusione digitale (il 21% degli over 65 in UK non ha un accesso a Internet in casa), coloro che sono online manifestano sorprendenti capacità critiche e competenze digitali in aree specifiche.
Ad esempio, gli over 65 si dimostrano la fascia di età più abile nell’identificare le sponsorizzazioni sui social media (86%) piuttosto che nel riconoscere i link sponsorizzati nei motori di ricerca (59%).
Gli over 65 sono risultati nettamente più consapevoli rispetto ai giovani tra i 16 e i 24 anni. Sebbene essi tendano a sentirsi meno sicuri nelle loro capacità digitali, la loro abilità pratica è spesso maggiore rispetto a tale percezione.
Per contro, le abitudini di navigazione mostrano una preferenza per la familiarità con i siti già visitati: gli over 65 sono la fascia più propensa a limitarsi ad utilizzare siti web precedentemente consultati (36%) e non manifestano particolare inclinazione ad esplorare nuove app e servizi.
Per quanto riguarda l’interazione, tre quarti degli over 65 utilizzano i social media (75%), ma tendono ad esserne fruitori passivi, limitandosi a leggere i contenuti e, raramente, a mettere like o a postare contenuti (lo fa solo il 35%).
Per coloro che utilizzano i social media, Facebook si conferma il canale dominante, spesso l’unico utilizzato (il 34% lo usa in via esclusiva). Infine, un dato rilevante per gli editori broadcast è la persistente centralità del televisore tradizionale domestico per questo target.
Sebbene lo smartphone sia diventato un dispositivo “irrinunciabile” per la popolazione generale, gli over 65 sono ancora i più propensi a dichiarare che sentirebbero molto la mancanza del loro apparecchio televisivo se venisse rimosso (49%), rispetto al 17% che sentirebbe la mancanza del proprio telefono portatile. (AR)
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