
(19 novembre 2025) Il Segretariato del Gruppo per la Politica dello Spettro Radio (RSPG) della Commissione Europea ha pubblicato, lo scorso 12 novembre 2025, il rapporto intitolato “Assessment of future usage of the frequency band 470-694 MHz within the EU” (RSPG25-033 FINAL), ovvero “Valutazione del futuro utilizzo della banda di frequenza 470-694 MHz all’interno dell’UE”.
Tale rapporto è liberamente disponibile, in lingua inglese, al seguente link: https://radio-spectrum-policy-group.ec.europa.eu/document/download/1f058f8e-0228-455c-b04e-24519da81c67_en
Ricordiamo che i lavori della WRC-23, la World Radio Conference ITU tenutasi nel 2023 a Dubai, avevano confermato l’uso da parte dei broadcaster della banda UHF che include le frequenze comprese tra i 470 MHz e i 694 MHz per le trasmissioni televisive (uso esclusivo, ad eccezione dell’intervallo 608-614 MHz, dove era già previsto un utilizzo secondario da parte della radioastronomia); una situazione oggetto di rivalutazione nell’ambito della WRC-31 (la Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni 2031).
Il rapporto ora reso noto presenta i risultati del lavoro svolto da RSPG nel periodo 2024-2025 e la cui prima bozza era stata resa disponibile sul sito web dell’RSPG il 23 giugno 2025; la consultazione pubblica su tale bozza si è conclusa il 31 agosto 2025 ed ha interessato cinquanta stakeholder, provenienti da vari settori. Infine, le informazioni raccolte nel rapporto si basano anche sui risultati di un workshop intitolato “The future of the 470-694 MHz band within the EU“, organizzato l’11 aprile 2025 a Bruxelles.
Il rapporto ha concluso che la banda di frequenza 470–694 MHz rimane un patrimonio di valore cruciale per l’Unione Europea, il cui futuro utilizzo è però condizionato da un complesso equilibrio tra le esigenze dei servizi tradizionali, gli obblighi di servizio pubblico e la crescente domanda di comunicazioni mobili e a banda larga. Le conclusioni principali riflettono una profonda divergenza nelle priorità nazionali e una forte richiesta di chiarezza normativa per tutti gli stakeholder interessati.
Una sintesi del documento
La banda in oggetto è attualmente destinata, prevalentemente, alla Televisione Digitale Terrestre Broadcast (DTTB) ed ai servizi PMSE (Produzione di Programmi ed Eventi Speciali).
Gli stakeholder del broadcasting sostengono in modo inequivocabile la necessità di mantenere e continuare a utilizzare la DTTB ben oltre il 2030, anche considerando le molte licenze in svariati paesi già rinnovate fino al 2040. Essi evidenziano che la DTTB è essenziale per adempiere agli obblighi di servizio pubblico, garantendo l’accesso gratuito, universale e anonimo ai contenuti (come notizie e cultura).
La DTTB viene, inoltre, considerata un’infrastruttura critica e resiliente (spesso l’”ultimo rifugio”) per informare i cittadini durante emergenze, crisi e interruzioni di corrente. La copertura DTTB in molti Paesi è universale, superando il 90% della popolazione, ma il tasso di utilizzo effettivo varia drasticamente, dal 3% al 92% a seconda dello Stato membro. Questa disparità rende più complesso un approccio unico a livello UE.
Dal canto proprio, il settore della PMSE ritiene che l’intera banda 470–694 MHz sia insostituibile per le applicazioni audio professionali (microfoni wireless, monitoraggio in-ear). Sottolineano che questa è l’unica banda UHF armonizzata a livello europeo con le caratteristiche di propagazione e bassa latenza richieste per la produzione culturale e gli eventi dal vivo.
La precedente riassegnazione di banda ha già ridotto la capacità disponibile, e l’introduzione di servizi mobili sarebbe vista come una minaccia diretta che ridurrebbe ulteriormente lo spettro PMSE, eliminando gli spazi bianchi cruciali per il coordinamento delle frequenze.
I competitor
Il settore delle comunicazioni mobili e altri servizi, invece, richiedono l’accesso alla banda 470–694 MHz per far fronte alla crescente domanda di dati e per supportare applicazioni critiche.
Gli operatori mobili sostengono l’introduzione della tecnologia mobile nella banda, in particolare intorno ai 600 MHz, per migliorarne l’efficienza, ritenendo le frequenze UHF importanti per estendere la copertura a banda larga nelle aree rurali e per migliorare la penetrazione ‘deep indoor’ (all’interno degli edifici) in modo efficiente in termini di costi ed energia.
I rappresentanti della IMT (International Mobile Telecommunications) suggeriscono che l’allocazione della banda per sviluppare il 5G e il futuro 6G massimizzerebbe il valore di questa risorsa scarsa, specialmente nei paesi con basso utilizzo della stessa a favore della DTTB.
Da notare che, sebbene molte emittenti stiano investendo in modernizzazione (DVB-T2, HEVC e HbbTV) e ci sia chi sta valutando il 5G Broadcast per raggiungere il pubblico in movimento, gli operatori mobili rimangono scettici sulla redditività economica di tale applicazione, anche in ragione della scarsità di dispositivi già abilitati alla sua ricezione.
Anche i servizi di Protezione Civile e della Difesa hanno espresso forti esigenze di spettro aggiuntivo nella banda 470–694 MHz, specialmente per comunicazioni mobili sicure a banda larga. Alcuni Stati membri stanno già considerando l’uso di spazi bianchi DTTB o sotto-bande specifiche per tali impieghi.
Difficoltà tecniche e normative
La coesistenza tra servizi bidirezionali (mobile uplink/downlink) e servizi unidirezionali (broadcasting e PMSE) è tecnicamente complessa e rende complicata un’armonizzazione. Tuttavia, tutti gli stakeholder (emittenti, operatori mobili e PMSE) necessitano urgentemente di chiarezza e prevedibilità normativa oltre il 2030 per giustificare gli investimenti in infrastrutture e innovazione.
Il Gruppo RSPG ha ribadito che un quadro normativo futuro deve essere flessibile e lungimirante, riconoscendo i ruoli essenziali della DTTB e del PMSE, ma al contempo affrontando le esigenze di nuovi usi come la banda larga mobile negli Stati membri che ne hanno bisogno.
La situazione italiana
In Italia, lo ricordiamo, la banda di frequenza 470-694 MHz è principalmente destinata al servizio di radiodiffusione televisiva digitale terrestre (DVB-T/T2), con attribuzione primaria ed esclusiva ai broadcaster televisivi, confermata fino al 2031 dalla WRC-23 dell’ITU e dalle normative UE.
Peraltro, i broadcaster italiani e spagnoli, a Dubai, sono stati autorizzati a continuare ad utilizzare la banda UHF sub-700 ad uso esclusivo, ma anche questo sarà oggetto di rivalutazione nell’ambito della WRC 2031.
Resta il fatto che questa situazione è essenziale per la trasmissione di canali nazionali e locali gratuiti, tali da garantire copertura capillare e continuità di servizio.
Cosa succede adesso
Le decisioni che determineranno il futuro della banda saranno orientate dalla relazione della Commissione Europea (ai sensi dell’Articolo 7 della Decisione (UE) 2017/899) e dalla posizione politica dell’UE per la WRC-31.
I pericoli reali per la Televisione Digitale Terrestre (DTTB) sono molteplici e derivano principalmente dalla pressione esercitata dalla crescente domanda di spettro mobile e dai dati di mercato che registrano un declino nell’utilizzo della Tv tradizionale da parte degli utenti, soprattutto in alcune regioni dell’Unione Europea, con un passaggio costante e significativo dei consumatori dalla televisione lineare al contenuto non lineare (on-demand), ai servizi di streaming e all’IPT
Aeranti-Corallo, come già dichiarato a conclusione dei lavori della WRC-23, non può che ribadire la priorità assoluta del mantenimento della banda UHF 470-694 Megahertz esclusivamente in capo al broadcasting, essendo questo il solo modo per assicurare la piena continuità del servizio televisivo terrestre, che rappresenta una delle principali fonti gratuite di informazione ed intrattenimento. (AR)
Vedi anche:
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