
(11 novembre 2025) TeleRadioFax ha intervistato il sen. Maurizio Gasparri, attualmente Capogruppo di Forza Italia al Senato della Repubblica, già Ministro delle Comunicazioni nel Governo Berlusconi II (sua la legge n. 112/2004 conosciuta anche come “legge Gasparri”, poi trasposta nel Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi). A Maurizio Gasparri, da sempre molto attento alle problematiche dell’emittenza locale, abbiamo formulato alcune domande relative alle questioni di maggiore attualità per il comparto.
L’intervista
TeleRadioFax Con un emendamento, da Lei fortemente sostenuto, approvato durante l’esame in Commissione al Senato della legge di conversione del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, è stato recentemente riportato ai valori dei precedenti anni lo stanziamento dei contributi statali annuali corrisposti dal Mimit alle emittenti televisive e radiofoniche locali, commerciali e comunitarie. Si tratta di contributi molto importanti per garantire il pluralismo informativo sul territorio…
Maurizio Gasparri: Ho sempre dato spazio, sostegno e attenzione alla emittenza locale. Fui io da Ministro, in una stagione ormai lontana, ad aumentare gli stanziamenti per l’emittenza locale, sia televisiva che radiofonica. Poi ovviamente il mondo si è molto trasformato, con piattaforme televisive, con altre realtà e sicuramente i momenti sono stati meno facili. Ma, anno dopo anno, ho sempre cercato di dare la massima attenzione a questa realtà fondamentale per un’offerta informativa completa, attenta al territorio e realmente pluralista e democratica. Continuerò a fare tutto quello che posso.
TRF: In un contesto in cui l’innovazione tecnologica e la convergenza tra le piattaforme sta rivoluzionando radio e televisione, quale ruolo ritiene che potranno avere le emittenti radiofoniche e televisive locali nel nuovo ecosistema multimediale?
M.G.: Il mondo è molto cambiato, ovviamente ci sono tante cose nuove perché l’avvento della rete e delle piattaforme ha moltiplicato il numero di soggetti e l’offerta. Non sempre con una capacità editoriale e una dimensione adeguate. A volte la frammentazione dell’offerta ha danneggiato la professionalità, la competenza e l’affidabilità. Tuttavia, la trasformazione tecnologica è sotto gli occhi di tutti. Le piattaforme verso l’alto, l’uso della rete verso il basso hanno introdotto molte novità, anche se poi all’interno di questa foresta informativa si riescono ad individuare gli alberi o i cespugli che meritano di essere curati con attenzione.
TRF: Con l’assegnazione quasi ultimata dei diritti di uso delle frequenze, l’emittenza radiofonica locale sta ora avviando le trasmissioni in tecnica digitale DAB+. Quali sono, a Suo parere, le prospettive di sviluppo di tale tecnologia da parte del comparto locale?
M.G.: Ovviamente io sono un politico non sono un ingegnere e capisco bene che questa frontiera apre nuove prospettive, moltiplica le possibilità per tutti, ma comporta una necessità di adattamento sia da parte delle emittenti che da parte degli utenti. È, quindi, uno sviluppo inevitabile ed il comparto locale non può sfuggire al progresso tecnologico, ma deve affrontarlo con coraggio e determinazione.
TRF: Nel settore televisivo, il passaggio allo standard DVB-T2/HEVC non è stato ancora completato e le trasmissioni continuano ad avvenire in MPEG-4 tramite tecnologia DVB-T. Questa situazione, oltre a impedire alle emittenti locali di offrire contenuti in alta definizione, in alcune aree del Paese comporta anche notevoli difficoltà nella diffusione di segnali in definizione standard, a causa delle limitazioni derivanti dal riproporzionamento della banda all’interno dei multiplex. Alla luce di tali criticità, quale strategia ritiene debba essere adottata per accelerare il passaggio al DVB-T2?
M.G.: Credo che una corretta interlocuzione tra gli operatori radiofonici e televisivi a tutti i livelli e gli organismi di governo, ma anche dell’Autorità delle comunicazioni, debba facilitare questa transizione. È ovvio che ci sono delle criticità ed aspetti più tecnici che politici. Quindi devono essere affrontate nelle sedi tecniche da persone competenti per garantire i migliori risultati. Se ci sarà bisogno del supporto della politica siamo a disposizione per facilitare un progresso all’insegna del pluralismo e della tutela delle mille voci di qualità. (FC)

