“The Creator Effect”: una guida interessante anche per i radiofonici locali

 

(10 novembre 2025) Lo studio di Audacy, intitolato “The Creator Effect” sostiene che il futuro dell’economia creativa pubblicitaria sarà alimentata, principalmente, dai contenuti sonori. Audacy è una società statunitense specializzata in contenuti audio multi-piattaforma: radiofonia, podcasting, streaming ed eventi live. Con oltre 200 milioni di ascoltatori mensili, Audacy produce centinaia di contenuti relativi a news, sport, musica e intrattenimento

Per un broadcaster radiofonico locale, questo documento non rappresenta tanto un’analisi di mercato, quanto una sorta di manuale per aiutarlo a riflettere e a riscoprire il valore intrinseco della sua connessione con la propria comunità territoriale.

I creator radiofonici, sostiene lo studio, non sono semplicemente intrattenitori, ma risultano essere visti come “guide fidate”, “costruttori di comunità” e “influencer originali”. Molto prima che il termine “creator economy” diventasse di moda, i conduttori radiofonici già costruivano rapporti di fiducia col proprio pubblico e favorivano il senso di appartenenza. Il tutto in un modo che i social media non potranno mai eguagliare.

Il valore della fiducia

Il concetto più importante che i broadcaster locali dovrebbero recepire è che gli ascoltatori si aspettano voci dalle caratteristiche “reali,” non dei flussi sonori patinati. Mentre la presenza sui social media viene percepita spesso come transazionale (retta da una logica di scambio, da un ‘do ut des’) o legata alla ricerca di notorietà personale, la relazione radiofonica, basta sul suono e sulla voce, è totalmente diversa: non uno ‘scroll’ frenetico di contenuti casuali, ma un ascolto intenzionale, ‘scelto’ dall’utente, sulla base di relazioni costruite sulla fiducia.

A livello locale, questa dinamica si amplifica: gli ascoltatori danno valore alla radio proprio per i conduttori locali, a tutti gli effetti dei veri e propri “creator”, soprattutto quando condividono esperienze relative al territorio di appartenenza. Otto ascoltatori di stazioni radiofoniche su dieci si sintonizzano specificamente per ascoltare il loro conduttore preferito, e un terzo degli ascoltatori di musica si sente maggiormente connesso alla propria comunità grazie al proprio conduttore radiofonico locale.

L’autentica connessione deriva da quella sensazione che permette di dire: “loro mi capiscono”. I risultati dello studio dimostrano che gli ascoltatori di radio sono propensi a fidarsi delle raccomandazioni fatte dai loro speaker preferiti.

Dalla connessione alla conversione

Questa fiducia non rappresenta solo un dato emotivo, ma è un motore di conversione pubblicitaria misurabile. Quando i brand si affiancano a voci fidate, beneficiano dell’effetto alone (halo effect). Un messaggio pubblicitario letto dal conduttore viene percepito meno come uno spot e più come un consiglio da un amico, perché gli ascoltatori si fidano del fatto che i conduttori approvino solo brand che si adattano al loro mondo.

Il pubblico è disposto a sostenere i brand che supportano i loro programmi preferiti. Circa il 48% degli ascoltatori è felice di supportare i prodotti raccomandati dal proprio conduttore radiofonico locale.

Un esempio particolarmente rilevante per l’ambito locale è il fenomeno del fandom sportivo. Negli show sportivi locali, i conduttori garantiscono i più elevati livelli di coinvolgimento. I risultati sono tangibili: gli ascoltatori di radio sportive sono quattro volte più propensi ad acquistare da un brand che fa pubblicità sul loro canale preferito.

Strategie pratiche

Per consolidare tale successo, gli editori locali devono adottare strategie che valorizzino nel tempo la genuinità dei loro conduttori. Bisogna tenere conto che le campagne pubblicitarie estemporanee non costruiscono fiducia, dunque le partnership con determinati marchi, programmate a lungo termine, rafforzano l’autenticità e alimentano un ritorno più rilevante.

Poi, bisogna cercare di associare i diversi marchi e i prodotti con ciò che i conduttori hanno veramente a cuore (che sia sport, o moda, o che siano cause sociali); questa coerenza rende autentico l’endorsement da parte del conduttore.

Infine, le pubblicità più efficaci sono quelle che non sembrano tali. Dare ai propri speaker spazi di libertà per modellare i messaggi con la propria voce, specialmente evitando le pedisseque letture in diretta, massimizza il trasferimento di fiducia dal programma all’inserzionista.

In sintesi, sono i cosiddetti “creator sonori” che stanno alimentando l’ondata dell’audio, registrando aumenti misurabili di consapevolezza, considerazione e conversioni, anche a livello pubblicitario. Il successo per un broadcaster locale risiede nell’investire in questa autenticità, sostenere collaborazioni creative e cavalcare l’onda dell’effetto creator per poter offrire agli inserzionisti campagne davvero efficaci.

Per approfondire i risultati e i dati specifici dello studio: https://content.audacyinc.com/l/603681/2025-10-20/88m3n/603681/1760987316JKTJUE2S/Audacy_State_of_Audio___The_Creator_Effect.pdf (AR)

 

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