Generationship 2025: i giovani e l’informazione, il broadcasting e le news locali

 

(24 ottobre 2025) L’Osservatorio GenerationShip 2025 di Changes Unipol, realizzato in collaborazione con Kkienn Connecting People and Companies, nella sua edizione autunnale ci ha offerto una lente di ingrandimento sulle abitudini informative delle nuove generazioni italiane, delineando un panorama di iperconnessione e costante fruizione di contenuti.

La ricerca, che analizza le percezioni e i comportamenti dei giovani tra i 16 e i 35 anni (i cosiddetti Gen Z e Millennials Junior), conferma che i giovani dedicano mediamente più tempo all’informazione rispetto agli adulti (1 ora e 50 minuti al giorno, contro 1 ora e 33 minuti per la popolazione adulta), vivendo in un ambiente informativo continuo e spesso passivo.

Questo scenario è dominato dal digitale, dove l’80% dei giovani si informa online e attraverso i social media (soprattutto Instagram, YouTube, TikTok); in particolare, proprio le piattaforme social rappresentano la principale porta d’accesso alle notizie.

Radio e tv sono competitive

L’indagine evidenzia, al contempo, la persistenza e l’importanza di alcuni canali tradizionali. Nonostante la prevalenza delle fonti digitali, le forme classiche di broadcast mantengono una loro rilevanza. I telegiornali, ad esempio, rimangono una fonte di informazione per ben il 43% dei giovani, affermandosi come una delle fonti più utilizzate, al pari se non superiore a molte piattaforme digitali.

Similmente, la radio continua a rappresentare un canale informativo per un quarto del campione (25%), rimanendo, dunque, un mezzo importante in una dieta informativa complessivamente assai variegata. Sebbene i giovani mostrino un minor interesse per la televisione e la radio rispetto agli adulti, la loro inclusione in un ecosistema informativo frammentato e la consultazione di una miriade di fonti diverse dimostra che i media tradizionali, anche nella loro versione offline, sono protagonisti.

Il locale piace

Un aspetto particolarmente rilevante, emerso dalla ricerca, riguarda l’interesse dei giovani per le informazioni locali. La dieta informativa delle nuove generazioni è complessa: essa privilegia la sfera personale e identitaria (svago, passioni, gestione della vita pratica), ma l’interesse per l’attualità, la cronaca e la politica si attiva selettivamente, in particolare quando questi temi toccano la propria esperienza diretta.


In questo contesto, la cronaca locale mobilita il 43% dei giovani, un dato significativo, soprattutto dal momento che supera l’interesse per la politica italiana (40%).

Questa attenzione non è in contraddizione con l’interesse dei giovani per il mondo: essi cercano un equilibrio tra il vicino e il lontano. Il 47% mantiene uno sguardo ancorato al territorio, mentre il 53% si rivolge al mondo. Ciò riflette come le nuove generazioni abitino simultaneamente tre orizzonti: il personale, il vicino (la quotidianità, il locale) e il lontano (lo sguardo globale).

L’informazione locale, quindi, è cruciale perché tocca il “vicino” e la vita quotidiana, elementi che l’individuo sente il bisogno di comprendere e orientare.

Sintesi e download

In conclusione, sebbene i giovani siano iperconnessi e immersi in un flusso informativo continuo, questo non implica un abbandono totale dei media tradizionali o un disinteresse per ciò che accade nel loro territorio.

Al contrario, l’utilizzo di radio, telegiornali e l’attenzione alla cronaca locale dimostrano che, in un’epoca in cui la sfida cruciale è “capire di chi fidarsi”, i giovani cercano attivamente fonti che possano offrire affidabilità (76%), accuratezza (75%) e autorevolezza (75%), valori che spesso associano, in reazione alla qualità carente dei social, proprio alla stampa e ai media tradizionali.

La ricerca può essere liberamente scaricata da questo link: https://changes.unipol.it/wp-content/uploads/2025/10/Unipol-Generationship-2025-Giovani-e-informazione-20-ottobre.pdf . (AR)

 

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