
(12 settembre 2025) Interessante decisione in Svizzera del Consiglio nazionale, comunemente indicato come la Camera Alta del Parlamento, che martedì 9 settembre, con 124 voti favorevoli, 62 contrari e otto astensioni, ha approvato una mozione per rinviare la dismissione delle trasmissioni radiofoniche in FM, inizialmente prevista entro il 31 dicembre 2026.
Qui il link alla discussione parlamentare.
Questa scelta, ora al vaglio del Consiglio degli Stati, altrimenti detto Camera Bassa, rappresenta un segnale positivo per il settore radiofonico, in particolare per le emittenti private, e riflette una visione pragmatica e attenta alle esigenze degli ascoltatori e degli operatori.
La mozione, sollecitata da un documento prodotto dalla VSP (Verband Schweizer Privatradios), l’associazione delle radio private svizzere, e sostenuta dalla Commissione Trasporti e Telecomunicazioni, chiede la proroga delle attuali licenze FM, anche se, molto probabilmente, sarà indetto un nuovo bando di gara per il periodo post-2026, opponendosi a un passaggio forzato al DAB+.
Dati e ascolti
La decisione della SRG-SSR (l’ente radiofonico pubblico svizzero) di sospendere le trasmissioni FM alla fine del 2024 ha già dimostrato un impatto negativo evidente. Infatti, a seguito dello spegnimento delle trasmissioni FM da parte della SRG-SSR, completato il 31 dicembre 2024, i dati disponibili indicano una perdita significativa di ascoltatori.
Secondo i dati relativi al primo trimestre 2025, rilevati dalla Mediapulse SA (società ufficiale incaricata di tale misurazione ) e citati nel corso del dibattito parlamentare, le emittenti radiofoniche pubbliche hanno tutte subito una riduzione di ascolto, in alcuni casi anche grave.
Tali dati rappresentano una perdita di ascolti del 27% per SRF 3 nella Svizzera tedesca, e una perdita di ascolti nella Svizzera romanda del 19% per La Première, del 46% per Couleur 3 e persino del 49% – quasi la metà – per Espace 2.
L’attuale decisione parlamentare rispecchia le preoccupazioni espresse da Aeranti-Corallo in merito alla situazione italiana, in ordine alla circostanza che una transizione troppo rapida al digitale radiofonico potrebbe comportare.
La proposta di prorogare le trasmissioni almeno fino al 2031, se non oltre, in consultazione con le emittenti private, è – per il mercato radiofonico privato elvetico – certamente un passo nella giusta direzione per garantire una transizione graduale e sostenibile verso il digitale, preservando al contempo la vitalità del settore radiofonico.
Questa decisione rappresenta un esempio positivo di ascolto delle istanze dell’industria radiofonica privata, un settore che continua a svolgere un ruolo cruciale nel garantire un reale pluralismo informativo, oltre che essere un significativo soggetto economico e lavorativo nel comparto dell’intrattenimento e dell’informazione. (AR)
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