
(4 agosto 2025) TeleRadioFax ha intervistato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sulle questioni di maggiore attualità per il comparto dell’emittenza radiofonica e televisiva locale. Ecco cosa ci ha detto.
L’intervista
TeleRadioFax. Su proposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono state ripristinate – con un emendamento in sede di esame in Commissione al Senato della conversione in legge del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95 – le risorse assegnate al Mimit per il sostegno al settore radiotelevisivo, superando così l’interpretazione penalizzante alla Legge di Bilancio 2024 in merito al riparto riservato al Dicastero per le emittenti locali. Una notizia che è stata ben accolta da tutto il settore….
Adolfo Urso: Si tratta di un risultato importante, in pochi giorni, che conferma l’attenzione del Mimit verso l’emittenza locale e il ruolo centrale che essa svolge nel nostro sistema informativo. Interveniamo con risorse proprie del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per correggere un’interpretazione del MEF, relativa alla ripartizione dei fondi previsti in Legge di Bilancio che avrebbe penalizzato il settore. Lo facciamo con un contributo straordinario di 16,5 milioni di euro, destinato a compensare la riduzione subita dal Mimit nella quota del “Fondo per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria”. A questa somma si aggiungono ulteriori 2,5 milioni di euro, recuperati da fondi non utilizzati negli anni precedenti, consentendo così la piena compensazione della riduzione prospettata. Stiamo inoltre già lavorando per garantire continuità al sostegno anche nella prossima Legge di Bilancio. È una scelta politica chiara: difendiamo il pluralismo, la voce dei territori e il valore dell’informazione locale.
TRF: I mutamenti tecnologici e la convergenza tra le piattaforme stanno modificando profondamente il modo di fare televisione e radio. Quale sarà il ruolo delle imprese radiofoniche e televisive locali nei nuovi scenari multimediali?
A.U.: I profondi cambiamenti introdotti dalla trasformazione digitale stanno ridefinendo il modo in cui i contenuti audiovisivi vengono prodotti, distribuiti e fruiti. In questo contesto, le imprese radiofoniche e televisive locali non solo devono adattarsi, ma possono svolgere un ruolo strategico e insostituibile. Il loro punto di forza resta il radicamento territoriale: la capacità di raccontare le comunità, valorizzare le identità locali, dare voce ai territori spesso trascurati dai grandi media nazionali e internazionali. Nei nuovi scenari multimediali, queste imprese possono diventare veri e propri hub di contenuti capaci di coniugare la dimensione locale con le potenzialità offerte dalle piattaforme digitali e dall’interattività. Investire nell’innovazione tecnologica, formare nuove competenze, sviluppare una presenza crossmediale e collaborare in rete con altre realtà del territorio sono azioni fondamentali per affrontare con successo questa transizione. Le emittenti locali hanno l’opportunità di rispondere alla frammentazione del pubblico con un’offerta più personalizzata, autentica e vicina alle esigenze delle persone. La sfida è trasformarsi senza snaturarsi, continuando a essere presidio di pluralismo, prossimità e partecipazione democratica.
TRF: Con l’assegnazione quasi ultimata dei diritti di uso delle frequenze, l’emittenza radiofonica locale può ora avviare le trasmissioni in tecnica digitale DAB+. Quali sono, a Suo parere, le prospettive per lo sviluppo di tale tecnologia?
A.U.: Il Mimit, in particolare la Direzione Generale per il Digitale e le Telecomunicazioni, insieme all’AGCOM, sta svolgendo un lavoro significativo: in uno scenario particolarmente complesso, siamo riusciti a garantire spazio a tutte le emittenti, nazionali e locali, assicurando così la continuità del servizio per i cittadini e, al contempo, un significativo miglioramento della qualità del sistema radiofonico. Mi riferisco in particolare alla stretta cooperazione tra gli uffici messa in campo sulla rete 12, a fronte di proposte avanzate da questo Ministero, AGCOM ha aderito e pianificato nel massimo spirito di collaborazione istituzionale. L’avvio delle trasmissioni in tecnica digitale DAB+ rappresenta un passaggio cruciale per l’evoluzione del sistema radiofonico italiano, in particolare per l’emittenza locale. Si tratta di una transizione tecnologica che consente di migliorare molto la qualità del segnale, l’efficienza dello spettro radioelettrico e la possibilità di offrire nuovi servizi multimediali ai cittadini. Le prospettive sono molto positive, a patto che si affronti questo cambiamento con visione strategica e spirito di collaborazione. Il DAB+ consente alle radio locali di competere in un ecosistema sempre più digitale, offrendo contenuti arricchiti, maggiore copertura e stabilità del segnale, nonché la possibilità di integrare informazioni testuali e dati in tempo reale. Non va trascurato un punto essenziale: il DAB+ sarà uno strumento efficace a 360 gradi se garantirà pluralismo, accesso equo alle risorse frequenziali e sostenibilità economica per tutte le realtà, anche le più piccole. È quindi importante accompagnare questo percorso con una visione che valorizzi il ruolo delle radio locali come attori centrali nella comunicazione di prossimità: ecco il motivo per il quale questo Ministero è intervenuto in questi giorni sul tema dello stanziamento per i contributi a favore delle radio e le tv locali.
TRF: Sul fronte televisivo, non è stato ancora effettuato il passaggio al DVBT-2/HEVC e, pertanto, le trasmissioni televisive stanno ancora avvenendo in MPEG-4 con tecnologia DVB-T. Tale situazione non consente, tuttavia, alle tv locali le trasmissioni in alta definizione e, in alcune regioni, a causa del meccanismo del riproporzionamento della banda nell’ambito del multiplex, una diffusione con buona qualità del segnale in definizione standard. Quale tempistica è prevista per il passaggio dell’intero sistema televisivo alle trasmissioni DVB-T2/HEVC?
A.U.: Il passaggio al nuovo standard DVB-T2/HEVC rappresenta un’evoluzione tecnologica necessaria per aumentare l’efficienza spettrale, migliorare la qualità audiovisiva – anche in alta definizione – e garantire una gestione più razionale delle risorse di rete, soprattutto nei multiplex locali.
Tuttavia, la transizione deve avvenire in modo ordinato, inclusivo e sostenibile. Per questo motivo, il Mimit, d’intesa con l’Autorità, e con il supporto tecnico della Fondazione Ugo Bordoni, ha adottato un approccio basato su un monitoraggio costante del parco ricevitori e delle condizioni operative delle emittenti, al fine di individuare il momento più adatto per l’attivazione del nuovo standard senza generare criticità per i cittadini né discontinuità per il sistema radiotelevisivo. Parallelamente, sono in cantiere misure concrete di incentivazione all’acquisto di decoder compatibili con lo standard DVB-T2, così come decoder satellitari, per favorire l’adeguamento tecnologico delle famiglie.
Si tratta di interventi pubblici che mirano a garantire un passaggio inclusivo, anche grazie a iniziative di comunicazione istituzionale, assistenza agli utenti e strumenti di sostegno economico, come il voucher decoder. L’obiettivo è un passaggio progressivo, fluido e coordinato, in grado di garantire benefici in termini di qualità del servizio e continuità di accesso ai contenuti televisivi per tutti i cittadini, e al contempo di tutelare le esigenze operative delle emittenti, in particolare quelle locali. (FC)
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