TeleRadiofax n. 12/2025 – 20 giugno 2025

 

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Sommario

Laura Aria, Commissario Agcom, su ridestinazione rete televisiva n. 12, piano DAB, trasmissioni televisive in Dvb-T2
Soddisfazione di Aeranti-Corallo per la pubblicazione della delibera n. 145/25/CONS dell’Agcom, con cui viene effettuata la pianificazione integrativa DAB+ nei 5 bacini in cui erano previsti i beauty contest
In discussione al Senato il disegno di legge per l’istituzione della banca dati unica degli artisti interpreti ed esecutori (AIE) e della banca dati unica dei fonogrammi
Il Mimit ha aggiornato gli elenchi delle numerazioni LCN per le 18 aree tecniche del Pnaf tv
Disegno di legge AS.1184: proposto emendamento che prevede l’obbligo di dotare tutti i veicoli di ricevitore radio per trasmissioni in formato analogico e in formato digitale DAB+
L’Agcom ha effettuato la valutazione della rappresentatività delle collecting (OGC e EGI) per i diritti d’autore e i diritti connessi per l’anno 2024. Si tratta della prima valutazione in materia 

 

Laura Aria, Commissario Agcom, su ridestinazione rete televisiva n. 12, piano DAB, trasmissioni televisive in Dvb-T2

Laura Aria è Commissario Agcom dal 2020. E’ stata, tra l’altro, direttore della Dgscer del Ministero delle Comunicazioni e, quindi, in Agcom, Direttore del Dipartimento Vigilanza e Controllo, Direttore della Direzione contenuti audiovisivi e multimediali, Direttore del Servizio comunicazione politica e risoluzione dei conflitti di interesse, Direttore della Direzione Servizi Media, Segretario Generale ad interim, Direttore del Servizio giuridico, Vice Segretario generale. A lei abbiamo chiesto un intervento sulle questioni di attuale maggiore interesse per il comparto radiofonico e televisivo locale: la ridestinazione al DAB delle frequenze già pianificate per la rete televisiva nazionale n. 12; il piano di assegnazione delle frequenze Dab; il passaggio della televisione digitale terrestre allo standard Dvb-T2. Ecco cosa ci ha detto.

TeleRadioFax. Con la delibera n. 145/25/CONS, l’Agcom ha completato la prima fase del procedimento per la ridestinazione al DAB delle frequenze già pianificate per la rete nazionale televisiva n. 12. Quali obiettivi si è posta l’Autorità con l’emanazione di questa delibera?

Laura Aria: L’Autorità, nel ridestinare le frequenze precedentemente pianificate per la rete nazionale televisiva n. 12 (Mux 12) a favore del DAB, ha perseguito, innanzitutto, l’obiettivo di garantire un uso effettivo, pluralistico ed efficiente dello spettro radio, come indicato dal Codice delle comunicazioni elettroniche e dal TUSMA.
È sulla base di questi principi ed alla luce di una specifica richiesta del MIMIT che si è ritenuto opportuno rimediare a un deficit di frequenze del comparto della radio digitale terrestre riutilizzando frequenze già pianificate per la televisione, ma non utilizzate. In particolare, con il provvedimento in questione l’Autorità ha pianificato, al momento, solo le frequenze in banda III VHF strettamente necessarie a soddisfare la domanda di cinque bacini regionali (Puglia, Campania, Toscana, Veneto e Lazio). La delibera n. 145/25/CONS lascia, comunque, spazio a un successivo organico intervento di ripianificazione generale, una volta che sarà finalizzato l’Accordo di coordinamento internazionale adriatico-ionico attualmente ancora in corso. Conclusa la prima fase emergenziale, necessaria per consentire a tutti i consorzi locali richiedenti le frequenze di poter rapidamente operare, l’Autorità individuerà, attraverso ulteriori interventi e previa consultazione del mercato, le misure più idonee per pianificare le rimanenti risorse a disposizione. 

TRF: L’attuale PNAF DAB-T di cui alla delibera n. 286/22/CONS, come da ultimo modificata dalla delibera n. 145/25/CONS, è definito “provvisorio”. Quando verrà fatto il piano definitivo?

L.A.: Il DAB in Italia è ancora da considerarsi in una fase di avvio, con i suoi necessari tempi tecnici e di mercato. Il settore, come ha messo in luce la recente indagine conoscitiva sullo sviluppo della radio digitale approvata con delibera n. 44/25/CONS, non ha ancora raggiunto una piena maturità operativa né una diffusione sufficiente, soprattutto nel comparto locale, il cui sviluppo appare disomogeneo rispetto al panorama nazionale, con molti bacini ancora privi dei diritti d’uso per le nuove reti pianificate. I dati esaminati mostrano che la completa transizione dall’FM al digitale non appare imminente. La coesistenza tra FM, DAB+ e altre piattaforme, come quelle basate su IP, sarà pertanto necessaria per un periodo ancora lungo.
In questa fase, sono dell’avviso che vada privilegiato un approccio graduale e pragmatico che tenga conto dell’attuale fase di assestamento del mercato e della auspicata definizione del quadro di coordinamento internazionale, con particolare riferimento al tavolo adriatico-ionico.
Da questo punto di vista, il PNAF-DAB deve necessariamente seguire un percorso caratterizzato da adeguamenti progressivi, con un piano di interventi articolato in un periodo di tempo adeguato a rispondere in maniera efficace alle principali esigenze del mercato e degli operatori. Penso per esempio al recente intervento dell’Autorità di cui abbiamo detto poc’anzi per far fronte alla carenza di risorse spettrali per le reti locali di radiodiffusione. In quest’ottica, a fronte di un’emergenza manifestata dal mercato, l’adozione della delibera n. 145/25/CONS ha permesso di incrementare il numero di reti locali DAB pianificate.
Nella prospettiva che ho descritto, ritengo che i piani di assegnazione delle frequenze, per loro stessa natura, non possono mai essere considerati definitivi e immutabili e, pur dovendo assicurare la necessaria prevedibilità regolamentare per dare certezze agli operatori ed al mercato, sono soggetti ad assestamenti progressivi in funzione dei mutamenti di scenario.
Ciò è tanto più vero per la radio digitale che per molti anni ha dovuto operare in sincronia con la transizione analogico-digitale delle frequenze televisive.

TRF: Il PNAF televisivo, di cui alla delibera Agcom n. 39/19/CONS, come da ultimo modificato dalla delibera Agcom n. 43/22/CONS, era stato realizzato con una pianificazione in standard DVB-T2. A oggi, tuttavia, quasi tutte le trasmissioni televisive italiane (ad eccezione di un mux Rai) vengono effettuate con il vecchio DVB-T. Ciò, oltre a non ottimizzare l’impiego di una risorsa definita “scarsa” come quella dello spettro radioelettrico, comporta per le tv locali una serie di disagi, tra cui quello di dover trasmettere con una qualità significativamente inferiore a quella che si otterrebbe in DVB-T2. Cosa può fare l’Agcom al riguardo?

L.A.: Va evidenziato innanzitutto che l’Autorità è stata incaricata dal Legislatore di adottare il PNAF sul presupposto dell’utilizzo della tecnologia DVB-T2. Il compito dell’Autorità, pertanto, è stato quello di pianificare le frequenze ai fini della transizione al DVB-T2. Osservo, al riguardo, che l’esecuzione del timing del definitivo passaggio dal sistema DVB-T a quello DVB-T2 è stato invece affidato all’esclusiva competenza del Ministero del Made in Italy, soggetto incaricato di dettagliare la road map per lo switch off. Sicuramente l’Autorità non può che essere favorevole ad una transizione al DVB-T2 perché è consapevole dei miglioramenti che questa tecnologia può apportare in termini di uso efficiente e innovativo dello spettro, sia per le emittenti nazionali che per quelle locali.
Per garantire una transizione efficace al DVB-T2, è però essenziale promuovere la diffusione di dispositivi compatibili e sensibilizzare l’utenza sull’importanza dell’adeguamento tecnologico. Tuttavia, non posso fare a meno di notare che questo processo si inserisce in un contesto mediatico più ampio ed in rapida trasformazione, dove la fruizione dei contenuti televisivi si sta spostando sempre più verso le piattaforme di streaming. Negli ultimi anni, infatti, lo streaming ha rivoluzionato le abitudini di consumo degli utenti, offrendo contenuti on demand, personalizzazione e accessibilità da qualsiasi dispositivo connesso a Internet.
Voglio dire, in altri termini, che il futuro della televisione, grazie anche alla enorme diffusione degli Smart-TV, sarà sempre più ibrido: una combinazione di trasmissione tradizionale e distribuzione via Internet, dove la qualità, l’accessibilità e la libertà di scelta dell’utente saranno al centro dell’esperienza.
Tra l’altro, segnalo che Agcom ha recentemente avviato, con delibera n. 138/25/CONS del 3 giugno scorso, un’indagine conoscitiva sull’utilizzo dello standard Hybrid Broadcast Broadband Tv (HbbTV) per la fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici tramite piattaforma digitale televisiva terrestre, a dimostrazione che l’Autorità è sempre attenta allo sviluppo armonioso del sistema televisivo e delle sue evoluzioni tecnologiche.

 

SODDISFAZIONE DI AERANTI-CORALLO PER LA PUBBLICAZIONE DELLA DELIBERA N. 145/25/CONS DELL’AGCOM, CON CUI VIENE EFFETTUATA LA PIANIFICAZIONE INTEGRATIVA DAB+ NEI 5 BACINI IN CUI ERANO PREVISTI I BEAUTY CONTEST 

Aeranti-Corallo esprime soddisfazione per la pubblicazione della delibera Agcom n 145/25/CONS del 27 maggio 2025, avvenuta il successivo 10 giugno.
Con tale delibera, l’Agcom ha pianificato le frequenze strettamente necessarie a evitare i beauty contest nei bacini (Veneto, Toscana, Lazio, Campania e Puglia) dove il numero di manifestazioni di interesse relative agli stessi pervenute nel 2024 alla DGTEL del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato superiore rispetto al numero di reti pianificate originariamente dalla delibera Agcom n. 286/22/CONS.
Aeranti-Corallo evidenzia che è stata pienamente accolta la richiesta dell’associazione, nell’ambito della consultazione pubblica di cui alla delibera n. 54/25/CONS, di limitare la pianificazione alle frequenze strettamente necessarie a evitare i beauty contest nei cinque bacini regionali dove le richieste erano state superiori rispetto alla disponibilità frequenziale.
Aeranti-Corallo auspica ora che, nella successiva fase, le ulteriori frequenze aggiuntive vengano considerate, una volta finalizzato l’accordo di coordinamento adriatico-ionico, ai fini di una pianificazione definitiva, per  migliorare significativamente la compatibilità interferenziale tra i diversi bacini, prevedendo un riuso a distanze meno ravvicinate.
Inoltre è auspicabile che tali frequenze vengano pianificate per favorire la realizzazione di reti tecnicamente competitive per capacità di copertura e intensità di segnale, anche attraverso un minore numero di impianti, nonché per consentire la possibilità di differenziare il segnale – cosiddetto “splittaggio” – tra diverse zone di uno stesso bacino di utenza.
A questo link è pubblicata la delibera Agcom n. 145/25/CONS e i relativi allegati (blocchi DAB pianificati e PDV nazionali ed esteri).

 

IN DISCUSSIONE AL SENATO IL DISEGNO DI LEGGE PER L’ISTITUZIONE DELLA BANCA DATI UNICA DEGLI ARTISTI INTERPRETI ED ESECUTORI (AIE) E DELLA BANCA DATI UNICA DEI FONOGRAMMI

Prosegue l’esame presso la Commissione VII del Senato (Cultura) del disegno di legge AS.1190 di iniziativa del senatore Roberto Marti (Lega) per l’istituzione della banca dati unica audiovisiva degli artisti interpreti ed esecutori (AIE) e della banca dati unica dei fonogrammi.
Come si legge nella relazione illustrativa di tale provvedimento, lo stesso, per il tramite della costituzione della banca dati unica audiovisiva degli AIE e della banca dati unica dei fonogrammi, mirerebbe a razionalizzare il sistema di gestione, incasso e ripartizione dei compensi dovuti per legge agli AIE al fine di semplificare e ottimizzare l’attività svolta dalle società di gestione collettiva del diritto connesso al diritto d’autore (c.d. collecting).
Il disegno di legge prevede che il Ministro della cultura, con proprio decreto, istituisca due banche dati: una per l’audiovisivo e una per i fonogrammi, onde poter con certezza ed agevolmente individuare gli effettivi aventi diritto al compenso e i relativi intermediari di ciascun artista e così rendere più semplice e chiara la corresponsione della quota del diritto connesso superando anche le difficoltà relative alla qualifica del ruolo degli artisti.
Aeranti-Corallo vede con favore tale provvedimento che, se approvato, semplificherebbe e renderebbe più chiara e trasparente la gestione dei complessi adempimenti posti a carico degli utilizzatori, tra cui vi sono le emittenti radiofoniche e televisive locali.

 

IL MIMIT HA AGGIORNATO GLI ELENCHI DELLE NUMERAZIONI LCN PER LE 18 AREE TECNICHE DEL PNAF TV

A seguito di compravendite effettuate dopo il rilascio delle numerazioni LCN, di attribuzione di nuove autorizzazioni FSMA e relative numerazioni LCN, nonché delle attribuzioni dei numeri LCN ai consorzi/intese, la DGTEL del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato l’aggiornamento al 9 giugno 2025 degli elenchi LCN di tutte le 18 aree tecniche del PNAF TV.
A questo link è pubblicata la pagina del sito di Aeranti-Corallo dove sono disponibili tutti i suddetti elenchi.

 

DISEGNO DI LEGGE AS.1184: PROPOSTO EMENDAMENTO CHE PREVEDE L’OBBLIGO DI DOTARE TUTTI I VEICOLI DI RICEVITORE RADIO PER TRASMISSIONI IN FORMATO
ANALOGICO E IN FORMATO DIGITALE TERRESTRE DAB+

Come noto, negli ultimi tempi, alcuni recenti modelli di auto, anche di grandi marchi, non includono più un’autoradio tradizionale. Al suo posto offrono un sistema di infotainment collegato via bluetooth a uno smartphone, che sfrutta la connessione a banda larga per ascoltare la radio in streaming (IP). Tutto ciò ha portato l’Agcom, nelle scorse settimane, a effettuare una segnalazione al Governo che evidenzia come tale soluzione aggiri di fatto, la normativa vigente, che prevede l’obbligo di integrare un ricevitore DAB+ solo nei veicoli dotati di autoradio. Pertanto, i veicoli sprovvisti di autoradio sfuggono all’obbligo, pur rispettando formalmente la legge, contraddicendone però lo spirito originario, cioè diffondere l’uso del DAB+ e favorire la transizione alla radiofonia digitale terrestre. In relazione a ciò, l’Agcom ha sollecitato, quindi, una revisione normativa, con l’obiettivo di dotare di autoradio in grado di ricevere le trasmissioni sonore  in FM, DAB+ e AM, anche le moderne autovetture che presentano sistemi di infotainment connessi tramite banda larga, al fine di garantire un accesso diffuso e continuo ai servizi di radiodiffusione sonora su tutto il territorio nazionale. Ora, un emendamento al disegno di legge AS.1184 “Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese”, in discussione alla 1° Commissione del Senato (Affari costituzionali) a firma dei senatori Marti, Pirovano, Spelgatti e Tosato (Lega) mira a risolvere tale problematica, definendo l’obbligo per autovetture e furgoni (categorie M e N), quadricicli leggeri e pesanti (categorie L6e e L7e), che possono collegarsi a internet e/o che possono riprodurre suoni (cioè hanno casse audio e software per riprodurre musica, voce, ecc.), di poter ricevere anche la radio, sia in formato analogico che in formato digitale terrestre DAB+. Nell’emendamento viene anche previsto che fabbricanti, assemblatori, sviluppatori e importatori debbano assicurarsi che gli utenti possano facilmente cambiare le impostazioni dei dispositivi,  nonché garantire che la ricezione della radio digitale continui a funzionare anche dopo eventuali aggiornamenti software o firmware.

 

L’AGCOM HA EFFETTUATO LA VALUTAZIONE DELLA RAPPRESENTATIVITA’ DELLE COLLECTING (OGC E EGI) PER I DIRITTI D’AUTORE E I DIRITTI CONNESSI PER L’ANNO 2024. SI TRATTA DELLA PRIMA VALUTAZIONE IN MATERIA

Con la delibera n. 142/25/CONS del 27 maggio, pubblicata nel proprio sito il 13 giugno 2025, l’Agcom ha effettuato la valutazione della rappresentatività degli organismi di gestione collettiva (OGC) e delle entità di gestione indipendenti (EGI) per l’anno 2024 ai sensi dell’art. 8 dell’allegato A e dell’allegato B alla delibera n. 95/24/CONS.
Tale valutazione è la prima che viene effettuata in materia dall’Agcom.
Nelle premesse di tale delibera n. 142/25/CONS si legge che, alla luce di quanto introdotto dalla delibera n. 95/24/CONS:
– tale valutazione della rappresentatività degli organismi di gestione collettiva è stata effettuata sulla base della media annua dei compensi incassati per la tipologia di diritto rilevante negli ultimi tre anni di attività;
– tale valutazione trova attuazione esclusivamente per l’anno 2024 (in quanto prima attuazione della valutazione stessa);
– a partire dall’anno 2025 la rappresentatività delle collecting (OGC e EGI) verrà determinata sulla base dell’effettivo utilizzo delle opere da parte degli utilizzatori, secondo le modalità riportate nell’Allegato B (Allegato tecnico) alla delibera n. 95/24/CONS;
– i dati di rappresentatività oggetto del provvedimento in esame sono degli indicatori tesi a fornire un orientamento generale sui complessivi rapporti di forza tra le diverse collecting (OGC e EGI) che intermediano gli stessi diritti per le medesime categorie di titolari.
Gli organismi di gestione collettiva maggiormente rappresentativi, con riferimento all’anno 2024, sono quelli riportati nell’allegato A alla citata delibera Agcom n. 142/25/CONS.
Lo stesso riporta, in forma tabellare, la rappresentatività in percentuale degli organismi di gestione collettiva suddivisi per categorie di titolari dei diritti, suddivisi per:
– Autori di opere musicali;
– Autori di opere cinematografiche e assimilate;
– AIE (artisti interpreti ed esecutori) di opere musicali;
– AIE (artisti interpreti ed esecutori) di opere cinematografiche e assimilate;
– Produttori fonografici.
Il contenuto del provvedimento in oggetto costituisce un indicatore di massima circa la attuale rappresentatività delle varie collecting (OGC e EGI), utile per una prima valutazione circa la legittimità delle richieste economiche formulate dalle stesse, cui potrà far riferimento anche Aeranti-Corallo al fine degli accordi collettivi con le collecting.
Occorrerà, comunque, attendere i dati del 2025 (che, come detto, si baseranno sull’effettivo utilizzo delle opere) per una valutazione più approfondita.
A questo link è pubblicata la delibera n. 142/25/CONS dell’Agcom

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