CarPlay Ultra, la sfida di Apple alla radiofonia

 

(26 maggio 2025) Apple, negli ultimi anni, ha compiuto un passo decisivo verso la ridefinizione dell’esperienza di guida, e il lancio sul mercato di CarPlay Ultra ne è la prova più recente. Questo sistema operativo, pensato per i cruscotti delle auto, ha segnato una svolta rispetto al passato, trasformando il modo in cui i conducenti interagiscono con i loro veicoli e, soprattutto, con la radio a bordo degli stessi.

La tendenza è stata rilevata negli USA, ma merita sicuramente attenzione, anche in relazione al mercato automotive europeo.

Avere il controllo

CarPlay Ultra ha dimostrato che per Apple non è necessario costruire un’auto propria per avere un ruolo di leadership nell’industria automobilistica. Infatti CarPlay Ultra ha trasformato il semplice mirroring dell’iPhone sugli schermi di infotainment, come avveniva con le versioni precedenti, ora sostituendosi ai software proprietari delle case automobilistiche.

Grazie a tale innovazione, i conducenti possono gestire, per esempio, le mappe dei navigatori, le impostazioni del climatizzatore a bordo e, non certo ultima, la ricezione radiofonica in auto, senza che l’autista debba mai uscire dall’ecosistema Apple.

Tale approccio è stata la risposta di Apple alle mosse di Android Auto che, nel 2024, aveva già permesso agli utenti di accedere direttamente ai programmi radiofonici dalla propria interfaccia, riducendo la dipendenza dai sistemi nativi delle auto.

Una strategia opportunista

Apple ha reso possibile alle case automobilistiche solo un margine limitato di personalizzazione del proprio sistema, permettendo modifiche grafiche, ma mantenendo il controllo sull’esperienza utente complessiva. Compatibile con iPhone 12 e modelli successivi, CarPlay Ultra supporta connessioni cablate e wireless, adattandosi a diverse configurazioni di schermi e input, come pulsanti, manopole e touch.

L’impatto specifico di CarPlay Ultra sulla radio tradizionale è significativo. Sebbene la radiofonia continui a dominare, in seno all’offerta di infotainment in mobilità, con due terzi degli automobilisti statunitensi (ma sono simili o anche più marcati i dati italiani ed europei) che la preferiscono ai servizi di streaming, non c’è dubbio che il panorama vada progressivamente modificandosi.

Segnali contraddittori

Il rapporto “Quu 2025” ha rivelato che solo il 26% dei 100 veicoli più venduti nell’ultimo anno disponeva di un pulsante fisico dedicato alla radio, un dato decisamente in calo rispetto al 36% dell’anno precedente.

Inoltre, sul 74% dei veicoli, all’accensione della vettura risulta che venga ripristinata l’ultima sorgente audio utilizzata, il che significa che, se l’utente aveva ascoltato ascoltare podcast o streaming musicale tramite CarPlay Ultra, la radio si ritrova in secondo piano, a meno che non venga cercata attivamente dal guidatore.

CarPlay Ultra ha fatto il suo debutto, lo scorso 15 maggio, su alcuni modelli Aston Martin, negli Stati Uniti e in Canada, ma Apple ha già assicurato collaborazioni con marchi come Hyundai, Kia, Ford, Audi, Honda, Volvo, Mercedes-Benz e Porsche.

General Motors, invece, ha scelto di privilegiare la propria piattaforma di infotainment, per ora non aprendo alle soluzioni di Apple ed Android. Inoltre, le news ad ora disponibili non riportano un esplicito interesse o disponibilità da parte di molti altri marchi leader europei, quali Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Citroen, Peugeot, Renault o BMW.

In ogni caso, Apple, con una strategia orientata alla monetizzazione di servizi proprietari come Apple Music e Apple Podcast, non è incentivata a promuovere la radio terrestre, gratuita e supportata da pubblicità su cui non può lucrare. In un ambiente digitale sempre più controllato, la visibilità e la facilità di accesso sono diventate cruciali e le tendenze al pieno controllo dei contenuti audiovisivi in auto, da parte delle Big Tech digitali, sono comunque da monitorare. (AR)

[Foto cortesemente fornita da Apple© Newsroom]

 

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