In Belgio il governo fiammingo rinvia lo spegnimento delle trasmissioni radio FM

 

(30 aprile 2025) Il governo delle Fiandre, in Belgio, ha deciso di posticipare lo spegnimento delle trasmissioni radio FM, inizialmente previsto per il 2031, optando per una transizione più graduale verso la radio digitale senza una nuova scadenza definita prima del 2035. 

La decisione tiene conto delle implicazioni economiche e del rischio di esclusione di una parte significativa degli ascoltatori. 

La ministra fiamminga dei media, Cieltje Van Achter, ha sottolineato l’importanza di un passaggio inclusivo al digitale: “Garantiremo che tutti gli ascoltatori siano coinvolti in questa transizione – ha dichiarato -. Piuttosto che un abbandono rapido della FM, puntiamo a una migrazione realistica e ben pianificata verso la radio digitale.” 

Digitale ok, ma con calma

Negli ultimi anni, l’ascolto della radio digitale in Belgio è cresciuto significativamente, passando dal 21% del 2018 al 49% del 2023, grazie soprattutto alla diffusione del DAB+. 

Tuttavia, lo spegnimento delle trasmissioni FM è stato oggetto di dibattito; un precedente piano, proposto dall’ex ministro Benjamin Dalle, prevedeva una graduale dismissione tra il 2028 e il 2031, con uno studio di Brightwolves e dell’Università di Gand che indicava il 1° gennaio 2031 come data realistica. 

La ministra Van Achter ha tuttavia evidenziato i rischi economici emersi dallo stesso studio, stimando un impatto negativo sul mercato pubblicitario fiammingo tra 31 e 62 milioni di euro, oltre al pericolo di marginalizzare parte degli ascoltatori, in particolare quelli  over 65. 

“La radio è un mezzo accessibile e centrale nella vita quotidiana delle Fiandre, con un ascolto medio di tre ore al giorno. Accelerare la transizione al digitale a scapito degli ascoltatori sarebbe una scelta miope”, ha affermato  Van Achter. 

In luogo di una data fissa, il governo adotterà un approccio graduale e settoriale per la riduzione delle frequenze FM, con l’obiettivo di completare la transizione, comunque non prima del 2035. (AR)

 

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