
(9 aprile 2025) Un recente studio condotto da Arcom, l’authority francese per le comunicazioni, pubblicato ad inizio aprile 2025, ha fornito una panoramica dettagliata sull’evoluzione dei consumi e delle dotazioni tecnologiche audio e video tra la popolazione dell’Esagono.
Ricordiamo che le affinità tra il mercato francese e quello italiano, dal punto di vista mediatico, qualitativo e quantitativo, sono molteplici, dunque tale studio offre sicuri motivi di interesse anche per gli operatori radiotelevisivi italiani.
L’indagine Arcom, basata su un campione rappresentativo di individui di età superiore ai 15 anni, con un focus specifico sui possessori di Smart TV e sui consumatori di servizi on demand, mirava ad identificare le dinamiche in atto e i fattori che influenzano l’accesso ai contenuti.
Più Smart TV, ma non per i giovani
Nel panorama della fruizione video, il televisore, sebbene sempre più connesso a Internet, tramite box o Smart TV, si conferma come il principale schermo per i consumatori francesi.
Infatti, l’89% dei nuclei familiari d’Oltralpe è oggi dotato di un televisore, e una significativa quota dell’84% di questi è connessa a internet. Tuttavia, emerge una tendenza al “disimpegno del televisore” da parte dei più giovani (sotto i 35 anni), che prediligono una fruizione più individuale tramite smartphone.
È significativo notare come lo studio Arcom abbia rilevato che, per la prima volta, lo smartphone si affermi come l’apparecchio più diffuso nei nuclei familiari per la fruizione di contenuti video.
Pay in crescita, ma prevale il free to air
Parallelamente, si osserva una “forte penetrazione dei servizi a pagamento nel settore video”: i tre quarti dei francesi hanno accesso ad almeno un’offerta di questo tipo, che include piattaforme di Video on Demand per abbonamento, canali televisivi a pagamento e altre piattaforme.
Il budget mediano allocato a tali servizi si attesta sui 20€ mensili, una cifra considerata globalmente ragionevole dagli utenti.
Le abitudini di consumo rivelano che, nonostante la crescita dei servizi on demand, i canali televisivi gratuiti in diretta rimangono il servizio video più consumato.
Tuttavia, la fruizione regolare di servizi VoD, così come le piattaforme di condivisione video e i social network, impatta significativamente sulla quota di tempo dedicata alla televisione gratuita. In particolare, per la ricerca di film, il servizio verso cui si orienta il maggior numero di persone è la televisione on demand.
Gli utenti di Smart TV mostrano una forte propensione per la tecnologia e sono spesso abbonati a offerte a pagamento. Nonostante una generale soddisfazione per la varietà e la diversità dei contenuti disponibili, una minoranza degli utenti dichiara di conoscere appieno tutti i contenuti offerti dalla propria televisione, tendendo a consolidare routine di consumo limitate.
Domanda di DTT
Interessante notare come lo studio abbia rilevato che gli utilizzatori di Smart TV apprezzerebbero un accesso facilitato ai canali del digitale terrestre (DTT, in francese TNT) tramite un’icona dedicata sulla schermata iniziale.
Mondo sonoro
Per quanto riguarda il consumo audio, lo smartphone si impone come primo supporto di ascolto per i francesi. Questa evoluzione è accompagnata da una significativa quota di popolazione (40%) che accede anche a servizi audio a pagamento, permettendo una fruizione personalizzata e on demand.
L’autoradio rimane il terzo terminale più diffuso e, comunque, il primo dedicato all’ascolto dell’offerta sonora.
La radio in diretta si conferma come il media audio imprescindibile, con il 78% di consumatori che la fruiscono. Oltre alla musica, i contenuti informativi sono particolarmente apprezzati su questo servizio.
Tuttavia, i più giovani (meno di 25 anni) dedicano una parte consistente del loro tempo di ascolto ai contenuti a richiesta, concentrandosi su piattaforme di streaming audio/musicale, video (qui usato per l’ascolto) e social network, risultando i minori consumatori di radio in diretta.
La musica è il genere di contenuto audio più ascoltato, in particolare tra i giovani, seguita dall’informazione, che diventa predominante nella fascia d’età superiore ai 65 anni.
Tirando le somme
In conclusione, lo studio Arcom evidenzia un panorama mediatico in continua evoluzione, caratterizzato da una “coesistenza di schermi e modalità di fruizione”.
Se il televisore connesso a internet mantiene la sua centralità per la visione di contenuti video, lo smartphone assume un ruolo primario sia per il video, tra i giovani, che per l’ascolto audio, trasversalmente alle fasce d’età.
La “crescente adesione a servizi a pagamento, sia audio che video”, sottolinea una disponibilità dei consumatori a investire in contenuti on demand e personalizzati.
Allo stesso tempo, “la televisione lineare e la radio in diretta conservano una solida base di pubblico”, specialmente tra le fasce d’età più avanzate, evidenziando la persistente importanza di un’offerta generalista e di facile accesso.
L’analisi dei comportamenti su Smart TV rivela un’utenza tecnologicamente avanzata e orientata ai servizi di streaming, ma con un interesse latente per una maggiore integrazione dell’offerta televisiva tradizionale.
La sintesi dello studio (in lingua francese) può essere scaricata al seguente link:
Alla stessa pagina, sotto al pdf dello studio, è possibile scaricare anche i dati dettagliati relativi agli apparati tecnologici per la fruizione dei media, i dati quantitativi e i dati qualitativi in forma completa.
Vedi anche:
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