Una radio nel Kit di Emergenza europeo

(01 aprile 2025) Lo scorso 26 marzo, la Commissione Europea, ha lanciato un appello ai cittadini dei suoi Stati membri affinché si preparino a fronteggiare eventuali crisi con un kit di emergenza che garantisca l’autosufficienza per almeno 72 ore.

Questa proposta si inserisce nella più ampia “Preparedness Union Strategy” (Strategia dell’Unione per la Preparazione), un piano che mira a rafforzare la resilienza del continente di fronte a minacce sempre più diversificate. Dalle catastrofi naturali agli incidenti industriali, fino agli attacchi informatici o alle crisi geopolitiche, l’obiettivo è chiaro: in un mondo in cui i rischi si moltiplicano, essere pronti non è più un’opzione, ma una necessità.

Il cuore della strategia risiede nella consapevolezza che le prime 72 ore di una crisi sono decisive. In questo lasso di tempo, i servizi essenziali potrebbero non essere immediatamente disponibili, e i cittadini devono essere in grado di cavarsela da soli.

Hadja Lahbib, Commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, ha sottolineato come la Commissione Europea intenda spingere gli Stati membri a promuovere questa cultura della preparazione, incoraggiando le famiglie a dotarsi di scorte che permettano di affrontare l’isolamento temporaneo da cibo, acqua, cure mediche o energia.

La radio è strumento essenziale

Si parla di provviste di base, come cibo non deperibile e acqua potabile, ma anche di strumenti pratici per gestire l’emergenza, come torce e batterie.  Tra questi, emerge la necessità di includere un radioricevitore, un dispositivo che, sebbene ci sia chi lo intenda come appartenere a un’epoca ormai passata, si rivela attuale e fondamentale, soprattutto in contesti critici.

La scelta di un radioricevitore non è casuale. In situazioni di crisi, le reti di comunicazione moderne, come internet o la telefonia mobile, possono facilmente collassare a causa di blackout, sovraccarichi o attacchi mirati. Pensiamo, ad esempio, a un’interruzione prolungata della corrente elettrica o a un cyberattacco che comprometta le infrastrutture digitali: in questi scenari, restare informati diventa una necessità vitale.  

Un radioricevitore portatile e alimentato a batterie offre una soluzione semplice ed efficace. Permette di ricevere le trasmissioni di emergenza, gli aggiornamenti dalle autorità o le notizie, su scala locale e internazionale, garantendo un collegamento con il mondo esterno anche quando altri canali sono fuori uso. Ricordiamo che in alcuni paesi europei, tra i quali la Francia, le linee guida nazionali già raccomandano di includere una radio portatile nel kit di sopravvivenza.

Le ragioni di questa proposta

Un aspetto da considerare per comprendere questo appello è il crescente interesse europeo per la resilienza civile, emerso negli ultimi anni a seguito di eventi come la guerra in Ucraina e l’aumento delle catastrofi climatiche.

La raccomandazione di Bruxelles si inserisce in un trend più ampio, visibile anche in iniziative nazionali come quella olandese, annunciata all’inizio di marzo 2025 dal Ministro della Giustizia e della Sicurezza David van Weel, che ha sollecitato i cittadini a prepararsi a gestire autonomamente le prime 72 ore di una crisi, potenzialmente anche di natura bellica.

Questo contesto rafforza l’importanza del radioricevitore: in un’Europa che si prepara a scenari di conflitto o a interruzioni su larga scala, la capacità di ricevere informazioni ufficiali senza dipendere da reti elettriche o digitali vulnerabili diventa cruciale. Si deve quindi sottolineare come il dispositivo non sia solo un’opzione pratica, ma anche una forma di risposta diretta a minacce contemporanee che richiedono soluzioni affidabili.

Modelli specifici

La Francia, precedentemente citata, non si limita a consigliare genericamente il possesso di una radio portatile, ma specifica l’utilità dei modelli con alimentazione anche a manovella o solare, in grado di funzionare persino senza batterie esterne.

Dunque il radioricevitore non è inteso come un semplice accessorio, ma è un investimento strategico: la possibilità di ricaricarlo manualmente o con l’energia solare lo rende adatto a situazioni prolungate di blackout, un rischio sempre più concreto con l’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi e delle tensioni geopolitiche.

Inoltre tali dispositivi, spesso dotati di funzioni aggiuntive, come torce o porte USB per caricare i telefoni, amplificano la loro utilità, trasformandoli in strumenti multifunzionali per la sopravvivenza. (AR)

 

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