
(21 marzo 2025) La RadioWeek, organizzata dalla rivista specializzata internazionale RedTech Magazine, ha offerto ai professionisti del settore radiofonico un’opportunità unica per esplorare le dinamiche di un’industria in rapida evoluzione.
Il format è molto interessante e consiste nel proporre ogni giorno, alla stessa ora, un webinar in streaming di circa 60 minuti, durante il quale si confrontano qualificati esperti della radiofonia mondiale, ciascuno in collegamento live dalla propria sede.
Gli incontri, quest’anno, hanno spaziato dall’implementazione del digitale, on air e on demand, alle problematiche della FM, passando per il tema della realizzazione di strutture di produzione e trasmissione moderne, fino all’integrazione dell’intelligenza artificiale. Il programma è stato molto denso e qui potremo solo fare una panoramica degli interventi.
Tuttavia, trovando temi di interesse, si potrà, senza problemi, riascoltare ogni specifico incontro nella sua integralità, poiché tutti gli webinar, in lingua inglese, possono essere liberamente e gratuitamente recuperati on demand, a questo link: https://www.redtech.pro/radioweek-2025
Per chi avesse problemi con la lingua inglese, è certamente preferibile andare sulla pagina YouTube di RedTech, dove è attiva la funzione di sottotitolazione live, eventualmente anche con la possibilità di traduzione in italiano: https://www.youtube.com/@redtechnews-radiodigitalau1698/streams
Giorno 1: la trasformazione digitale
Il primo giorno della RadioWeek ha visto, tra gli altri, Jason Bryant di Nation Broadcasting (www.nationplayer.com) condividere il percorso di crescita della sua azienda nel Regno Unito. Con l’aiuto di Xperi, Nation ha ampliato la sua copertura, partendo da un network di stazioni FM e integrandole con una rete digitale, il che le ha permesso di incrementare l’audience del 50% in quattro anni.
La discussione ha messo in luce come l’implementazione di DAB e streaming abbia non solo ampliato il pubblico, ma anche permesso una maggiore interazione e personalizzazione dei contenuti. La collaborazione con Xperi, che ha coinvolto anche Joe D’Angelo della stessa Xperi, ha portato anche alla nascita di Nation Player, un’app che offre una piattaforma di distribuzione avanzata, integrata con tecnologie come DTS AutoStage per un’esperienza di ascolto arricchita.
Giorno 2: modernizzare le strutture
Durante il secondo giorno quattro esperti si sono confrontati sulle complessità della costruzione di studi radiofonici. Marcus Becker della Southern Broadcast ha sottolineato l’importanza di gestire i progetti di sviluppo tecnologico non delegando tutto alle imprese, ma coordinando personalmente consulenti e system integrator, così da ottenere un risultato su misura e concretamente efficiente.
A seguire, Kelly Parker della Wheatstone ha raccontato la sua esperienza nell’effettuare gli aggiornamenti tecnologici mentre la radio è in esercizio. Un’attività che richiede una grande programmazione preliminare, per prevenire ogni intoppo che potrebbe avere immediati riflessi sulla diretta; analogamente, il consulente statunitense Brian King ha condiviso una serie di consigli su come mantenere operativa l’emittente effettuando i necessari interventi tecnici in notturna.
In conclusione, Shaun Dolan della Inrush Broadcast Service, ha evidenziato i vantaggi dei sistemi Audio over IP rispetto a quelli tradizionali.
Giorno 3: la gestione delle emergenze
Il terzo giorno il tema è stato quello di capire come la radio possa essere un vero e proprio pilastro della comunicazione durante le situazioni di emergenza. Steve Schultis ha guidato una discussione sulla preparazione dell’emittente ad ogni evenienza, così da garantire la massima resilienza delle strutture tecniche; Roz Clark di Cox Media Group ha parlato della necessità di una pianificazione olistica, attenta a tutta la filiera della produzione e trasmissione, se si vuole davvero restare in onda durante una crisi, che può essere di vario tipo: incendio, terremoto o alluvione, per dire.
Morten Peterson ha illustrato quali debbano essere gli investimenti in infrastrutture per garantire la continuità del servizio, mentre Robbie Harrison ha discusso del ruolo della tecnologia in cloud per il disaster recovery, portando anche esempi concreti di azioni intraprese durante una crisi quale quella del Covid-19.
La sessione ha, sostanzialmente, sottolineato quanto sia importante una preparazione preventiva, inclusa la sicurezza informatica, per garantire che la propria stazione radio resti una fonte affidabile di informazione durante qualsiasi emergenza.
Giorno 4: l’impatto dell’IA in radio
Il quarto giorno di RadioWeek ha affrontato l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel broadcasting. Fabian Seipel di ai|coustics e Robert Förster di Radiozeit hanno mostrato come l’IA possa essere impiegata tanto per migliorare la qualità audio, quanto per rendere i contenuti accessibili anche a nuovi segmenti di pubblico, attraverso la trascrizione e la traduzione in tempo reale dei contenuti sonori.
La discussione ha approfondito la necessità di trovare un giusto equilibrio tra tecnologia avanzata e contributo umano, dimostrando come l’IA possa amplificare la creatività e l’efficienza senza far perdere di autenticità il mezzo radiofonico.
Giorno 5: l’audio digitale nel 2025
L’ultimo giorno ha offerto una visione globale delle opportunità e delle sfide future nel mercato dell’audio digitale. Mac Maison di Atunwa Digital e Justin Hach di American Public Media hanno delineato gli scenari di crescita determinati dall’innovazione tecnologica, anche nei mercati emergenti.
Hanno discusso dell’importanza delle misurazioni accurate di quanto viene offerto, on air e online, per dimostrare agli inserzionisti l’effettivo ritorno del loro investimento. Poi è stato toccato il tema della pirateria digitale e dell’accesso a internet.
Le previsioni per il futuro, tirando le somme di questa RadioWeek, dicono che per una radio sarà tanto importante poter offrire dati accurati di audience on air e online, quanto i CPM (costo per mille impression) generati dall’attività in rete. L’incontro si è concluso sottolineando la necessità per ciascuna emittente radiofonica di riuscire a distinguersi in un ecosistema mediatico sempre più dominato da contenuti generati dall’IA. (AR)
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