DELIBERA N. 44/25/CONS
CHIUSURA DELL’INDAGINE CONOSCITIVA SULLA
REGOLAMENTAZIONE DELLA PIATTAFORMA DI RADIODIFFUSIONE
TERRESTRE SONORA IN TECNICA DIGITALE DAB+, AVVIATA CON
DELIBERA N. 316/24/CONS, E PUBBLICAZIONE DEGLI ESITI
(pubblicata nel sito Agcom il 21 febbraio 2025)
L’AUTORITÀ
NELLA sua riunione di Consiglio del 18 febbraio 2025;
VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”;
VISTO il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 recante “Codice delle comunicazioni elettroniche”, come modificato, da ultimo, dalla Legge 16 dicembre 2024, n. 193, recante “Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023”;
VISTA la direttiva (UE) n. 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018 che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche;
VISTO il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, recante “Attuazione della direttiva (UE) 2018/1808 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, recante modifica della direttiva 2010/13/UE, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri, concernente il testo unico per la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato”, come modificato dal decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 50, recante “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, recante il testo unico dei servizi di media audiovisivi in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato, in attuazione della direttiva (UE) 2018/1808 di modifica della direttiva 2010/13/UE” (di seguito TUSMA);
VISTA la delibera n. 664/09/CONS del 26 novembre 2009 recante “Regolamento recante la nuova disciplina della fase di avvio delle trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale”, come da ultimo modificata dalla delibera n. 292/23/CONS del 22 novembre 2023 (di seguito, Regolamento DAB);
VISTA la delibera n. 286/22/CONS del 27 luglio 2022 recante “Piano nazionale provvisorio di assegnazione delle frequenze in banda VHF-III per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale DAB+ (di seguito PNAF-DAB)”;
VISTA la delibera n. 316/24/CONS dell’11 settembre 2024, recante “Avvio di un’indagine conoscitiva sulla regolamentazione della piattaforma di radiodiffusione terrestre sonora in tecnica digitale DAB+”;
VISTA la delibera n. 22/25/CONS del 22 gennaio 2025, recante “Avvio del procedimento per l’aggiornamento del quadro regolamentare in materia di spettro radio ad uso televisivo e radiofonico digitale ai fini della ridestinazione delle frequenze attualmente pianificate per la Rete nazionale televisiva n. 12 (prima fase)”;
VISTA la delibera n. 223/12/CONS, del 27 aprile 2012, recante “Adozione del nuovo Regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”, come da ultimo modificata dalla delibera n. 515/24/CONS del 18 dicembre 2024;
VISTI i contributi presentati nell’ambito del procedimento dai seguenti soggetti: Abruzzo Dab (nota prot. Agcom n. 0262686 del 08/10/2024), Aeranti-Corallo (note prot. Agcom n. 0254497 del 30/09/2024, prot. Agcom nn. 0300922 e 0300926 del 15/11/2024), Associazione Culturale Radio Soffio (nota prot. Agcom n. 0245058 del 18/09/2024), Associazione Media Audiovisivi Europei (nota prot. Agcom n. 0302486 del 18/11/2024), Confindustria Radio Televisioni, CRDAB, DAB Italia, EuroDab (contributo unificato presentato con nota prot. Agcom n. 0298786 del 13/11/2024), DAB Italia (nota prot. Agcom n. 0296399 del 11/11/2024), EI TOWERS (nota prot. Agcom n. 0299157 del 13/11/2024), Rai Radiotelevisione Italiana (nota prot. Agcom n. 0279282 del 23/10/2024);
SENTITI in audizione, su richiesta delle parti, i seguenti soggetti: Aeranti-Corallo (in data 25/11/2024), Associazione Media Audiovisivi Europei (in data 22/11/2024), Confindustria Radio Televisioni (in data 22/11/2024), DAB Italia (in data 25/11/2024), Rai Radiotelevisione Italiana (in data 25/11/2024);
AVUTO RIGUARDO ai contributi pervenuti nell’ambito dell’indagine e alle osservazioni formulate dai soggetti interessati nel corso delle audizioni e rinviando alla
sintesi degli stessi pubblicata sul sito web dell’Autorità per maggiori dettagli, si evidenziano i seguenti aspetti di particolare rilievo.
Si registra da parte degli operatori un generale apprezzamento per le iniziative adottate dall’Autorità per lo sviluppo della piattaforma DAB+, soprattutto con riferimento all’adozione del Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale DAB+ (PNAF-DAB) con la delibera n. 286/22/CONS, che consente una copertura quasi totale della popolazione.
Sono segnalate criticità nella gestione delle risorse spettrali per il servizio di radiodiffusione sonora DAB+. Da un lato, destano preoccupazione i ritardi nei negoziati internazionali, avviati nel 2019, per il coordinamento delle frequenze nella banda 174-230 MHz (banda VHF-III) tra l’Amministrazione italiana e quelle degli Stati confinanti lungo il versante adriatico-ionico (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro, Slovenia), con possibili ripercussioni sulla pianificazione del DAB+.
Dall’altro, gli operatori del settore evidenziano le difficoltà del comparto locale nel garantire la capacità trasmissiva richiesta dai fornitori di contenuti. Il settore locale risulta infatti gravato, secondo i rispondenti, da una carenza di frequenze, che limita la capacità delle emittenti di offrire contenuti di alta qualità. In tale contesto, si avverte la necessità di risorse spettrali aggiuntive, in modo da consentire alle emittenti locali di trasmettere contenuti digitali senza compromettere la qualità rispetto alla radiofonia analogica (FM).
Un rispondente evidenzia la necessità di garantire, nell’ambito di una possibile revisione o nuova pianificazione del servizio DAB+, la diffusione dei programmi di servizio pubblico regionali in maniera più proficua di quanto sia possibile al momento.
La quasi totalità dei soggetti intervenuti nell’ambito dell’indagine evidenzia che, nonostante le numerose azioni significative intraprese, il mercato del DAB+ in Italia sia ancora in fase di avvio. L’unico punto di vista divergente rispetto a questa valutazione è quello di un rispondente, che sostiene che la fase di avvio del mercato possa ormai considerarsi conclusa. I rispondenti hanno riscontrato ritardi significativi nell’attuazione del PNAF-DAB. In particolare, hanno evidenziato una disparità nella copertura delle reti DAB tra gli operatori privati nazionali e la Concessionaria: mentre gli operatori privati hanno raggiunto una copertura rilevante, pari a circa l’89% della popolazione nazionale per la ricezione mobile outdoor, la Concessionaria presenta invece una copertura significativamente inferiore. Analogamente, lo sviluppo del comparto locale del DAB appare fortemente disomogeneo rispetto al panorama nazionale. Il comparto locale, come evidenziato dai rispondenti, si trova ancora in una fase di pre-avvio dei servizi di diffusione e del mercato, con un’assegnazione dei diritti d’uso per le nuove reti pianificate ancora incompleta. In questo contesto, gli stakeholder ritengono necessario un periodo di almeno due o tre anni per garantire un servizio stabile e omogeneo in ciascun bacino locale. Persistono inoltre segnali di incertezza riguardo alla diffusione dei ricevitori DAB nelle automobili, in particolare a causa della semplificazione dei sistemi di infotainment, che potrebbe limitare l’adozione della radio digitale a bordo. Parimenti, si registra una certa lentezza nella digitalizzazione del mercato domestico, con una diffusione dei ricevitori DAB+ nelle abitazioni inferiore al 15%. In definitiva, i rispondenti osservano che nessuno dei due criteri oggi esistenti, rispettivamente relativi alla copertura delle reti e alla diffusione dei ricevitori DAB, stabiliti dal Regolamento DAB (all’articolo 1, comma 1, lett. ee) per decretare il completamento della fase di avvio dei mercati, risulta attualmente soddisfatto a livello di sistema.
Con riferimento al quadro di riferimento normativo e regolamentare, quasi tutti i rispondenti ritengono che il Regolamento DAB sia stato fondamentale per l’avvio e lo sviluppo della radio digitale DAB+ in Italia. Pur riconoscendo la necessità di alcuni aggiornamenti per allinearlo alle recenti norme del TUSMA, ne sottolineano ancora la validità e l’adeguatezza, auspicando un’applicazione equa e coerente dei suoi principi ispiratori.
I rispondenti concordano unanimemente sulla necessità di mantenere la coesistenza tra FM, DAB+ e altre piattaforme di distribuzione dei servizi radiofonici, come quella basata su IP, per almeno il prossimo decennio. La transizione dall’FM al DAB+ dovrà avvenire in modo graduale e subordinatamente al pieno sviluppo del DAB+, inclusa la disponibilità di risorse spettrali adeguate a garantire una programmazione, una copertura e una capillarità equivalenti a quelle attualmente offerte dall’FM, al fine di raggiungere l’intera utenza. In questo contesto, gli stakeholder sottolineano l’importanza di introdurre incentivi per la trasmissione simultanea su FM e DAB+ durante un periodo transitorio, al fine di agevolare la migrazione degli utenti e assicurare una transizione armoniosa.
Appaiono invece parzialmente divergenti, allo stato, le posizioni degli stakeholder in merito alle modifiche ritenute necessarie nel prossimo futuro al quadro regolamentare di riferimento. Tra le questioni segnalate dagli stakeholder che, a loro parere, richiederebbero interventi, anche eventualmente a medio o lungo termine, si segnalano:
la necessità di estendere l’esenzione dal pagamento dei contributi per i diritti d’uso della radio digitale da cinque a dieci anni, con decorrenza non dalla pubblicazione della delibera n. 286/22/CONS, come attualmente, ma dalla piena attuazione del PNAF-DAB; la necessità di rendere più incisiva la norma che impone l’installazione di un ricevitore DAB+ sugli autoveicoli di nuova immatricolazione; l’opportunità di rendere obbligatoria l’integrazione di ricevitori DAB+ anche sugli smartphone; la possibilità di rimodellare i criteri per il completamento della fase di avvio del mercato; la possibilità di introdurre meccanismi di prominence dei servizi DAB sui ricevitori automobilistici (1).
Emergono, inoltre, differenti orientamenti su taluni aspetti, quali gli obblighi in carico agli operatori di rete nazionali e locali, la disciplina che regola i rapporti tra operatori di rete e fornitori di contenuti radiofonici, soci dei consorzi o indipendenti, la struttura societaria dei soggetti assegnatari dei diritti d’uso e le procedure di assegnazione dei diritti d’uso a completamento della fase di avvio dei mercati.
A livello prospettico, infine, da un lato alcuni attori sottolineano l’esigenza di mantenere l’impianto normativo attuale per garantire continuità, equilibrio di mercato e sostenibilità economica, dall’altro vi sono proposte volte a introdurre maggiore apertura e flessibilità, sia in termini di accesso alle risorse trasmissive che di partecipazione ai consorzi, al fine di favorire pluralismo e concorrenza.
RITENUTO, alla luce delle informazioni acquisite e delle osservazioni emerse nell’ambito dell’indagine, di esprimere le seguenti considerazioni.
L’Autorità ritiene innanzitutto opportuno adottare un approccio graduale, prevedendo interventi strutturati su un orizzonte temporale adeguato, in grado di rispondere in modo efficace alle principali esigenze evidenziate nel corso dell’indagine conoscitiva. Tale approccio prevede un’articolazione differenziata tra interventi di breve, medio e lungo periodo, in linea con le richieste degli operatori e con la necessità di garantire stabilità e sostenibilità del mercato.
Nel breve periodo, l’Autorità ritiene prioritaria l’esigenza di garantire la certezza del diritto e la continuità dell’avvio del mercato della radiodiffusione sonora digitale, prevedendo il completamento delle assegnazioni dei diritti d’uso, le cui procedure sono tuttora in corso e in qualche caso soggette all’esito del contenzioso giurisdizionale in atto.
L’Autorità ritiene, comunque importante intervenire per far fronte alla denunciata carenza di risorse spettrali per le reti locali di radiodiffusione. Nell’ambito del procedimento avviato con delibera n. 22/25/CONS, del 22 gennaio 2025, e senza pregiudizio rispetto alla conclusione dello stesso, l’Autorità procederà pertanto, anche in linea con quanto auspicato dagli stakeholder nel corso della presente indagine, a rendere disponibili le frequenze in banda VHF-III della Rete televisiva nazionale n. 12 per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale DAB+, integrando le reti di cui alla delibera n. 286/22/CONS.
In un orizzonte temporale più ampio, si ritiene opportuno riesaminare lo stato di avanzamento del mercato della radiofonia digitale terrestre e valutare l’opportunità di un aggiornamento dei criteri stabiliti dal Regolamento DAB per decretare la chiusura della fase di avvio dei mercati. In particolare, benché al momento la maggior parte dei rispondenti abbia chiesto di mantenere fermi i criteri o addirittura di renderli più restrittivi, sarà necessario valutare, alla luce degli ulteriori sviluppi del mercato, se il criterio relativo alla penetrazione indoor continui a essere adeguato a riflettere l’effettivo stato di evoluzione del mercato o se, al contrario, tale vincolo rischi di allungare indefinitamente la fase di avvio, considerando le nuove tendenze di consumo, che sono sempre più orientate verso la mobilità. In tal caso, si dovrà vagliare la possibilità di superare tale criterio o di subordinarlo agli altri. La valutazione circa tale questione appare inoltre propedeutica rispetto ad ulteriori modifiche del quadro regolamentare, che, come emerso nell’ambito dell’indagine, potranno o dovranno riguardare misure quali quelle relative agli obblighi degli operatori di rete, ai criteri per la fissazione dei contributi a regime per l’uso dello spettro, alla disciplina dei rapporti tra operatori di rete e fornitori di contenuti.
Al passaggio del mercato della radiofonia digitale terrestre alla fase di maturità, l’Autorità potrà quindi valutare l’opportunità di adottare modifiche di più ampia portata al suddetto quadro regolamentare, anche mirando a una maggiore apertura del mercato per favorire la concorrenza e il pluralismo, tenendo conto dell’esigenza di garantire un’adeguata valorizzazione degli investimenti già effettuati dagli operatori. In tale contesto, potranno essere esaminate misure quali quelle relative alle procedure di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze e ai vincoli di partecipazione delle società consortili.
RITENUTO, pertanto, che l’indagine conoscitiva avviata con la delibera n. 316/24/CONS abbia pienamente raggiunto gli obiettivi prefissati, offrendo una panoramica completa dello stato e delle esigenze del mercato e fornendo all’Autorità utili elementi per indirizzare le future iniziative, in un contesto di progressiva maturazione del settore della radiodiffusione sonora digitale;
RITENUTO quindi opportuno procedere alle successive attività in capo all’Autorità con un approccio graduale che tenga conto dell’attuale fase di mercato, ritenendo al momento prioritari il completamento del quadro di coordinamento internazionale e delle attività di pianificazione previste dalla delibera n. 22/25/CONS, nonché la conclusione delle procedure per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze DAB;
UDITA la relazione del Commissario Laura Aria relatore ai sensi dell’art. 31, del Regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;
(1) Quest’ultima questione è in ogni caso già all’attenzione dell’Autorità in un apposito Tavolo
DELIBERA
Articolo 1
1. L’Indagine conoscitiva sulla regolamentazione della piattaforma di radiodiffusione terrestre sonora in tecnica digitale DAB+ avviata con delibera n. 316/24/CONS è chiusa ed è disposta la pubblicazione del documento recante gli esiti della stessa sul sito web dell’Autorità.
La presente delibera è pubblicata sul sito web dell’Autorità.
Roma, 18 febbraio 2025
IL PRESIDENTE
Giacomo Lasorella
IL COMMISSARIO RELATORE
Laura Aria
Per attestazione di conformità a quanto deliberato
IL SEGRETARIO GENERALE
Giovanni Santella

