
(26 febbraio 2025) Nonostante l’avanzata del digitale e dei social, la televisione tradizionale continua a dominare l’economia dell’attenzione in Italia. È quanto emerge dall’indagine “2024 Year in Review: Setting the Stage for 2025” di Comscore, curata da Sensemaker, presentata ieri a Milano, in diretta webinar.
Il report analizza l’economia dell’attenzione, comparando la fruizione di TV e online, e studia i fenomeni di convergenza, come la Total Audience di Auditel e la crescita delle CTV. Esplora inoltre l’uso di internet e dei social media da parte degli italiani, con un focus sulla trasformazione del social video e la Social Incremental Reach.
I punti evidenti
La ricerca mette in particolare evidenza i seguenti fenomeni: la televisione è resiliente e rappresenta un unicum a livello internazionale, malgrado la crescita delle tv connesse che permettono nuove modalità di fruizione e distribuzione dei contenuti; la Total Audience di Auditel sosterrà l’evoluzione dei modelli di business dei cosiddetti “Streamcasters”; il divario digitale generazionale nell’accesso a internet si riduce lentamente, mentre i video online e l’intrattenimento diventano sempre più importanti nell’uso del web e delle piattaforme social; l’uso dei social è strategico sia per il «tune in» televisivo che per l’estensione della reach editoriale.
Qualche cifra
I numeri parlano chiaro: ogni giorno 35 milioni di italiani maggiorenni si sintonizzano su tv o piattaforme online, ma il tempo trascorso davanti allo schermo surclassa nettamente quello dedicato al web. Mediamente, si parla di 4 ore e 19 minuti al giorno per la tv contro le 2 ore e 3 minuti online, un divario che sottolinea la resilienza del mezzo tradizionale.
La televisione non solo mantiene il suo appeal, ma cresce, seppur di poco (+1% nel 2024), mentre il consumo digitale, pur in aumento (+4%), sembra aver raggiunto una fase di stabilizzazione. Un dato di particolarmente significativo arriva dai più giovani: tra i 18-24 anni, la tv registra un +3%, segno di un ritorno di interesse dopo anni di predominio del digitale.
In dettaglio, le preferenze cambiano con l’età: i giovani sotto i 34 anni dedicano più tempo al web (59% per i 18-24, 52% per i 25-34), mentre oltre i 35 anni la tv torna leader, arrivando al 75% di penetrazione nella fascia over 45.
Anche gli streamcaster, editori che integrano broadcast e streaming, confermano la forza della tv tradizionale, amplificata dalla diffusione delle smart tv (usate dal 63% degli spettatori).
Persino i programmi pomeridiani possono trovare nuova vita grazie al consumo differito su piattaforme vod, ma l’audience resta legata principalmente alla trasmissione lineare. Intanto, i social, pur frequentati da 24 milioni di italiani per circa 30 minuti al giorno, si stanno trasformando in spazi di intrattenimento video (+18% di visualizzazioni nel 2024), senza però scalzare il ruolo centrale della televisione.
In un panorama mediatico globale in evoluzione verso il digitale, l’Italia si caratterizza a livello internazionale per questa predominanza della tv tradizionale; un “unicum” che, secondo lo studio, non precluderà comunque i futuri sviluppi degli operatori verso modelli sempre più integrati. Uno scenario aperto, nel quale lo schermo tv tradizionale e smart si conferma al centro dell’attenzione.
Contatti
Per maggiori informazioni, si può contattare Comscore al seguente indirizzo email: learnmore@comscore.com. (AR)
Vedi anche:
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