Il broadcasting nel 2025, secondo 12 esperti

(18 febbraio 2025) IBC365, la piattaforma di notizie e approfondimenti del settore dei media promossa dalla fiera europea IBC, ha interpellato una dozzina di esperti del settore per raccogliere le loro previsioni sul futuro prossimo del broadcasting. Può essere interessante riepilogare quanto emerso, anche alla luce del CES 2025, che ha evidenziato le ultime novità tecnologiche e i trend dal lato del mercato elettronico al consumo.

L’obiettivo di questa raccolta di opinioni era quello di fornire una panoramica delle tendenze e delle sfide che caratterizzeranno il broadcasting nel 2025, offrendo spunti di riflessione per i professionisti del settore, alla luce dei cambiamenti in atto.

Le opinioni raccolte provengono da dirigenti di importanti broadcaster internazionali, di fornitori di tecnologie o servizi specializzati e da analisti di mercato. Questa varietà di prospettive ha contribuito a creare un quadro completo e articolato delle dinamiche che influenzeranno il futuro prossimo del broadcasting.

Parliamo di dinamiche che hanno già dato evidenti segnali di essere in atto e che, avviate nei contesti del broadcasting nazionale, internazionale e tra gli OTT, vanno man mano prendendo piede anche nella dimensione del broadcasting locale.

Neanche a dirlo, l’IA

Un tema chiave che attraversa diverse previsioni per il 2025 è l’impatto dell’intelligenza artificiale.

L’IA è destinata a svolgere un ruolo sempre più significativo nel settore, con applicazioni che vanno dalla creazione di contenuti e consigli personalizzati alla pubblicità mirata e alla moderazione dei contenuti.

Gli esperti prevedono che l’IA guiderà la prossima grande ondata di trasformazione della pubblicità, riducendo i costi e gli sforzi necessari per creare e pubblicare annunci, rendendo anche la pubblicità televisiva accessibile a una gamma più ampia di inserzionisti, in particolare alle piccole e medie imprese.

Ci si aspetta anche che l’IA ottimizzi i processi di produzione, migliorando l’efficienza e l’innovazione in ogni fase della filiera, dalla scrittura di sceneggiature agli effetti visivi, dall’editing alla post-produzione.

Streaming e broadcasting si ‘copiano’

Un’altra area di interesse è la transizione dai tradizionali modelli di trasmissione on air alle piattaforme di streaming e on demand online.

Gli esperti prevedono che nel corso del 2025 le piattaforme di streaming adotteranno sempre più caratteristiche tipiche della televisione lineare, come la programmazione, gli eventi in diretta e i modelli supportati dalla pubblicità.

Al contrario, le emittenti tradizionali, nazionali e locali, via etere integreranno sempre più funzionalità on-demand grazie alla rete (tipo l’HbbTV) e adotteranno strategie aziendali ibride per rimanere competitive sul mercato.

I canali FAST (Free Ad-Supported Streaming TV) continueranno a crescere in popolarità, offrendo agli spettatori contenuti gratuiti e diversificati e attirando gli inserzionisti che cercano di raggiungere un pubblico segmentato.

La Pay Tv nel 2025 sarà sostenuta da investimenti strategici, effettuati da operatori di servizi cross-device come YouTube, dai servizi AVOD premium e da offerte di pacchetti integrati (bundle).

Gli esperti del settore hanno sottolineato l’importanza, per tutti, di creare contenuti di maggiore originalità, che sappiano essere caratterizzanti, se si vuole consolidare la relazione con il pubblico. Gli investimenti in contenuti originali, anche locali, aumenteranno, in particolare attraverso coproduzioni e collaborazioni, per soddisfare la crescente domanda di intrattenimento esclusivo e vicino ai territori.

Il pubblico più giovane, ma non solo quello, alimenterà una domanda di contenuti brevi e coinvolgenti, riducendo ulteriormente il confine che c’è tra broadcasting tradizionale, streaming e social media.

Meno hardware, più software

Per quanto riguarda le tendenze tecnologiche, nel broadcasting proseguirà la transizione in atto, dalla prevalenza dell’hardware a quella del software, con l’aumento di strutture di produzione basate su IP e servizi multimediali dinamici, definiti dal software e che possono essere eseguiti su una varietà di piattaforme, in cloud privati, così come in cloud pubblici.

Questa transizione richiederà, da parte degli editori, un’attenta pianificazione, per garantire un aggiornamento graduale delle prassi interne e la sicurezza dei dati è  destinata a rimanere una preoccupazione primaria.

Pubblicità ad personam

Anche il panorama pubblicitario continuerà ad evolversi, con una maggiore attenzione alla pubblicità cosiddetta ‘addresable’, indirizzabile, anche utilizzando soluzioni ‘programmatic’ e metriche basate sui comportamenti del pubblico. La misurazione del traffico dati e la profilazione dei target diventeranno sempre più sofisticate, non solo online, ma anche on air, grazie agli smartTv.

Il retail media, la CTV e l’OOH saranno segmenti chiave di crescita pubblicitaria, sia singolarmente, sia come parte di una tendenza più ampia verso la pubblicità audiovisiva pianificata in modalità omnicanale.

Problematiche diverse

Infine, il documento sottolinea che il settore dovrà affrontare, nel prossimo anno, una crescente lotta alla disinformazione e avrà la necessità di affrontare il divario tra gli investimenti di capitale e i modelli di costo delle tecnologie innovative.

La sostenibilità sarà un’altra preoccupazione fondamentale, con un’enfasi sulla riduzione del consumo energetico e sull’aumento dell’efficienza delle risorse, anche attraverso soluzioni basate su cloud.  (AR)

 

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