Testo del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 216 del 15 settembre 2023), coordinato con la legge di conversione 13 novembre 2023, n. 159 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 2), recante: «Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla poverta’ educativa e alla criminalita’ minorile, nonche’ per la sicurezza dei minori in ambito digitale.»
(Pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 266 del 14 novembre 2023)
(omissis)
Capo IV
Disposizioni per la sicurezza dei minori in ambito digitale
Art. 13
Applicazioni di controllo parentale nei dispositivi di comunicazione elettronica
1. Ai fini del presente articolo (( e dell’articolo 14 )), trovano applicazione le seguenti definizioni:
a) controllo parentale: la possibilita’ di limitare e controllare, da parte dei genitori o di coloro che esercitano la responsabilita’ genitoriale, l’accesso ai contenuti e/o alla rete da parte dei minori, mediante la scelta degli spazi digitali e dei tempi di utilizzo;
b) dispositivi di comunicazione elettronica, di seguito «dispositivi»: (( smartphone, computer, tablet e, ove compatibili, consolle di videogiochi )), e altri possibili oggetti connessi (( che consentano l’accesso ai browser, )) come televisioni, orologi, assistenti vocali, sistemi di domotica e di «Internet delle cose»;
c) applicazioni di controllo parentale: elementi esterni a dispositivi di comunicazione elettronica, soluzioni a livello di rete o applicazioni o software per dispositivi di comunicazione elettronica, facilmente comprensibili e accessibili agli utenti, che consentano il controllo parentale.
2. Al fine di garantire un ambiente digitale sicuro ai minori, nelle more che i produttori assicurino, all’atto dell’immissione sul mercato dei dispositivi, entro un anno (( dalla data di entrata in vigore )) del presente decreto, che i sistemi operativi ivi installati consentano l’utilizzo e includano la disponibilita’ di applicazioni (( di controllo parentale )), i fornitori di servizi di comunicazione elettronica assicurano la disponibilita’ di applicazioni di controllo parentale nell’ambito dei contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice (( delle comunicazioni elettroniche, )) di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.
3. I produttori di dispositivi, anche per il tramite dei distributori operanti in Italia, informano l’utente sulla possibilita’ e (( sull’importanza di utilizzare applicazioni di controllo parentale )). Tale adempimento puo’ essere assicurato anche tramite l’inserimento nelle confezioni di vendita di uno specifico foglio illustrativo o tramite l’apposizione sulla confezione di uno specifico supporto adesivo che, con apposita evidenziazione grafica, segnali, con chiarezza e semplicita’, l’esistenza delle applicazioni (( di controllo parentale )) suddette, potenzialmente attivabili, rinviando per maggiori informazioni ai (( siti internet della Presidenza )) del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche per la famiglia e dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni. L’adempimento informativo di cui al presente comma e’ assicurato entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
4. Il servizio di attivazione delle applicazioni (( di controllo parentale )), qualora richiesto dall’utente, deve essere consentito, nell’ambito dei contratti di fornitura del servizio principale, tramite un dispositivo di comunicazione elettronica, senza alcun costo aggiuntivo. In sede di prima applicazione, ai fini della definizione dei contenuti da filtrare ovvero bloccare e delle modalita’ di realizzazione tecnica del filtro o del blocco, trovano applicazione le disposizioni adottate dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi dell’articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2020, n. 70.
5. Nei pacchetti di offerte di cui al comma 4, destinate ai minori, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2020, n. 70.
6. I dati personali raccolti o generati durante l’attivazione delle applicazioni (( di controllo parentale )) non possono essere utilizzati per scopi commerciali e di profilazione.
7. I fornitori di servizi di comunicazione elettronica inviano, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore (( del presente decreto )), una comunicazione ai propri clienti riguardo alla possibilita’ e all’importanza di installare, o comunque di richiederne l’attivazione, sui dispositivi di cui al comma 1, lettera b), gia’ in uso, le applicazioni (( di controllo parentale )).
8. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni vigila sulla corretta applicazione del presente articolo e, previa diffida ai soggetti obbligati, applica le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 31, (( della legge )) 31 luglio 1997, n. 249.
(( 8-bis. Al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 7 dicembre 2017, n. 203, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Sono da intendere quali opere cinematografiche tutte le opere visive e audiovisive in qualsiasi forma e modalita’ di riproduzione, comprese quelle digitali su piattaforme di streaming o social». ))
(( 8-ter. Le amministrazioni interessate provvedono a dare attuazione alle disposizioni del presente articolo nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ))
(( Art. 13 – bis
Disposizione per la verifica della maggiore eta’ per l’accesso a siti pornografici
1. E’ vietato l’accesso dei minori a contenuti a carattere pornografico, in quanto mina il rispetto della loro dignita’ e ne compromette il benessere fisico e mentale, costituendo un problema di salute pubblica.
2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 42 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, i gestori di siti web e i fornitori delle piattaforme di condivisione video, che diffondono in Italia immagini e video a carattere pornografico, sono tenuti a verificare la maggiore eta’ degli utenti, al fine di evitare l’accesso a contenuti pornografici da parte di minori degli anni diciotto.
3. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con proprio provvedimento, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, le modalita’ tecniche e di processo che i soggetti di cui al comma 2 sono tenuti ad adottare per l’accertamento della maggiore eta’ degli utenti, assicurando un livello di sicurezza adeguato al rischio e il rispetto della minimizzazione dei dati personali raccolti in ragione dello scopo.
4. Entro sei mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento di cui al comma 3, i soggetti di cui al comma 2 si dotano di efficaci sistemi di verifica della maggiore eta’ conformi alle prescrizioni impartite nel predetto provvedimento.
5. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni vigila sulla corretta applicazione del presente articolo e, in caso di inadempimento, contesta ai soggetti di cui al comma 2, anche d’ufficio, la violazione, applicando le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 31, del decreto legislativo 31 luglio 1997, n. 249, e li diffida ad adeguarsi entro venti giorni. In caso di inottemperanza alla diffida, l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni adotta ogni provvedimento utile per il blocco del sito o della piattaforma fino al ripristino, da parte dei soggetti di cui al comma 2, di condizioni di fornitura conformi ai contenuti della diffida dell’Autorita’. ))
Art. 14
Alfabetizzazione digitale e mediatica a tutela dei minori e campagne informative
1. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia promuove studi ed elabora linee guida rivolte ai fruitori di dispositivi di comunicazione elettronica e di applicazioni di controllo parentale, con particolare attenzione agli educatori, alle famiglie e ai minori stessi.
2. I Centri per la famiglia di cui all’articolo 1, comma 1250, lettera e), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, offrono consulenza e servizi in merito alla alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, con particolare attenzione alla loro tutela rispetto all’esposizione a contenuti pornografici e violenti. A tal fine, il Ministro per la famiglia, la natalita’ e le pari opportunita’ realizza un’intesa in sede di Conferenza Unificata, avente ad oggetto i criteri e le modalita’ di attuazione (( dei servizi e delle prestazioni erogabili dai Centri per la famiglia, inclusi quelli di cui al presente comma ))3.
3. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia e il Ministero (( delle imprese e del )) made in Italy avviano annualmente campagne di informazione sull’uso consapevole della rete e sui rischi connessi, in particolar modo sui mezzi di prevenzione dall’accesso a contenuti potenzialmente nocivi per lo sviluppo armonioso dei minori.
4. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni predispone, entro il 31 gennaio di ciascun anno, una relazione per l’Autorita’ politica (( con delega alle politiche per la famiglia )) sull’impatto dell’attuazione dell’articolo 13, con particolare riferimento all’ (( uso delle applicazioni di controllo )) parentale ((, nonche’ dell’articolo 13-bis, con particolare riferimento all’attuazione della misura di verifica della maggiore eta’ per l’accesso a siti pornografici )).
5. Entro il 31 maggio di ciascun anno, l’Autorita’ politica con delega alle politiche per la famiglia presenta una relazione annuale al Parlamento (( sull’attuazione degli articoli 13 e 13-bis e del presente articolo )), sulla base della relazione di cui al comma 4 e degli ulteriori elementi acquisiti nell’ambito dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, operanti presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, e dell’Osservatorio sul fenomeno della violenza (( nei confronti delle donne )) e sulla violenza domestica, operante presso il Dipartimento per le pari opportunita’ della Presidenza del Consiglio dei ministri.
(( 5-bis. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione delle disposizioni del presente articolo nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ))
Art. 15
Designazione del coordinatore dei servizi digitali in attuazione del Regolamento (UE) 2022/2065 sui servizi digitali
1. Al fine di garantire l’effettivita’ dei diritti e l’efficacia degli obblighi stabiliti dal Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali, nonche’ la relativa vigilanza e il conseguimento degli obiettivi previsti, anche con riguardo alla protezione dei minori in relazione ai contenuti pornografici disponibili on line, nonche’ agli altri contenuti illegali o comunque vietati, veicolati da piattaforme on line o altri gestori di servizi intermediari, e contribuire alla definizione di un ambiente digitale sicuro, l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e’ designata quale Coordinatore dei Servizi Digitali, ai sensi dell’articolo 49, (( paragrafo 2 )), del Regolamento (UE) 2022/2065.
2. L’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato, il Garante per la protezione dei dati personali e ogni altra Autorita’ nazionale competente, nell’ambito delle rispettive competenze, assicurano ogni necessaria collaborazione ai fini dell’esercizio da parte dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni delle funzioni di Coordinatore dei Servizi Digitali. Le Autorita’ possono disciplinare con protocolli di intesa gli aspetti applicativi e procedimentali della reciproca collaborazione.
3. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni definisce, con proprio provvedimento, le condizioni, le procedure e le modalita’ operative per l’esercizio dei poteri e delle funzioni di cui e’ titolare, quale Coordinatore dei Servizi Digitali, ai sensi del Regolamento (UE) 2022/2065 e svolge i relativi compiti in modo imparziale, trasparente e tempestivo.
4. All’articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 6, lettera c), dopo il numero 14-bis) e’ aggiunto il seguente: «14-ter) esercita la funzione di Coordinatore dei Servizi Digitali e i relativi poteri previsti dal Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali.»;
b) dopo il comma 32, e’ aggiunto il seguente:
«32-bis. In caso di violazione degli obblighi previsti agli (( articoli 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 20, 21, 22, 23, 24, 26, 27, 28, 30 e 45 del Regolamento (UE) 2022/2065 )) del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali, l’Autorita’, nell’esercizio dei poteri di cui al combinato disposto degli (( articoli 51 e 52 )) del medesimo Regolamento (UE) 2022/2065, applica, in base a principi di proporzionalita’, adeguatezza e rispetto del contraddittorio, secondo le procedure stabilite con proprio regolamento, sanzioni amministrative pecuniarie fino ad un massimo del 6% del fatturato annuo mondiale nell’esercizio finanziario precedente alla comunicazione di avvio del procedimento al prestatore di un servizio intermediario rientrante nella propria sfera di competenza, anche nella sua qualita’ di Coordinatore dei Servizi Digitali, ai sensi del diritto (( nazionale e dell’Unione europea )) applicabile alla fattispecie di illecito. In caso di comunicazione di informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti, di mancata risposta o rettifica di informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti e di inosservanza dell’obbligo di sottoporsi a un’ispezione, l’Autorita’, nell’esercizio dei poteri di cui al combinato disposto degli (( articoli 51 e 52 )) del medesimo Regolamento (UE) 2022/2065, applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino ad un massimo dell’1% del fatturato mondiale realizzato nell’esercizio finanziario precedente dal fornitore di un servizio intermediario o dalla persona interessata rientranti nella propria sfera di competenza, anche nella sua qualita’ di Coordinatore dei Servizi Digitali, ai sensi del diritto (( nazionale e dell’Unione europea )) applicabile alla fattispecie di illecito. L’importo massimo giornaliero delle penalita’ di mora che l’Autorita’ puo’ applicare e’ pari al 5% del fatturato giornaliero medio mondiale del fornitore di un servizio intermediario interessato realizzato nell’esercizio finanziario precedente, calcolato a decorrere dalla data specificata nella decisione in questione. Nell’applicazione della sanzione l’Autorita’ tiene conto, in particolare, della gravita’ del fatto e delle conseguenze che ne sono derivate, nonche’ della durata (( e dell’eventuale )) reiterazione delle violazioni. Per le sanzioni amministrative (( previste dal presente comma )) e’ escluso il beneficio del pagamento in misura ridotta previsto dall’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.».
5. La pianta organica dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e’ incrementata in misura di 23 unita’ con le seguenti qualifiche: n. 1 dirigente, n. 20 funzionari, n. 2 operativi. Gli oneri derivanti dal presente articolo sono determinati in 4.005.457 euro (( per l’anno 2024 )), 4.125.590 euro (( per l’anno 2025 )), 3.903.136 euro (( per l’anno 2026 )), 4.081.636 euro (( per l’anno 2027 )), 4.267.375 euro (( per l’anno 2028 )), 4.527.751 euro (( per l’anno 2029 )), 4.737.357 euro (( per l’anno 2030 )), 4.971.989 euro (( per l’anno 2031 )), 5.434.808 euro (( per l’anno 2032 )) e 5.694.052 euro a decorrere (( dall’anno 2033 )). Ad essi si provvede mediante un contributo di importo pari allo 0,135 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato dai prestatori dei servizi intermediari stabiliti in Italia, cosi’ come definiti dal Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la Direttiva 2000/31/CE (Regolamento sui servizi digitali). Ferme restando tutte le attuali forme di finanziamento e nel rispetto delle esenzioni previste dal Regolamento medesimo, in sede di prima applicazione, per l’anno 2024, il contributo e’ versato direttamente all’Autorita’ entro il 1° marzo 2024 nella misura dello 0,135 per mille del fatturato realizzato nell’anno contabile 2022 secondo le modalita’ determinate dall’Autorita’ medesima con propria deliberazione. Eventuali variazioni della misura e delle modalita’ di contribuzione, per gli anni successivi, possono essere motivatamente adottate dall’Autorita’, con propria deliberazione, nel limite massimo dello 0,5 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato. L’Autorita’ individua, con la collaborazione (( dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e dell’Agenzia delle entrate )), l’elenco dei soggetti tenuti al versamento del contributo.
6. A decorrere dal 2024, nelle more delle procedure concorsuali per l’assunzione del personale di cui al comma 5 e fino al termine delle procedure di reclutamento, l’Autorita’ provvede all’esercizio dei compiti derivanti dalla designazione di cui al presente articolo mediante l’utilizzazione di personale, nel limite massimo di 10 unita’, posto in posizione di comando, distacco, (( fuori ruolo o aspettativa )) o in analoghe posizioni secondo i rispettivi ordinamenti, ai sensi dell’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Per la durata del collocamento fuori ruolo e’ reso indisponibile un numero di posti nella dotazione organica dell’amministrazione di provenienza equivalente dal punto di vista finanziario. (( Il personale di cui al primo periodo )), non rientrante nella pianta organica dell’Autorita’, e’ individuato a seguito di apposito interpello, in cui sono specificati i profili professionali richiesti, cui possono aderire i dipendenti appartenenti ai ruoli delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con esclusione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche, e mantiene il trattamento economico fondamentale delle amministrazioni di appartenenza, compresa l’indennita’ di amministrazione, i cui oneri restano a carico delle stesse. L’Autorita’ provvede agli oneri del trattamento economico accessorio mediante i contributi previsti al comma 5.
(( Art. 15 – bis
Misure per il rafforzamento e l’operativita’ dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale
1. Ai fini dell’ottimale utilizzazione delle risorse finanziarie destinate a legislazione vigente alle spese di personale, di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2021, n. 109, al medesimo decreto-legge sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 6, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2024, nei limiti delle risorse destinate al personale di cui al comma 1, le articolazioni di livello dirigenziale generale sono rideterminate nel numero massimo di dodici e, a decorrere dal 1° gennaio 2025, quelle di livello dirigenziale non generale sono rideterminate nel numero massimo di quaranta.
1-ter. Nelle more dell’adeguamento del regolamento di cui al comma l e nei limiti di cui al comma 1-bis, allo scopo di corrispondere alle immediate esigenze di accrescimento della capacita’ operativa dell’Agenzia, il direttore generale dell’Agenzia e’ autorizzato con proprio provvedimento ad attivare le articolazioni dirigenziali di cui al comma 1-bis, definendone funzioni e compiti»;
b) all’articolo 12, il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5. Fermo restando l’adeguamento della dotazione organica di livello dirigenziale generale e non generale di cui all’articolo 6, comma 1-bis, e le relative decorrenze, la rimanente dotazione organica e’ progressivamente rideterminata, in linea con il processo di crescita della capacita’ operativa dell’Agenzia, con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nei limiti delle risorse finanziarie destinate al personale di cui all’articolo 18, comma 1. Dei provvedimenti adottati in materia di dotazione organica e’ data tempestiva e motivata comunicazione alle Commissioni parlamentari competenti e al COPASIR»;
c) all’articolo 17, dopo il comma 4-bis e’ inserito il seguente:
«4-ter. Al fine di consentire la piena operativita’ dell’Agenzia, le disposizioni di cui all’articolo 15, commi 1 e 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, non si applicano alle autovetture utilizzate dall’Agenzia per i servizi istituzionali di tutela della sicurezza nazionale e dell’interesse nazionale nello spazio cibernetico». ))
(( Art. 15 – ter
Ulteriori disposizioni urgenti in materia di prerogative dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni
1. Alla legge 14 luglio 2023, n. 93, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 2:
1) al comma 1, le parole: «puo’ ordinare» sono sostituite dalla seguente: «ordina»;
2) al comma 2, le parole: «ove tecnicamente possibile» sono soppresse;
3) al comma 3, l’ultimo periodo e’ sostituito dal seguente: «L’Autorita’, con proprio regolamento, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, disciplina il procedimento cautelare abbreviato di cui al presente comma, assicurandone la necessaria tempestivita’ e garantendo strumenti di reclamo al soggetto destinatario del provvedimento»;
4) al comma 4, terzo periodo, le parole: «dall’Autorita’ ai soggetti destinatari del provvedimento» sono sostituite dalle seguenti: «tramite la piattaforma all’Autorita’ e ai soggetti destinatari del provvedimento»;
5) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5. Il provvedimento di disabilitazione di cui al comma 1 e’ notificato immediatamente dall’Autorita’ ai prestatori di servizi di accesso alla rete, ai soggetti gestori di motori di ricerca e ai fornitori di servizi della societa’ dell’informazione coinvolti a qualsiasi titolo nell’accessibilita’ del sito web o dei servizi illegali, nonche’ alla European Union Internet Referral Unit dell’Europol e al soggetto che ha richiesto l’adozione del provvedimento medesimo. I prestatori di servizi di accesso alla rete, i soggetti gestori di motori di ricerca e i fornitori di servizi della societa’ dell’informazione, nel caso in cui siano coinvolti a qualsiasi titolo nell’accessibilita’ del sito web o dei servizi illegali, eseguono il provvedimento dell’Autorita’ senza alcun indugio e, comunque, entro il termine massimo di trenta minuti dalla notificazione, disabilitando la risoluzione DNS dei nomi di dominio e l’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP indicati nell’elenco di cui al comma 4 o comunque adottando le misure tecnologiche e organizzative necessarie per rendere non fruibili da parte degli utilizzatori finali i contenuti diffusi abusivamente. I soggetti gestori di motori di ricerca e i fornitori di servizi della societa’ dell’informazione, nel caso in cui non siano coinvolti nell’accessibilita’ del sito web o dei servizi illegali, provvedono comunque ad adottare tutte le misure tecniche utili ad ostacolare la visibilita’ dei contenuti illeciti, tra le quali in ogni caso la deindicizzazione dai motori di ricerca di tutti i nomi di dominio oggetto degli ordini di blocco dell’Autorita’ ivi inclusi i nomi di dominio oggetto delle segnalazioni effettuate per il tramite della piattaforma ai sensi del comma 4»;
6) al comma 6, secondo periodo, le parole: «in tempi ragionevoli» sono sostituite dalla seguente: «tempestivamente»;
b) all’articolo 5, comma 1, dopo le parole: «l’Autorita’ applica» sono inserite le seguenti: «, per ogni violazione riscontrata,»;
c) all’articolo 6, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Autorita’, in collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, convoca un tavolo tecnico con la partecipazione dei prestatori di servizi, dei fornitori di accesso alla rete internet, dei detentori di diritti, dei fornitori di contenuti, dei fornitori di servizi di media audiovisivi e delle associazioni maggiormente rappresentative preposte alla tutela del diritto d’autore e dei diritti connessi, al fine di definire i requisiti tecnici e operativi degli strumenti utili a consentire una tempestiva ed efficace disabilitazione dei nomi di dominio o degli indirizzi IP, secondo quanto previsto dall’articolo 2 della presente legge, attraverso la definizione di una piattaforma tecnologica unica con funzionamento automatizzato per tutti i destinatari dei provvedimenti di disabilitazione. La piattaforma e’ realizzata e resa operativa entro il termine massimo di tre mesi dalla convocazione del tavolo tecnico. Nelle more della piena operativita’ della piattaforma sono comunque applicabili tutte le disposizioni della presente legge e resta fermo quanto previsto dalla citata deliberazione dell’Autorita’ n. 680/13/CONS del 12 dicembre 2013». ))
(( Art. 15 – quater
Semplificazioni in materia di sperimentazione di nuove tecnologie televisive
1. All’articolo 1, comma 1031-bis, ultimo periodo, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: «e a favorire la sperimentazione di nuove tecnologie televisive,» sono soppresse e dopo le parole: «Ministro dell’economia e delle finanze» sono aggiunte le seguenti: «, e a favorire la sperimentazione di nuove tecnologie televisive anche con riferimento alla tecnologia 5G secondo modalita’ stabilite con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze». ))
Art. 16
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

